Tesi etd-03262026-093347 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
ZANI, ALESSIA
URN
etd-03262026-093347
Titolo
Valore prognostico della variabilità della frequenza cardiaca in cani con fibrillazione atriale
Dipartimento
SCIENZE VETERINARIE
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Relatori
relatore Prof. Vezzosi, Tommaso
correlatore Dott. Grosso, Giovanni
controrelatore Prof.ssa Tognetti, Rosalba
correlatore Dott. Grosso, Giovanni
controrelatore Prof.ssa Tognetti, Rosalba
Parole chiave
- pNN50, analisi dominio tempo, Holter 24h, prognosi
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/04/2029
Riassunto (Inglese)
OBJECTIVE
To evaluate the role of time-domain heart rate variability (HRV) derived from 24-hour Holter ECG monitoring as a prognostic factor in dogs affected by atrial fibrillation.
MATERIALS AND METHODS
This retrospective, multicentre study reviewed clinical databases from October 2017 to October 2025. Client-owned dogs of various breeds, ages, and body weights diagnosed with lone or secondary atrial fibrillation and having undergone at least one 24-hour Holter monitoring were included. From the Holter recordings, the main time-domain HRV parameters (including pNN50, SDNN, SDNN index, triangular index, SDANN, and rMSSD), as well as heart rate parameters (mean, maximum, and minimum heart rate), were extracted. Data were analyzed using receiver operating characteristic (ROC) curve analysis with the Youden index, Kaplan–Meier survival analysis, and Cox regression analysis to assess their association with survival.
RESULTS
A total of 52 dogs were included, with a median age of 9 years (interquartile range [IQR]: 7–10 years) and a median body weight of 37.8 kg (IQR: 30–55.7 kg). During the study period, 34/52 dogs died (13/34 from cardiac-related causes and 21/34 from non-cardiac-related causes), while 18/52 dogs were still alive. ROC curve analysis identified minimum heart rate as the only heart rate parameter significantly associated with all-cause mortality (p=0.043; AUC=0.704). Regarding HRV parameters, Cox regression analysis showed that pNN50, SDNN, and triangular index were significantly associated with survival. ROC curve analysis demonstrated that only pNN50 had prognostic significance for cardiac-related mortality. Two predictive cut-offs for cardiac death were identified: pNN50 <18% (sensitivity 31.2%, specificity 97.2%) and pNN50 <58% (sensitivity 81.2%, specificity 47.2%). Kaplan–Meier curves based on these pNN50 cut-offs showed significant differences in survival (p=0.001 and p=0.004, respectively). Finally, a significant difference in pNN50 values was observed between dogs with lone and secondary atrial fibrillation (p<0.001).
CONCLUSIONS
Assessment of heart rate variability from 24-hour Holter ECG monitoring, particularly pNN50, may represent a useful prognostic indicator in dogs with atrial fibrillation. These findings suggest a relevant role for HRV analysis and its potential contribution to risk stratification and clinical management of dogs affected by atrial fibrillation.
To evaluate the role of time-domain heart rate variability (HRV) derived from 24-hour Holter ECG monitoring as a prognostic factor in dogs affected by atrial fibrillation.
MATERIALS AND METHODS
This retrospective, multicentre study reviewed clinical databases from October 2017 to October 2025. Client-owned dogs of various breeds, ages, and body weights diagnosed with lone or secondary atrial fibrillation and having undergone at least one 24-hour Holter monitoring were included. From the Holter recordings, the main time-domain HRV parameters (including pNN50, SDNN, SDNN index, triangular index, SDANN, and rMSSD), as well as heart rate parameters (mean, maximum, and minimum heart rate), were extracted. Data were analyzed using receiver operating characteristic (ROC) curve analysis with the Youden index, Kaplan–Meier survival analysis, and Cox regression analysis to assess their association with survival.
RESULTS
A total of 52 dogs were included, with a median age of 9 years (interquartile range [IQR]: 7–10 years) and a median body weight of 37.8 kg (IQR: 30–55.7 kg). During the study period, 34/52 dogs died (13/34 from cardiac-related causes and 21/34 from non-cardiac-related causes), while 18/52 dogs were still alive. ROC curve analysis identified minimum heart rate as the only heart rate parameter significantly associated with all-cause mortality (p=0.043; AUC=0.704). Regarding HRV parameters, Cox regression analysis showed that pNN50, SDNN, and triangular index were significantly associated with survival. ROC curve analysis demonstrated that only pNN50 had prognostic significance for cardiac-related mortality. Two predictive cut-offs for cardiac death were identified: pNN50 <18% (sensitivity 31.2%, specificity 97.2%) and pNN50 <58% (sensitivity 81.2%, specificity 47.2%). Kaplan–Meier curves based on these pNN50 cut-offs showed significant differences in survival (p=0.001 and p=0.004, respectively). Finally, a significant difference in pNN50 values was observed between dogs with lone and secondary atrial fibrillation (p<0.001).
CONCLUSIONS
Assessment of heart rate variability from 24-hour Holter ECG monitoring, particularly pNN50, may represent a useful prognostic indicator in dogs with atrial fibrillation. These findings suggest a relevant role for HRV analysis and its potential contribution to risk stratification and clinical management of dogs affected by atrial fibrillation.
Riassunto (Italiano)
OBIETTIVO
Valutare il ruolo della variabilità della frequenza cardiaca (HRV) nel dominio del tempo, derivata dal monitoraggio ECG Holter delle 24 ore, come fattore prognostico nei cani affetti da fibrillazione atriale.
MATERIALI E METODI
Questo è stato uno studio retrospettivo, multicentrico nel quale sono stati revisionati i database clinici da Ottobre 2017 a Ottobre 2025. Sono stati inclusi cani di proprietà di diverse razze, età e peso corporeo, con diagnosi di fibrillazione atriale primaria o secondaria, che avevano eseguito almeno un monitoraggio Holter di 24 ore. Dalle registrazioni Holter sono stati estratti i principali parametri di HRV nel dominio del tempo (pNN50, SDNN, SDNN index, triangular index, SDANN e rMSSD), e i parametri di frequenza cardiaca (frequenza cardiaca media, massima e minima). I dati sono stati analizzati mediante analisi delle curve ROC e Youden index, analisi di sopravvivenza mediante le curve di Kaplan–Meier e analisi di regressione di Cox, al fine di valutarne l’associazione con la sopravvivenza.
RISULTATI
Sono stati inclusi un totale di 52 cani, con un’età mediana di 9 anni (intervallo interquartile [IQR]: 7–10 anni) e un peso corporeo mediano di 37,8 kg (IQR: 30–55,7 kg). Nel nostro gruppo di studio, 34/52 cani sono deceduti (13/34 per cause cardiache e 21/34 per cause non cardiache), mentre 18/52 erano ancora in vita. L’analisi ROC ha identificato la frequenza cardiaca minima come l’unico parametro di frequenza cardiaca significativamente associato alla mortalità per tutte le cause (p=0,043; AUC=0,704). Per quanto riguarda i parametri di HRV, l’analisi di regressione di Cox ha mostrato che pNN50, SDNN e triangular index erano significativamente associati alla sopravvivenza. L’analisi ROC ha evidenziato che solo pNN50 presentava significatività prognostica per la mortalità di origine cardiaca. Sono stati identificati due cut-off predittivi per la morte cardiaca: pNN50 < 18% (sensibilità 31,2%, specificità 97,2%) e pNN50 < 58% (sensibilità 81,2%, specificità 47,2%). Le curve di Kaplan–Meier costruite sulla base di questi cut-off di pNN50 hanno mostrato differenze significative nella sopravvivenza (p=0,001 e p=0,004, rispettivamente). Infine, è stata osservata una differenza significativa nei valori di pNN50 tra i cani affetti da fibrillazione atriale primaria e secondaria (p<0,001).
CONCLUSIONI
La valutazione della variabilità della frequenza cardiaca mediante monitoraggio ECG Holter delle 24 ore, in particolare del parametro pNN50, può rappresentare un utile indicatore prognostico nei cani con fibrillazione atriale. Questi risultati suggeriscono un ruolo rilevante dell’analisi dell’HRV e il suo potenziale contributo alla stratificazione del rischio e alla gestione clinica dei cani affetti da fibrillazione atriale.
Valutare il ruolo della variabilità della frequenza cardiaca (HRV) nel dominio del tempo, derivata dal monitoraggio ECG Holter delle 24 ore, come fattore prognostico nei cani affetti da fibrillazione atriale.
MATERIALI E METODI
Questo è stato uno studio retrospettivo, multicentrico nel quale sono stati revisionati i database clinici da Ottobre 2017 a Ottobre 2025. Sono stati inclusi cani di proprietà di diverse razze, età e peso corporeo, con diagnosi di fibrillazione atriale primaria o secondaria, che avevano eseguito almeno un monitoraggio Holter di 24 ore. Dalle registrazioni Holter sono stati estratti i principali parametri di HRV nel dominio del tempo (pNN50, SDNN, SDNN index, triangular index, SDANN e rMSSD), e i parametri di frequenza cardiaca (frequenza cardiaca media, massima e minima). I dati sono stati analizzati mediante analisi delle curve ROC e Youden index, analisi di sopravvivenza mediante le curve di Kaplan–Meier e analisi di regressione di Cox, al fine di valutarne l’associazione con la sopravvivenza.
RISULTATI
Sono stati inclusi un totale di 52 cani, con un’età mediana di 9 anni (intervallo interquartile [IQR]: 7–10 anni) e un peso corporeo mediano di 37,8 kg (IQR: 30–55,7 kg). Nel nostro gruppo di studio, 34/52 cani sono deceduti (13/34 per cause cardiache e 21/34 per cause non cardiache), mentre 18/52 erano ancora in vita. L’analisi ROC ha identificato la frequenza cardiaca minima come l’unico parametro di frequenza cardiaca significativamente associato alla mortalità per tutte le cause (p=0,043; AUC=0,704). Per quanto riguarda i parametri di HRV, l’analisi di regressione di Cox ha mostrato che pNN50, SDNN e triangular index erano significativamente associati alla sopravvivenza. L’analisi ROC ha evidenziato che solo pNN50 presentava significatività prognostica per la mortalità di origine cardiaca. Sono stati identificati due cut-off predittivi per la morte cardiaca: pNN50 < 18% (sensibilità 31,2%, specificità 97,2%) e pNN50 < 58% (sensibilità 81,2%, specificità 47,2%). Le curve di Kaplan–Meier costruite sulla base di questi cut-off di pNN50 hanno mostrato differenze significative nella sopravvivenza (p=0,001 e p=0,004, rispettivamente). Infine, è stata osservata una differenza significativa nei valori di pNN50 tra i cani affetti da fibrillazione atriale primaria e secondaria (p<0,001).
CONCLUSIONI
La valutazione della variabilità della frequenza cardiaca mediante monitoraggio ECG Holter delle 24 ore, in particolare del parametro pNN50, può rappresentare un utile indicatore prognostico nei cani con fibrillazione atriale. Questi risultati suggeriscono un ruolo rilevante dell’analisi dell’HRV e il suo potenziale contributo alla stratificazione del rischio e alla gestione clinica dei cani affetti da fibrillazione atriale.
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