Tesi etd-03242026-182919 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
SALVINI, ANNACLARA
URN
etd-03242026-182919
Titolo
La lesione dell'integrità psichica tra sofferenza e manipolazione e le risposte penali
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
relatore Notaro, Domenico
Parole chiave
- atti persecutori
- causalità psichica
- circonvenzione di incapace
- integrità psichica
- libertà morale
- maltrattamenti in famiglia
- manipolazione
- neuroscienze
- volontà
Data inizio appello
13/04/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente elaborato si propone di trattare della tutela penale dell’integrità psichica. Data l’ampiezza del tema, il lavoro assume una prospettiva di analisi che pone al centro la volontà degli individui. In questo senso, è possibile discernere la trattazione di questa in correlazione con due componenti, o dimensioni, essenziali dell’integrità psichica: una genetica, che attenziona la libera formazione dei processi volitivi, e una funzionale, che invece si rivolge all’analisi della libertà morale. Sarà fondamentale, per la struttura dell’intero elaborato, approfondire subito come questa libertà sia collocata costituzionalmente e di come venga qui concepita come internamente scandita in due momenti, tra loro logicamente connessi. Vi sarebbe, difatti, una prima componente di tranquillità psichica, che risulta il presupposto necessario alla seconda, cioè all’esercizio della libertà di autodeterminazione.
È evidente come la tutela penale della dimensione genetica dell’integrità psichica, affrontata nel terzo capitolo, sia posta anch’essa in una posizione logicamente anteriore alla dimensione funzionale, oggetto del secondo capitolo, in quanto solo un soggetto che vanta una autonoma formazione decisionale può dirsi libero esercente della propria capacità di autodeterminazione. Il tema risulta essere estremamente pertinente e inesorabilmente intrecciato con lo studio della volontà da parte delle nuove frontiere neuroscientifiche. A tal proposito, il presente lavoro si propone anche di interrogarsi sull’ausilio che queste recenti discipline possono apportare al diritto penale e, più nello specifico, a una più ampia e precisa tutela della psiche umana. Si avrà modo di ribadire più volte, nel corso dell’elaborato, la necessaria integrazione del diritto penale con scienze esterne a fronte di un’innegabile difficoltà di circoscrizione di quei fenomeni psichici descritti da molte fattispecie penalistiche, tra cui quelle che vengono in questa sede trattate. Ad ogni ambito dello studio dell’integrità psichica (genetico e funzionale) si intende ricollegare la vigente tutela penale presente in alcune norme di parte speciale: la circonvenzione di incapace e il problema dell’abolito delitto di plagio per la dimensione genetica, lo stalking e i maltrattamenti in famiglia per quella funzionale. È chiaro che la presente analisi non vanta pretesa di esaustività del tema, estremamente variegato e connotato da un’intrinseca indeterminatezza che permetterebbe, potenzialmente, di individuare molte altre fattispecie connesse con gli ambiti qui menzionati. E molte altre, al contempo, potrebbero essere anche le prospettive di indagine, che abbraccino altre differenziazioni dell’integrità psichica.
Lo scopo del lavoro, dunque, è interrogarsi sulla struttura di una tutela penale che attenziona una violenza immateriale, non facilmente verificabile con i tradizionali metodi empirici. Inoltre, soprattutto riguardo al presunto vuoto di tutela lasciato dal delitto di plagio, ci si domanda se alcuni recenti fatti di cronaca, che segnalano la presenza di Nuovi Movimenti Religiosi (NMR) o sette, destino un allarme tale da rivalutare la possibilità, tra l’altro auspicata dalla stessa Corte di Cassazione nella sentenza 61/1981, di inserire un nuovo reato di manipolazione mentale.
L’ostacolo maggiore a quest’ultima considerazione è il complesso accertamento del nesso di causalità che attanaglia, per vero, l’intero tema legato alla tutela dell’integrità psichica. Il capitolo quarto, dunque, si concentra proprio sulle proposte dottrinali che hanno tentato, e tentano tutt’ora, di conciliare l’esigenza politico-criminale di difesa dalla violenza psicologica con l’intrinseca evanescenza di questi fenomeni, rendendo estremamente complicato l’accertamento causale.
È evidente come la tutela penale della dimensione genetica dell’integrità psichica, affrontata nel terzo capitolo, sia posta anch’essa in una posizione logicamente anteriore alla dimensione funzionale, oggetto del secondo capitolo, in quanto solo un soggetto che vanta una autonoma formazione decisionale può dirsi libero esercente della propria capacità di autodeterminazione. Il tema risulta essere estremamente pertinente e inesorabilmente intrecciato con lo studio della volontà da parte delle nuove frontiere neuroscientifiche. A tal proposito, il presente lavoro si propone anche di interrogarsi sull’ausilio che queste recenti discipline possono apportare al diritto penale e, più nello specifico, a una più ampia e precisa tutela della psiche umana. Si avrà modo di ribadire più volte, nel corso dell’elaborato, la necessaria integrazione del diritto penale con scienze esterne a fronte di un’innegabile difficoltà di circoscrizione di quei fenomeni psichici descritti da molte fattispecie penalistiche, tra cui quelle che vengono in questa sede trattate. Ad ogni ambito dello studio dell’integrità psichica (genetico e funzionale) si intende ricollegare la vigente tutela penale presente in alcune norme di parte speciale: la circonvenzione di incapace e il problema dell’abolito delitto di plagio per la dimensione genetica, lo stalking e i maltrattamenti in famiglia per quella funzionale. È chiaro che la presente analisi non vanta pretesa di esaustività del tema, estremamente variegato e connotato da un’intrinseca indeterminatezza che permetterebbe, potenzialmente, di individuare molte altre fattispecie connesse con gli ambiti qui menzionati. E molte altre, al contempo, potrebbero essere anche le prospettive di indagine, che abbraccino altre differenziazioni dell’integrità psichica.
Lo scopo del lavoro, dunque, è interrogarsi sulla struttura di una tutela penale che attenziona una violenza immateriale, non facilmente verificabile con i tradizionali metodi empirici. Inoltre, soprattutto riguardo al presunto vuoto di tutela lasciato dal delitto di plagio, ci si domanda se alcuni recenti fatti di cronaca, che segnalano la presenza di Nuovi Movimenti Religiosi (NMR) o sette, destino un allarme tale da rivalutare la possibilità, tra l’altro auspicata dalla stessa Corte di Cassazione nella sentenza 61/1981, di inserire un nuovo reato di manipolazione mentale.
L’ostacolo maggiore a quest’ultima considerazione è il complesso accertamento del nesso di causalità che attanaglia, per vero, l’intero tema legato alla tutela dell’integrità psichica. Il capitolo quarto, dunque, si concentra proprio sulle proposte dottrinali che hanno tentato, e tentano tutt’ora, di conciliare l’esigenza politico-criminale di difesa dalla violenza psicologica con l’intrinseca evanescenza di questi fenomeni, rendendo estremamente complicato l’accertamento causale.
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| TESI_Sal...clara.pdf | 1.80 Mb |
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