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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03302026-204751


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-03302026-204751
Titolo
Valutazione clinica a lungo termine degli impianti zigomatici inseriti con tecnica piezoelettrica extrasinsuale in pazienti con atrofia mascellare severa
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA
Parole chiave
  • atrophic maxilla
  • extra-sinus technique
  • immediate loading
  • piezosurgery
  • pyezoeletric surgery
  • Zygoma
  • zygomatic implants
Data inizio appello
26/05/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
26/05/2096
Riassunto (Inglese)
Rehabilitation of the severely atrophic maxilla represents a major challenge in implant dentistry, as advanced bone resorption often prevents the placement of conventional implants without invasive regenerative procedures. Techniques such as sinus floor elevation and bone grafting, although effective, are associated with increased morbidity, longer treatment times, and a higher risk of complications. In this context, zygomatic implants have emerged as a reliable graftless alternative, allowing anchorage in the zygomatic bone and providing primary stability even in cases of severe maxillary atrophy.

Recent developments in implant techniques have led to the adoption of extrasinus approaches, which minimize sinus involvement and improve prosthetic emergence. At the same time, piezoelectric surgery has introduced significant advancements in implant site preparation by enabling precise, selective, and minimally traumatic osteotomies, thereby increasing surgical safety.

The aim of this thesis was to evaluate the long-term clinical outcomes of zygomatic implants placed using an extrasinus piezoelectric technique in patients affected by severe maxillary atrophy. The study was designed as a retrospective observational analysis of patients treated between 2000 and 2015 in specialized centers, with a minimum follow-up of 10 years.

A total of 38 patients (21 males and 17 females), with a mean age of 55 ± 10 years, were included. All patients presented severe maxillary atrophy and underwent implant rehabilitation using an extrasinus piezoelectric protocol. Inclusion criteria required complete clinical and radiographic data and definitive fixed or hybrid prosthetic rehabilitation. Patients with incomplete records or uncontrolled systemic conditions were excluded.

All surgical procedures were performed using dedicated piezoelectric instrumentation according to a standardized protocol consisting of three phases: crestal preparation, lateral sinus wall shaping, and zygomatic osteotomy. Preoperative planning was based on CBCT imaging and, in selected cases, three-dimensional models. Implant placement was adapted to individual anatomy using the ZAGA classification.

The mean number of implants per patient was 4.92. The most common configuration was the hybrid approach, combining zygomatic and conventional implants. Outcome measures included implant survival, complications, peri-implant tissue conditions, prosthetic stability, and radiographic parameters.

After a 10-year follow-up, only one zygomatic implant failure was recorded, resulting in a cumulative survival rate of 97.4%. Peri-implant tissues remained stable, with only one case of mild recession. No sinus-related or prosthetic complications were observed.

Radiographic findings demonstrated favorable biomechanical parameters, confirming long-term functional stability. The results suggest that the extrasinus piezoelectric technique is a safe, predictable, and minimally invasive approach.

In conclusion, zygomatic implants placed using an extrasinus piezoelectric technique represent an effective and reliable solution for the rehabilitation of the severely atrophic maxilla, with high survival rates and low complication incidence over the long term.
Riassunto (Italiano)
La riabilitazione implanto-protesica del mascellare superiore severamente atrofico rappresenta una sfida clinica complessa, in quanto la perdita ossea avanzata limita o impedisce il posizionamento di impianti convenzionali senza il ricorso a procedure rigenerative invasive. Tecniche quali il rialzo del seno mascellare e gli innesti ossei, sebbene efficaci, sono associate a un incremento della morbilità chirurgica, a tempi di trattamento più lunghi e a un rischio maggiore di complicanze. In questo contesto, gli impianti zigomatici si sono affermati come una valida alternativa graftless, consentendo l’ancoraggio nell’osso zigomatico e garantendo stabilità primaria anche in condizioni di marcata atrofia del mascellare superiore.

L’evoluzione delle tecniche implantari ha portato allo sviluppo di approcci extrasinusali, che permettono di ridurre il coinvolgimento del seno mascellare e migliorare l’emergenza protesica. Parallelamente, la chirurgia piezoelettrica ha introdotto un significativo progresso nella preparazione del sito implantare, consentendo osteotomie selettive, precise e minimamente traumatiche, con maggiore sicurezza nei confronti delle strutture anatomiche adiacenti.

L’obiettivo della presente tesi è stato quello di valutare gli esiti clinici a lungo termine dell’utilizzo della tecnica piezoelettrica extrasinusale per il posizionamento di impianti zigomatici in pazienti affetti da atrofia mascellare severa. Lo studio è stato condotto come analisi osservazionale retrospettiva su pazienti trattati tra il 2000 e il 2015 presso centri specializzati, con un follow-up minimo di 10 anni.

Il campione era costituito da 38 pazienti (21 maschi e 17 femmine), con età media di 55 ± 10 anni. Tutti i pazienti presentavano atrofia mascellare severa e sono stati sottoposti a riabilitazione implantare mediante tecnica piezoelettrica extrasinusale. I criteri di inclusione prevedevano la disponibilità di dati clinici e radiografici completi e la presenza di una riabilitazione protesica definitiva fissa o ibrida. Sono stati esclusi i casi con documentazione incompleta o condizioni sistemiche non controllate.

Tutti gli interventi sono stati eseguiti utilizzando strumentazione piezoelettrica dedicata secondo un protocollo standardizzato articolato in tre fasi: preparazione crestale, modellazione della parete laterale del seno mascellare e osteotomia dell’osso zigomatico. La pianificazione chirurgica si è basata su esami CBCT e, in alcuni casi, su modelli tridimensionali. Il posizionamento implantare è stato adattato alla morfologia individuale mediante classificazione ZAGA.

Il numero medio di impianti per paziente è stato di 4,92. La configurazione più frequente è risultata quella ibrida, con un impianto zigomatico per lato associato a impianti convenzionali anteriori. I parametri analizzati hanno incluso la sopravvivenza implantare, le complicanze, le condizioni dei tessuti peri-implantari, la stabilità protesica e parametri radiografici.

A 10 anni di follow-up, è stata registrata la perdita di un solo impianto zigomatico, con una sopravvivenza cumulativa del 97,4%. I tessuti peri-implantari si sono mantenuti stabili, con un solo caso di lieve recessione. Non sono state osservate complicanze sinusali né complicanze protesiche.

Le analisi radiografiche hanno evidenziato parametri biomeccanici favorevoli, confermando la stabilità funzionale delle riabilitazioni. I risultati indicano che la tecnica piezoelettrica extrasinusale è sicura, predicibile e minimamente invasiva.

In conclusione, gli impianti zigomatici inseriti con tecnica piezoelettrica extrasinusale rappresentano una soluzione efficace e affidabile per la riabilitazione del mascellare superiore severamente atrofico, con elevati tassi di successo e ridotta incidenza di complicanze nel lungo periodo.
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