Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Titolo
L'adeguatezza retributiva fra diritto nazionale e diritto europeo
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Parole chiave
- adeguatezza retributiva
- articolo 36 costituzione
- contrattazione collettiva
- salario minimo
- tutela del lavoratore
Data inizio appello
13/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
13/04/2096
Riassunto (Italiano)
L’elaborato analizza il tema dell’adeguatezza retributiva riferendosi all’ordinamento italiano, confrontandolo con altri Paesi europei alla luce della Direttiva UE 2022/2041 sui salari minimi adeguati. L’obbiettivo è evidenziare il rapporto tra retribuzione, trasformazioni del mercato e dignità del lavoro, in un contesto segnato da disuguaglianze, inflazione e diffusione del lavoro povero.
Particolare attenzione è data all’articolo 36 della Costituzione, disposizione che riconosce il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente a garantire una vita dignitosa. In Italia, in assenza di un salario minimo legale, la determinazione salariale è rimessa alla contrattazione collettiva, sistema che presenta criticità come la frammentazione contrattuale, la diffusione dei contratti pirata.
In questo contesto, si inserisce il dibattito circa l’introduzione di un salario minimo legale, oggetto di posizioni contrastanti. La direttiva europea, inoltre, non obbliga gli Stati membri a adottare questo strumento, ma fissa standard minimi di tutela e promuove il rafforzamento della contrattazione collettiva.
In ambito nazionale, inoltre, troviamo la legge delega n.144 del 2025, che si muove nella stessa direzione, senza prevedere un salario minimo legale. Infine, dal confronto europeo emerge che il salario minimo non risolve automaticamente i problemi in ambito retributivo. La sfida italiana resta quella di garantire una retribuzione adeguata bilanciando esigenze nazionali ed europee.