Tesi etd-03252026-001425 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
DAGA, GIUSEPPE
URN
etd-03252026-001425
Titolo
L'immaginario insulare nel monachesimo occidentale: processi tardoantichi di risemantizzazione dello spazio
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
FILOLOGIA E STORIA DELL'ANTICHITA'
Relatori
relatore Prof.ssa Tommasi Moreschini, Chiara Ombretta
correlatore Prof. Raggi, Andrea
correlatore Prof. Raggi, Andrea
Parole chiave
- immaginario romano
- insularità
- insularity
- isole mediterranee
- late antique monasticism
- mediterranean islands
- monachesimo tardoantico
- rappresentazione dello spazio
- roman imaginary
- spatial representation
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/04/2029
Riassunto (Inglese)
This thesis examines the resemantization carried out by Western monasticism with regard to space and the concept of the island during the 4th–5th centuries. After reconstructing the varied cultural meanings associated with it in Roman tradition and early Christianity, overall deriving from a “marginalizing” conception of this space, shaped by the development of the “relegatio in insulam” in the High Empire, the study analyses a number of hagiographical sources produced in Western ascetic milieus at the end of the 4th century (Jerome’s Vita Hilarionis and Sulpicius Severus’ Vita Martini), in which a new semantics of the island is elaborated. This emerges in close connection with the contemporary spread of hermitages and monasteries on the Dalmatian, Tuscan, and Provençal islands: from a place of social exclusion, the island comes to be conceived as a privileged site for asceticism and holiness. The study then further explores the representation of insular space in the literature of the insular monastery of Lérins in the 5th century (Hilary of Arles, Eucherius of Lyon), highlighting the shift from the traditional topos of "squalor loci" to that of "locus amoenus". It subsequently considers the reception of this new conception in Late Antique society, noting an ambivalent climate both within the secular world and within the Church. Finally, it examines the later fortune of the insular monastic model between the 6th and 7th centuries, from the Mediterranean to the Atlantic.
Riassunto (Italiano)
La tesi analizza la risemantizzazione operata dal monachesimo occidentale nei confronti dello spazio e del concetto di isola durante i secoli IV-V. Dopo una ricostruzione dei variegati significati culturali a essa associati nella tradizione romana e nel primo cristianesimo, nel complesso derivanti da una concezione "marginalizzante" del suddetto spazio dovuta all'elaborazione della "relegatio in insulam" nell'Alto Impero, il lavoro analizza alcune fonti agiografiche prodotte in ambienti ascetici occidentali di fine IV secolo (specie la Vita Hilarionis di Girolamo e la Vita Martini di Sulpicio Severo) nelle quali viene elaborata una nuova semantica dell'isola, emersa in stretta connessione con un fenomeno di diffusione di eremi e cenobi sulle isole dalmate, toscane e provenzali: da luogo di esclusione sociale, l'isola viene concepita come luogo privilegiato per l'ascesi e la santità. Lo studio approfondisce dunque la rappresentazione dello spazio insulare nella produzione letteraria del monastero insulare di Lérins nel V secolo (Ilario di Arles, Eucherio di Lione), osservando lo slittamento della topica tradizionale dello "squalor loci" verso il "locus amoenus". Successivamente, l'attenzione viene posta sulla ricezione della nuova concezione nella società tardoantica, constatando un clima ambivalente sia all'interno del mondo laico che nella Chiesa. Da ultimo, si osserva la fortuna del modello del monastero insulare nei secoli VI-VII dal Mediterraneo all'Atlantico.
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