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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03192018-100754


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica LC5
Autore
MASSARO, ANGELA
URN
etd-03192018-100754
Titolo
Effetto di fitocomplessi sulla proliferazione di cellule tumorali e staminali cancerose di glioblastoma
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
CHIMICA E TECNOLOGIA FARMACEUTICHE
Relatori
relatore Prof.ssa Trincavelli, Maria Letizia
correlatore Giacomelli, Chiara
Parole chiave
  • glioblastoma e cellule staminali cancerose
Data inizio appello
18/04/2018
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
18/04/2088
Riassunto
Il Glioblastoma multiforme (GBM) è uno dei più frequenti tumori primari del Sistema Nervoso Centrale. Si può manifestare a qualsiasi età, ma generalmente si presenta negli adulti con un picco tra i 45 e i 70 anni. L’alta aggressività caratterizza il GBM e nonostante i trattamenti ad oggi utilizzati, i tassi di sopravvivenza a 5 anni sono bassi, infatti si assiste frequentemente a recidive e morte. Le motivazioni principali per cui l’esito è negativo è che esso mostra una proliferazione cellulare smisurata e una rapida invasione del tessuto cerebrale. La principale linea di intervento nel pazienti con GBM consiste nella resezione chirurgica seguita da radioterapia e chemioterapia con temozolomide, che però non risulta essere molto efficace.
L’aggressività e le elevate recidive sono state correlate alla presenza all’interno della massa tumorale di Cellule Staminali Cancerose (CSCs), cellule in grado di proliferare quasi indefinitamente e di dar origine a cellule specializzate. Inoltre tali cellule sono capaci di rigenerare una massa tumorale con la stessa eterogenicità di quella da cui si originano. A tal proposito, la ricerca si è incentrata sullo sviluppo di un approccio terapeutico che abbia come target proprio queste cellule. La possibilità di individuare molecole capaci non solo di indurre la morte delle cellule differenziate del GBM, ma anche di indurre apoptosi o promuovere il differenziamento delle CSCSs rappresenterebbe un notevole passo in avanti nella ricerca di cure effettive per il GBM.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica si è rivolta con grande interesse alla scoperta di agenti “phytochemical” nuovi ed efficaci, capaci di prevenire, sopprimere o impedire la progressione del processo oncogeno. Sia i fitocomplessi nella loro totalità ma anche molti dei loro singoli costituenti sono noti per le loro attività anti-ossidante, anti-mutagena, anti-infiammatoria, cardio-protettiva, immuno-protettiva e neuro-protettiva. Un alcaloide chinolinico isolato per la prima volta dal legno della radice di Camptotheca acuminata è la Camptotecina, la quale a metà degli anni ’70 venne utilizzata in Cina per il trattamento di varie forme di leucemie (in concomitanza con la somministrazione di corticosteroidi) e di varie forme tumorali che colpivano lo stomaco e la vescica. Tutt’oggi questa molecola è ancora in uso per il trattamento di terapie oncologiche.
Prendendo questo alcaloide come sostanza di riferimento, il presente lavoro di tesi sperimentale è stato incentrato nel testare l’azione di 10 fitocomplessi su cellule gliali e staminali di glioblastoma umano: U87MG e U87MG-CSCs; Con lo specifico obbiettivo di valutare e quantificare la loro effettiva attività anti-neoplastica.
Dai risultati ottenuti si evince che solo tre dei fitocomplessi si sono rivelati capaci di inibire in modo concentrazione-dipendente la crescita delle U87MG. In parallelo, è stata valutato l’effetto anti-proliferativo della Camptotecina. Questa è risultata capace di inibire la proliferazione delle U87MG con un’attività paragonabile e in alcuni casi maggiore rispetto ai fitocomplessi presi in esame.
In un secondo momento è stata valutata la capacità dei fitocomplessi di promuovere il differenziamento o la morte nelle componente staminale del tumore (U87MG-CSCs). Solo alcuni dei fitocomplessi hanno mostrato una diminuzione concentrazione-dipendente della vitalità delle CSCs. Altri sono risultati capaci di inibire solo parzialmente la vitalità. La Camptotecina, come già riscontrato nella componente differenziata, è risultata più capace di inibire la vitalità delle CSCs.
Uno dei principali problemi nello sviluppo di farmaci e terapie capaci di contrastare la crescita delle cellule tumorali, è la possibilità di avere una adeguata finestra terapeutica nei confronti delle cellule sane. Per questo i fitocomplessi che hanno mostrato una buona attività nel diminuire la vitalità delle U87MG e la componente staminale sono stati testati su fibroblasti dermali sani. Sebbene i fitocomplessi si siano rivelati citotossici nei confronti delle cellule sane quando utilizzati ad alte concentrazioni, hanno mostrato una buona finestra terapeutica alle basse concentrazioni, analogamente a quanto dimostrato per la Camptotecina.
In conclusione dai dati ottenuti, si può presupporre che i “phytochemical” possano essere considerati una valida risorsa da abbinare alle terapie convenzionali per ridurre la proliferazione delle cellule tumorali ed inoltre possano essere una fonte di ispirazione per lo sviluppo di molecole che, attraverso vari meccanismi, possono aggredire il tumore con una minore tossicità e una maggiore incisività.
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