Tesi etd-03262026-115330 |
Link copiato negli appunti
Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
FOTI, CHIARA
URN
etd-03262026-115330
Titolo
Il tema medievistico e dantesco nei libretti di Giacomo Puccini: appunti sulla genesi archivistica ed epistolare di Gianni Schicchi
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
ITALIANISTICA
Relatori
relatore Prof. Zaccarello, Michelangelo
controrelatore Prof. Cigni, Fabrizio
controrelatore Prof. Cigni, Fabrizio
Parole chiave
- Giacomo Puccini
- Gianni Schicchi
- Giovacchino Forzano
- Libretto
- Ricostruzione documentaria
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/04/2029
Riassunto (Inglese)
The aim of this thesis is to collect, organize, and—where this has not already been done by the senders—propose a dating for the epistolary, archival, and documentary material in general relating to the genesis of the libretto of Gianni Schicchi, written by Giovacchino Forzano under the close supervision of the composer Giacomo Puccini.
The genesis and development of the libretto of Gianni Schicchi, which together with Il tabarro and Suor Angelica forms the three one-act operas of Il trittico, represents a fortunate and unique case within the librettistic production for Puccini’s operas. In fact, the two artists worked side by side in Viareggio, and Forzano therefore had the opportunity to submit the libretto to the composer simultaneously as it was being written. While this modus componendi facilitated the drafting of the libretto, it did not produce the kind of epistolary and other documentation that would allow for a genetic-evolutionary reconstruction of the text; consequently, only a very small number of letters and archival documents exist in which the wording of the libretto is questioned.
The aim of the first chapter is to introduce, in a concise and preliminary manner, the theme of the Middle Ages and Giacomo Puccini’s approach to the medieval period as a source of inspiration for his subjects. Secondly, and in greater detail, it presents the figure of Giovacchino Forzano—librettist and later stage designer for the posthumous première of Turandot in 1926—and examines his relationship with Puccini before, during, and after the writing of the one-act opera which, together with Il tabarro and Suor Angelica, completed Il trittico.
In the final chapter, a chronological reconstruction of the epistolary and archival documents that led to the composition of Gianni Schicchi is undertaken. The opportunity to consult not only published or publicly accessible correspondence (such as the Digital Collection of the Archivio Storico Ricordi), but also the materials held at the Archive of the Fondazione Simonetta Puccini for Giacomo Puccini in Torre del Lago, proved essential in cross-referencing the various letters and replies and thus reconstructing the exchanges among the different protagonists. Access to the Torre del Lago documents was also crucial for proposing a dating—if not exact, at least approximate—for all the letters that were not dated by their senders, a frequent occurrence especially in the correspondence sent by Giovacchino Forzano.
It was considered valuable not to limit the study to the librettological component alone; therefore, archival evidence up to the premiere of Il trittico, held in New York on December 14, 1918, is also examined. Finally, materials concerning Gianni Schicchi after its debut are discussed, with a brief introduction to its reception and dissemination, aided in part by its translations into German and French.
The ultimate aim of this work is not to propose a genetic-evolutionary edition of the libretto of Gianni Schicchi, but rather—following the recensio of the materials—to offer a precise documentary reconstruction in anticipation of future research.
The genesis and development of the libretto of Gianni Schicchi, which together with Il tabarro and Suor Angelica forms the three one-act operas of Il trittico, represents a fortunate and unique case within the librettistic production for Puccini’s operas. In fact, the two artists worked side by side in Viareggio, and Forzano therefore had the opportunity to submit the libretto to the composer simultaneously as it was being written. While this modus componendi facilitated the drafting of the libretto, it did not produce the kind of epistolary and other documentation that would allow for a genetic-evolutionary reconstruction of the text; consequently, only a very small number of letters and archival documents exist in which the wording of the libretto is questioned.
The aim of the first chapter is to introduce, in a concise and preliminary manner, the theme of the Middle Ages and Giacomo Puccini’s approach to the medieval period as a source of inspiration for his subjects. Secondly, and in greater detail, it presents the figure of Giovacchino Forzano—librettist and later stage designer for the posthumous première of Turandot in 1926—and examines his relationship with Puccini before, during, and after the writing of the one-act opera which, together with Il tabarro and Suor Angelica, completed Il trittico.
In the final chapter, a chronological reconstruction of the epistolary and archival documents that led to the composition of Gianni Schicchi is undertaken. The opportunity to consult not only published or publicly accessible correspondence (such as the Digital Collection of the Archivio Storico Ricordi), but also the materials held at the Archive of the Fondazione Simonetta Puccini for Giacomo Puccini in Torre del Lago, proved essential in cross-referencing the various letters and replies and thus reconstructing the exchanges among the different protagonists. Access to the Torre del Lago documents was also crucial for proposing a dating—if not exact, at least approximate—for all the letters that were not dated by their senders, a frequent occurrence especially in the correspondence sent by Giovacchino Forzano.
It was considered valuable not to limit the study to the librettological component alone; therefore, archival evidence up to the premiere of Il trittico, held in New York on December 14, 1918, is also examined. Finally, materials concerning Gianni Schicchi after its debut are discussed, with a brief introduction to its reception and dissemination, aided in part by its translations into German and French.
The ultimate aim of this work is not to propose a genetic-evolutionary edition of the libretto of Gianni Schicchi, but rather—following the recensio of the materials—to offer a precise documentary reconstruction in anticipation of future research.
Riassunto (Italiano)
Scopo del presente lavoro di tesi è quello di raccogliere, ordinare e, laddove non è stato fatto dai mittenti, proporre una datazione per il materiale epistolare, d’archivio e documentario in generale relativo alla genesi del libretto di Gianni Schicchi, ad opera di Giovacchino Forzano con la stretta supervisione del compositore Giacomo Puccini.
La genesi e lo sviluppo del libretto di Gianni Schicchi, che insieme a Tabarro e Suor Angelica compone l’opera in tre atti unici il Trittico, rappresenta un caso fortunato e isolato all’interno della produzione librettistica per le opere di Giacomo Puccini: i due artisti lavorarono infatti fianco a fianco a Viareggio e Forzano ebbe quindi la possibilità di sottoporre il libretto al maestro simultaneamente al procedere della scrittura. Se da un lato questo modus componendi facilitò la stesura del libretto, non produsse la documentazione epistolare e non solo che permette una ricostruzione genetico-evolutiva del libretto e sono pertanto pochissimi le epistole e i documenti d’archivio in cui vengono messe in dubbio parole del libretto.
Obiettivo del primo capitolo parte è introdurre, in modo sintetico e introduttivo, il tema del Medioevo e l’approccio di Giacomo Puccini all’epoca medievale come fonte d’ispirazione per i propri soggetti; secondariamente, e con più ampio respiro, si presenterà in maniera approfondita la figura di Giovacchino Forzano, librettista e successivamente scenografo per la prima rappresentazione postuma di Turandot del 1926, e i rapporti che intercorsero con il maestro Puccini prima, durante e dopo la stesura dell’atto unico che insieme a Il tabarro e a Suor Angelica completò il Trittico.
Nel capitolo finale si procederà alla ricostruzione cronologica dei documenti epistolari e d’archivio che portarono alla stesura di Gianni Schicchi: la possibilità di aver potuto visionare, oltre ai carteggi pubblicati o consultabili pubblicamente (come la Collezione Digitale dell’Archivio Storico Ricordi) i materiali contenuti presso l’Archivio della Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini di Torre del Lago è stata fondamentale per poter incrociare le varie missive e responsive e ricostruire quindi idealmente i vari scambi tra i diversi protagonisti della vicenda. Nondimeno, è stato importante aver accesso ai documenti torrelaghesi per proporre una datazione, se non puntuale quanto meno di massima, per tutti gli esemplari epistolari che non sono stati datati dai mittenti, casistiche che ricorrono frequentemente soprattutto nelle missive inviate da Giovacchino Forzano.
Si è ritenuto interessante non limitare il lavoro alla sola componente librettologica ma si tratteranno inoltre le testimonianze archivistiche sino alla prima del Trittico, avvenuta a New York il 14 dicembre del 1918; verranno infine trattati i materiali riguardanti Gianni Schicchi anche dopo il debutto, con una breve introduzione alla sua fortuna e diffusione grazie anche alle traduzioni in tedesco e in francese.
Fine ultimo di questo lavoro non è quindi quello di proporre un’edizione genetico-evolutiva del libretto di Gianni Schicchi ma, dopo la fase di recensio dei materiali, proporre una ricostruzione documentaria precisa in previsione di lavori futuri.
La genesi e lo sviluppo del libretto di Gianni Schicchi, che insieme a Tabarro e Suor Angelica compone l’opera in tre atti unici il Trittico, rappresenta un caso fortunato e isolato all’interno della produzione librettistica per le opere di Giacomo Puccini: i due artisti lavorarono infatti fianco a fianco a Viareggio e Forzano ebbe quindi la possibilità di sottoporre il libretto al maestro simultaneamente al procedere della scrittura. Se da un lato questo modus componendi facilitò la stesura del libretto, non produsse la documentazione epistolare e non solo che permette una ricostruzione genetico-evolutiva del libretto e sono pertanto pochissimi le epistole e i documenti d’archivio in cui vengono messe in dubbio parole del libretto.
Obiettivo del primo capitolo parte è introdurre, in modo sintetico e introduttivo, il tema del Medioevo e l’approccio di Giacomo Puccini all’epoca medievale come fonte d’ispirazione per i propri soggetti; secondariamente, e con più ampio respiro, si presenterà in maniera approfondita la figura di Giovacchino Forzano, librettista e successivamente scenografo per la prima rappresentazione postuma di Turandot del 1926, e i rapporti che intercorsero con il maestro Puccini prima, durante e dopo la stesura dell’atto unico che insieme a Il tabarro e a Suor Angelica completò il Trittico.
Nel capitolo finale si procederà alla ricostruzione cronologica dei documenti epistolari e d’archivio che portarono alla stesura di Gianni Schicchi: la possibilità di aver potuto visionare, oltre ai carteggi pubblicati o consultabili pubblicamente (come la Collezione Digitale dell’Archivio Storico Ricordi) i materiali contenuti presso l’Archivio della Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini di Torre del Lago è stata fondamentale per poter incrociare le varie missive e responsive e ricostruire quindi idealmente i vari scambi tra i diversi protagonisti della vicenda. Nondimeno, è stato importante aver accesso ai documenti torrelaghesi per proporre una datazione, se non puntuale quanto meno di massima, per tutti gli esemplari epistolari che non sono stati datati dai mittenti, casistiche che ricorrono frequentemente soprattutto nelle missive inviate da Giovacchino Forzano.
Si è ritenuto interessante non limitare il lavoro alla sola componente librettologica ma si tratteranno inoltre le testimonianze archivistiche sino alla prima del Trittico, avvenuta a New York il 14 dicembre del 1918; verranno infine trattati i materiali riguardanti Gianni Schicchi anche dopo il debutto, con una breve introduzione alla sua fortuna e diffusione grazie anche alle traduzioni in tedesco e in francese.
Fine ultimo di questo lavoro non è quindi quello di proporre un’edizione genetico-evolutiva del libretto di Gianni Schicchi ma, dopo la fase di recensio dei materiali, proporre una ricostruzione documentaria precisa in previsione di lavori futuri.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
La tesi non è consultabile. |
|