Tesi etd-03192026-155136 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
DI MANNO, GIADA
URN
etd-03192026-155136
Titolo
Li cosi nuvelli: i manualetti "dal dialetto alla lingua" di Vann'Antò
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
ITALIANISTICA
Relatori
relatore Prof. De Vecchis, Kevin
correlatore Prof.ssa Bianchi, Valentina
correlatore Prof.ssa Bianchi, Valentina
Parole chiave
- analfabetismo
- dialetto
- futurismo
- Gentile
- ignoto
- italiano
- Li cosi nuvelli
- Lombardo Radice
- manualetti
- Nicastro
- noto
- scuola
- spoglio linguistico
- Unità
- Vann'Antò
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/04/2096
Riassunto (Inglese)
The paper examines the relationship between dialect and the Italian language in the context of school education between the Unification of Italy and the period following the Gentile Reform of 1923. It focuses on the educational booklets belonging to the series based on the method “from dialect to language” as well as on the contribution of the Sicilian poet Vann’Antò, author of Li cosi nuvelli, a significant example of the application of this method. The first chapter reconstructs the historical and pedagogical framework of language teaching in post-Unification Italy, a period characterised by strong linguistic fragmentation and by the limited spread of Italian. In this context, the school system was identified as a key instrument for the dissemination of the national language and for the reconstruction of a shared cultural identity. Alongside an initially anti-dialect orientation, a pedagogical perspective gradually developed that recognised the dialect as having a preparatory role in the learning of Italian, based on the educational principle of moving from the known to the unknown. This approach was significantly reinforced by the Gentile Reform and by the reflections of Giuseppe Lombardo Radice, who promoted school booklets based on the comparison between dialect and standard Italian. The second chapter is devoted to the figure of Vann’Antò, born Giovanni Antonio Di Giacomo, a poet and intellectual from Ragusa. It examines his cultural background, his main works – particularly those closely connected with the educational booklets, such as Voluntas Tua and Indovinelli popolari siciliani – and his relationships with the literary and cultural circles of the time (from the 1910s to the 1950s), including Futurism and his collaboration with Luciano Nicastro, also a poet from Ragusa and co-author of Li cosi nuvelli. Finally, the third – and most extensive – chapter presents a linguistic analysis of the work, which consists of three booklets intended respectively for the third, fourth and fifth years of primary school. The chapter analyses phonetic, morphosyntactic and lexical features, as well as the Italianisms and grammatical notes included in the text, highlighting how the manuals pursue both educational aims and the valorisation of the dialectal tradition
Riassunto (Italiano)
L’elaborato analizza il rapporto tra dialetto e lingua italiana nel contesto dell’istruzione scolastica tra l’Unità d’Italia e il periodo successivo alla riforma Gentile del 1923, soffermandosi in particolare sui manualetti didattici della collana dal metodo “dal dialetto alla lingua” e sul contributo del poeta siciliano Vann’Antò, autore de Li cosi nuvelli, esempio significativo dell’applicazione del metodo. Nel primo capitolo viene ricostruito il quadro storico e pedagogico dell’insegnamento linguistico nell’Italia postunitaria, caratterizzata da una forte frammentazione linguistica e da una diffusione limitata dell’italiano, in cui la scuola venne individuata come strumento per la diffusione della lingua nazionale e per la ricostruzione di un’identità culturale condivisa. Accanto a un iniziale orientamento antidialettale, si sviluppò progressivamente una prospettiva didattica che riconosceva al dialetto un ruolo propedeutico nell’apprendimento dell’italiano, fondato sul principio pedagogico del passaggio dal noto all’ignoto. Tale impostazione trovò una significativa valorizzazione nella riforma Gentile e nelle riflessioni di Giuseppe Lombardo Radice, promotore dei manualetti scolastici basati sul confronto tra dialetto e lingua italiana. Il secondo capitolo è dedicato alla figura di Vann’Antò, nato Giovanni Antonio Di Giacomo, poeta e intellettuale ragusano, di cui vengono analizzate la formazione culturale, le principali opere - specie quelle intrinsecamente legate ai manualetti, come Voluntas Tua e Indovinelli popolari siciliani - e i rapporti con gli ambienti letterari e culturali del tempo (tra gli anni ’10 e ’50 del ‘900), tra cui il futurismo e la collaborazione con Luciano Nicastro, anch’egli poeta ragusano e coautore de Li cosi nuvelli. Infine, nel terzo – e più vasto – capitolo, si propone uno spoglio linguistico dell’opera, composta da tre manualetti, rispettivamente dedicati alla III, IV, e V elementare, analizzando gli aspetti fonetici, morfosintattici e lessicali, nonché gli italianismi e le note grammaticali presenti nel testo, evidenziando come i manuali abbiano finalità didattiche e di valorizzazione della tradizione dialettale
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