Tesi etd-03212026-195921 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
ALBANO, SERENA
URN
etd-03212026-195921
Titolo
La fattispecie di reato di femminicidio nel diritto penale italiano: genesi criminologica del fenomeno, ratio legis e problematiche interpretative del nuovo art. 577-bis del Codice penale.
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
relatore Venafro, Emma
Parole chiave
- femminicidio
- violenza di genere
Data inizio appello
17/04/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L'elaborato si propone di indagare le ragioni alla base dell'introduzione della fattispecie autonoma di femminicidio nell'ordinamento italiano. Inquadrato nella cornice del fenomeno della violenza di genere, la ricerca analizza dapprima la genesi socio-criminologica e la ratio legis, nondimeno richiamando l'iter legislativo decennale che ha preceduto l'introduzione dell'art.577-bis c.p. nella prospettiva di un approccio integrato. Passando all'esame della formulazione della norma, se ne evidenziano le principali criticità sul piano interpretativo e applicativo, facendo emergere i dubbi rispetto alla scelta di tipizzazione autonoma dell'evento <femminicidio>, sospesa tra le esigenze di riconoscimento espresso del fenomeno e quelle di una risposta penale sì repressiva in maniera mirata ma, al contempo, non esclusivamente simbolica.
A tal fine si richiamano le contrapposte posizioni della dottrina: alcune favorevoli all'introduzione della nuova fattispecie, altre orientate in senso contrario e secondo cui lo stesso risultato, sul piano dell'incriminazione delle condotte estreme di violenza nei confronti delle donne, già in precedenza era assicurato dalla possibilità di integrare la disciplina tradizionale dell'omicidio - ex art.575 c.p. - del sistema delle aggravanti.
Da ultimo, nell'intento offrire una ricostruzione globale, lo sguardo è rivolto alle politiche di prevenzione, protezione e sostegno che, si ritiene, debbano affiancarsi allo strumento penale affinché quest'ultimo, insieme agli altri, possa assicurare una tutela effettiva e rafforzata nei confronti delle vittime di violenza di genere.
A tal fine si richiamano le contrapposte posizioni della dottrina: alcune favorevoli all'introduzione della nuova fattispecie, altre orientate in senso contrario e secondo cui lo stesso risultato, sul piano dell'incriminazione delle condotte estreme di violenza nei confronti delle donne, già in precedenza era assicurato dalla possibilità di integrare la disciplina tradizionale dell'omicidio - ex art.575 c.p. - del sistema delle aggravanti.
Da ultimo, nell'intento offrire una ricostruzione globale, lo sguardo è rivolto alle politiche di prevenzione, protezione e sostegno che, si ritiene, debbano affiancarsi allo strumento penale affinché quest'ultimo, insieme agli altri, possa assicurare una tutela effettiva e rafforzata nei confronti delle vittime di violenza di genere.
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Tesi non consultabile. |
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