Tesi etd-03202026-233639 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
PISTOLESI, RICCARDO
URN
etd-03202026-233639
Titolo
Écrire pour dire, écrire pour survivre: la littérature engagée de Maïssa Bey
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
LINGUE, LETTERATURE E FILOLOGIE EURO - AMERICANE
Relatori
relatore Prof.ssa Sommovigo, Barbara
correlatore Prof. Attruia, Francesco
correlatore Prof. Attruia, Francesco
Parole chiave
- Algeria
- Bey
- colonialismo
- écriture
- engagée
- identità
- impegnata
- letteratura
- lingua
- littérature
- Maïssa
- memoria
- resistenza
- trauma
- urgence
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
This thesis examines a selection of works by the writer Maïssa Bey through the lens of engaged literature, highlighting the role of writing as a tool of resistance, trauma processing and identity reconstruction. Through an approach that brings together biographical elements, historical context and textual analysis, the study focuses in particular on the relationship between language, memory and identity within a context shaped by the colonial legacy and the violence of Algeria in the 1990s.
After outlining the theoretical framework of literary engagement and the so-called “writing of urgency”, the thesis explores Maïssa Bey’s position on the linguistic question, showing how French, rather than being perceived as a foreign language, is integrated into a dynamic of cultural and identity coexistence. The analysis then turns to a selection of significant works, demonstrating how writing becomes a space of symbolic reconstruction for marginalised subjects, particularly women marked by social and familial violence. In this context, fiction emerges as a tool capable of filling gaps and giving voice to otherwise silenced experiences. Maïssa Bey’s literature thus appears as a space of resistance and elaboration, where writing becomes a necessary act for survival.
After outlining the theoretical framework of literary engagement and the so-called “writing of urgency”, the thesis explores Maïssa Bey’s position on the linguistic question, showing how French, rather than being perceived as a foreign language, is integrated into a dynamic of cultural and identity coexistence. The analysis then turns to a selection of significant works, demonstrating how writing becomes a space of symbolic reconstruction for marginalised subjects, particularly women marked by social and familial violence. In this context, fiction emerges as a tool capable of filling gaps and giving voice to otherwise silenced experiences. Maïssa Bey’s literature thus appears as a space of resistance and elaboration, where writing becomes a necessary act for survival.
Riassunto (Italiano)
La presente tesi analizza una parte dell'opera della scrittrice Maïssa Bey alla luce della nozione di letteratura impegnata, mettendo in evidenza il ruolo della scrittura come strumento di resistenza, elaborazione del trauma e riappropriazione identitaria. Attraverso un percorso che intreccia elementi biografici, contesto storico e analisi testuale, il lavoro si concentra in particolare sul rapporto tra lingua, memoria e identità in un contesto segnato dall’eredità coloniale e dalle violenze dell'Algeria degli anni Novanta del secolo scorso.
Dopo aver delineato il quadro teorico dell’engagement e della cosiddetta “scrittura dell’urgenza”, la tesi esamina la posizione di Maïssa Bey rispetto alla questione linguistica, evidenziando come il francese, lungi dall’essere percepito come una lingua estranea, venga integrato in una dinamica di coabitazione culturale e identitaria. L’analisi si concentra quindi su alcune opere significative, mostrando come la scrittura diventi uno spazio di ricostruzione simbolica per soggetti marginalizzati, in particolare donne segnate da violenze sociali e familiari. In questo contesto, la finzione narrativa si configura come uno strumento capace di colmare lacune, restituendo voce a esperienze altrimenti silenziate. La letteratura di Maïssa Bey appare così come uno spazio di resistenza e di elaborazione, in cui la scrittura diventa un atto necessario per sopravvivere.
Dopo aver delineato il quadro teorico dell’engagement e della cosiddetta “scrittura dell’urgenza”, la tesi esamina la posizione di Maïssa Bey rispetto alla questione linguistica, evidenziando come il francese, lungi dall’essere percepito come una lingua estranea, venga integrato in una dinamica di coabitazione culturale e identitaria. L’analisi si concentra quindi su alcune opere significative, mostrando come la scrittura diventi uno spazio di ricostruzione simbolica per soggetti marginalizzati, in particolare donne segnate da violenze sociali e familiari. In questo contesto, la finzione narrativa si configura come uno strumento capace di colmare lacune, restituendo voce a esperienze altrimenti silenziate. La letteratura di Maïssa Bey appare così come uno spazio di resistenza e di elaborazione, in cui la scrittura diventa un atto necessario per sopravvivere.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Tesi_mag...OLESI.pdf | 1.90 Mb |
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