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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03192026-172015


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
FONTANA, ANTONIO
URN
etd-03192026-172015
Titolo
I pensieri che non si possono dire. Giulio Mozzi, la letteratura, il male.
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
ITALIANISTICA
Relatori
relatore Prof. Donnarumma, Raffaele
correlatore Prof.ssa Savettieri, Cristina
Parole chiave
  • ethics
  • etica
  • evil
  • Giulio Mozzi
  • letteratura
  • literature
  • male
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/04/2066
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L’obiettivo dell’elaborato è quello di indagare il rapporto tra la letteratura, l’etica e il Male attraverso un’analisi approfondita di due opere di Giulio Mozzi. Negli ultimi anni si è affermata una tendenza verso una concezione eteronoma della letteratura, che la riduce a strumento etico e terapeutico di produzione del Bene; in contrasto con questa concezione, il lavoro assume una prospettiva teorica opposta, che fa riferimento ai saggi di vari critici (tra cui Bataille, Siti, Donnarumma, Fusillo, Ercolino e Giglioli), secondo cui la letteratura autentica produce una frattura nell’esperienza ordinaria del lettore, costringendolo a confrontarsi con le contraddizioni irriducibili dell’esistenza e la dimensione oscura dell’umano. In questo quadro, assumono rilievo i concetti di immoralismo, empatia negativa e scrittura dell’estremo. Il primo capitolo illustra la costruzione dell’impianto teorico; il secondo è interamente dedicato a Giulio Mozzi, e in particolare a due opere: il romanzo Le ripetizioni (2021) e la raccolta di racconti Il male naturale (1998). Poiché tra le due opere si intesse un rapporto strettissimo, si è scelto di trattarle insieme e non come due opere nettamente distinte. In conclusione, la tesi sostiene che la letteratura del Male rappresenta uno strumento dall’inestimabile valore conoscitivo: attraverso la rappresentazione del negativo, essa non offre né soluzioni, né consolazioni, ma costringe il lettore a confrontarsi con la complessità dell’esperienza umana. Riportando il Male all’interno del soggetto, esso può essere finalmente riconosciuto come fondamento stesso dell’essere.
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