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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03262026-190635


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-03262026-190635
Titolo
Spontaneità e storia della ragione in Kant e Husserl
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Parole chiave
  • Husserl
  • Kant
  • ragione
  • spontaneità
  • storia
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/04/2066
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente lavoro verte su Kant e Husserl in relazione alle nozioni di spontaneità e di storia della ragione ed è articolato in tre capitoli. Nel primo dedicato alla valutazione della filosofia kantiana da parte di Husserl abbiamo cercato di chiarire la mediazione teorica dei riferimenti kantiani di quest’ultimo, al fine di fornire un contesto alle varie critiche dallo stesso mosse nei confronti di Kant. L’illustrazione di queste critiche per noi non ha solamente e principalmente il fine di individuare i luoghi testuali in cui Husserl si rivolge a Kant. Pensiamo che un approccio metodologico di questo genere porti inevitabilmente a concentrarsi su Husserl, dove il riferimento a Kant è solamente funzionale a stabilire la genesi di determinate questioni interne al pensiero husserliano o alla migliore comprensione delle medesime. Il presente lavoro invece verterà su Kant e Husserl in relazione a quei temi che illustreremo nel primo capitolo. Dunque, l’indicazione di questi luoghi ha la funzione di individuare una radice comune a tutte le critiche che Husserl rivolge a Kant in modo tale da far emergere un nucleo tematico che permetta un confronto non solamente storiografico, ma soprattutto teorico, fra i due autori. In particolar modo riteniamo che un confronto teorico fra Kant e la fenomenologia possa avvenire soprattutto rispetto a quei temi che Kant include nella Dottrina trascendentale del metodo della sua Critica della ragion pura. Nel secondo capitolo, avendo osservato come il fondamento di tutte le critiche che Husserl elabora nei confronti di Kant derivano da istanze metodologiche vedremo come l’attenzione dedicata al metodo della filosofia sia un elemento centrale non solo della fenomenologia husserliana, ma anche della filosofia kantiana. Di quest’ultima tracceremo un profilo dettagliato che raccordi gli aspetti affrontati nel primo e nel terzo capitolo fornendo elementi che possano contribuire alla formazione di un quadro utile alla lettura di entrambi. Affronteremo quindi temi quali la trattazione delle idee e in particolar modo quella di sistema. Osserveremo poi l’effettivo procedere teleologico della ragione all’interno di uno dei più importanti contesti argomentativi della Critica della ragion pura ovvero la deduzione metafisica delle categorie. Inoltre, nella deduzione metafisica discuteremo della derivazione delle categorie a partire dell’unico candidato al ruolo di filo conduttore sulla cui base può essere conferita unità della tavola delle categorie, ovvero la facoltà di giudizio (Vermögen zu urteilen). Inoltre, mostreremo come il progetto della deduzione metafisica sembra arenarsi di fronte alla fatticità della ragione. Dunque, nei paragrafi conclusivi passeremo alla trattazione dell’epigenesi della ragione e della concezione kantiana della storia della filosofia per mostrare come queste rappresentino ulteriori tentavi di pensare la spontaneità della ragione indipendentemente dalla sua fatticità. Nel terzo capitolo, seguiremo inizialmente la riconfigurazione husserliana delle nozioni di analitica ed estetica trascendentale, insieme a quella del loro rapporto, per giungere a determinare come questa sia funzionale alla tematizzazione del mondo della vita. Ciò permetterà di mettere in luce le affinità e le differenze che intercorrono nella trattazione kantiana e husserliana della spontaneità sia dell’intelletto, che della sensibilità. Dopo aver chiarito che il mondo della vita debba essere inteso come mondo della doxa, evidenzieremo le affinità tra i due autori circa il rispettivo modo di caratterizzare il sorgere dei modelli di razionalità che caratterizzano il loro pensiero. Nell’ultimo paragrafo tratteremo invece del modo in cui Husserl articola il rapporto con la storia della filosofia per fare emergere come in ultima istanza i due filosofi affermino un primato del filosofare sulla storia della filosofia.
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