Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Titolo
Minore vittima di violenza sessuale: capacità e attendibilità della testimonianza
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Parole chiave
- Attendibilità
- Capacità testimoniale
- Minore
- Suggestionabilità
- Violenza sessuale
- Vittima vulnerabile
Data inizio appello
13/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
13/04/2096
Riassunto (Italiano)
La presente tesi affronta il tema del minore come fonte di prova nel processo penale italiano, con particolare riguardo ai procedimenti per reati di abuso sessuale, analizzando le problematiche connesse alla raccolta, alla formazione e alla valutazione della sua testimonianza.
Nel primo capitolo si analizzano alcune fonti sovranazionali a tutela del dichiarante minorenne, tra cui la Convenzione di New York del 1989 e la CEDU per giungere poi alla Convenzione di Lanzarote e alla sua attuazione nell'ordinamento italiano con la legge n. 172/2012. Vengono esaminate le misure predisposte per proteggere il minore dal rischio di vittimizzazione secondaria, le criticità della fase delle indagini preliminari e la figura dell'esperto in psicologia o psichiatria infantile.
Il secondo capitolo si concentra sulle modalità processuali di ascolto del minore, analizzando i due momenti fondamentali in cui la sua testimonianza può essere acquisita: l'incidente probatorio speciale, quale sede privilegiata per la cristallizzazione anticipata delle dichiarazioni, e il dibattimento, con le forme dell'esame incrociato attenuato.
Il terzo capitolo indaga i fattori che incidono sull'attendibilità della testimonianza del minore, adottando una prospettiva interdisciplinare che attinge alla psicologia della testimonianza. Vengono approfonditi il funzionamento della memoria e le strutture cerebrali coinvolte nei processi mnestici, i fenomeni dell'amnesia infantile e dei falsi ricordi, la suggestionabilità come fattore di rischio peculiare dell'età evolutiva e la capacità del minore di mentire, concludendo con una riflessione sulle potenzialità e i limiti delle neuroscienze applicate al processo penale.
Il quarto capitolo è dedicato alla valutazione della prova dichiarativa del minore, esaminando le linee guida per lo psicologo forense, l'accertamento peritale della capacità testimoniale, i requisiti professionali degli esperti e il vaglio di attendibilità riservato al giudice, inclusi gli strumenti tecnici di analisi delle dichiarazioni.
Nel suo complesso, la tesi si propone di evidenziare la costante tensione tra due esigenze fondamentali dell'ordinamento: la protezione del minore vulnerabile e il rispetto delle garanzie del giusto processo, nella consapevolezza che l'attendibilità della testimonianza del minore dipende dalla correttezza delle modalità con cui essa viene raccolta, preservata e valutata.