Tesi etd-03232026-181547 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
PIAZZA, GAIA
URN
etd-03232026-181547
Titolo
Scrittori-prigionieri della Grande Guerra: scrittura, memoria ed esperienza
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
ITALIANISTICA
Relatori
relatore Prof.ssa Savettieri, Cristina
Parole chiave
- censura
- giornali di prigionia
- prima guerra mondiale
- propaganda
- scrittori prigionieri
- testimonianze
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
The First World War represented an event of extraordinary magnitude that generated a widespread need for narration. In this context, writing took on a fundamental role, both as a means of psychological survival and as a way to preserve personal identity. This thesis focuses on the testimonies of Italian prisoners of war interned in Austro-Hungarian and German camps, analyzing in particular the works of Gadda, Stuparich, Tecchi, Falchi, Monelli, Salsa, Ceccarelli, Betti, and Pastorino. The prisoner-writers documented their experience of captivity in different ways: some minimized subjectivity, focusing on external events, battles, and assaults, or describing how their fellow prisoners faced and endured captivity; others, instead, emphasized the inner dimension, dwelling on their own reflections, emotions, and states of mind, thus managing to transform suffering into words and words into memory. In addition to the modes, the timing of their writing also differed: for some prisoners, writing was an immediate necessity, while for others the suffering was so intense that it prevented any form of reflective activity.
Riassunto (Italiano)
La Prima guerra mondiale rappresentò un evento di portata straordinaria che generò un diffuso bisogno di narrazione. In questo contesto, la scrittura assunse un ruolo fondamentale, sia come strumento di sopravvivenza psicologica sia come mezzo per conservare l’identità personale. La tesi si concentra sulle testimonianze dei prigionieri di guerra italiani internati nei campi austro-ungarici e tedeschi, analizzando in particolare le opere di Gadda, Stuparich, Tecchi, Falchi, Monelli, Salsa, Ceccarelli, Betti e Pastorino. Gli scrittori-prigionieri documentarono la loro esperienza di cattività in modi differenti: alcuni ridussero al minimo la soggettività, concentrandosi sugli eventi esterni, sulle battaglie e sugli assalti, oppure descrivendo il modo in cui i compagni affrontarono e resistettero alla prigionia; altri, invece, posero l’accento sulla dimensione interiore, soffermandosi su proprie riflessioni, emozioni e stati d’animo riuscendo così a trasformare la sofferenza in parola e la parola in memoria. Oltre i modi, anche i tempi di produzione furono differenti: se per alcuni prigionieri la scrittura fu un bisogno immediato, per altri la sofferenza era tale da impedire qualunque attività riflessiva.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| TESI_PIAZZA_GAIA.pdf | 1.93 Mb |
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