logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03182026-151350


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
MONTECCHI, AURORA
URN
etd-03182026-151350
Titolo
L'ernia perineale: dall'inquadramento clinico-chirurgico al follow up del paziente
Dipartimento
SCIENZE VETERINARIE
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Relatori
relatore Prof. Vannozzi, Iacopo
correlatore Prof.ssa Citi, Simonetta
Parole chiave
  • cane
  • complicazioni post-operatorie
  • diagnosi
  • diagnosis
  • dog
  • ernia perineale
  • male
  • maschio
  • medical and surgical management
  • medical examination
  • perineal hernia
  • post-operative complications
  • trattamento medico e chirurgico
  • visita clinica
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Key words- dog, male, perineal hernia, medical examination, diagnosis, medical and surgical management, post-operative complications.

Objective- the aim of this study was to demonstrate that early identification of clinical signs attributable to perineal hernia by the owner, together with a timely clinical examination to confirm the condition, is very important for the optimal outcome of herniorrhaphy performed using the internal obturator muscle transposition technique.
Furthermore, post-operative management entrusted to the owners is equally important, as a correct clinical course, following the veterinarian’s instructions leads to complete remission of clinical symptoms in the short term.

Material and Methods- a total of thirteen patients presenting with clinical symptoms attributable to the perineal hernia were recruit in the study. These patients were referred to the Mario Modenato Veterinary Teaching Hospital in San Piero a Grado (Pisa) between January 2024 and December 2025.
In all cases collected at the Veterinary Teaching Hospital, the internal obturator muscle transposition technique was performed, and the post-operative course of each patients, was monitored in the intensive care unit of the same veterinary hospital (lasting to 2–3 days), to assess any short-term complications. Furthermore, after discharge, we contacted the owners by telephone a few months later to assess the onset of medium- to long-term complications.
All subjects in ower study underwent, concurrently with herniorrhaphy surgery, other surgical treatments such as colopexy, deferentopexy, cystopexy and orchiectomy. These procedures were performed to improve clinical symptoms and prevent the onset of complications or recurrence of the hernia.
The data obtained from the our study were collected in tables.

Results- of the 13 cases collected, 7 have the major short-term complications, including mild to moderate post-operative pain, urination by catheterization, absence of defecation during the first day of hospitalization, and difficulty walking. These complications are related to both the surgical procedure and the anesthetic procedure, which involves loco-regional anesthesia using the pudendal nerve technique.
Long-term complications occured in 11 out of the 13 cases considered in the study; of these 11 patients, 5 had bilateral perineal hernia and therefore underwent a second herniorrhaphy (with the exception of one clinical case in which bilateral resolution was performed in a single surgical session), which did not result in post-operative complications. Of these 11 clinical cases, only one recurred for the second time, and for this reason the dog was euthanized.
Only 2 clinical cases among the 11 previously mentioned, despite the optimal surgical outcome, experienced post-operative complications such as tenesmus and defecatory pain.
Another clinical case with bilateral perineal hernia, part of the 6 cases reported above, was subject to an iatrogenic complication due to the presence of an incorrect suture point at the anal sac.

Conclusions- the results of our study highlight how a timely preoperative clinical examination, proper execution of the herniorrhaphy technique with internal obturator muscle transposition, and good post-operative follow-up were essential in preventing the occurrence of short- and long-term recurrences. These conclusions are also supported by several scientific articles, demostrating the presence of short-term recurrences (Lacheveque et al. 2008, a study conducted on 48 dogs, in which 26% recurred within 3–4 months post surgery) and long-term recurrences (Shaughnessy and Monnet, 2015 a study conducted on 34 dogs, in which the recurrence rate of one year after surgery was 27.4%).
Our telephone inquiries revealed three clinical cases that showed serious postoperative complications. In one case, the animal was euthanized following a second recurrence, and the other 2 cases the patients still experienced tenesmus and painful defecation. Last but not least, two factors are of foundamental importance for the optimal success of the surgery: patient selection and pre- and post-operative owner education.
Riassunto (Italiano)
Parole chiave- cane, maschio, ernia perineale, visita clinica, diagnosi, trattamento medico e chirurgico, complicazioni post-operatorie.

Obiettivo- lo scopo del presente lavoro è stato quello di mostrare come una precoce individuazione dei segni clinici, riferibili all’ernia perineale, da parte del proprietario e la tempestiva visita clinica a conferma della sintomatologia, siano di fondamentale importanza per l’ottimale riuscita dell’intervento di ernioraffia mediante la tecnica di trasposizione del muscolo otturatore interno.
Inoltre, risulta di altrettanto rilievo la gestione post-operatoria affidata ai proprietari, infatti, grazie ad un corretto decorso clinico, seguendo le direttive indicate dal medico veterinario, si assiste ad una completa remissione dei sintomi clinici già nel breve periodo.

Materiali e Metodi- sono stati reclutati nello studio 13 pazienti con sintomatologia clinica riferibile all’ernia perineale arrivati presso l’Ospedale Didattico Mario Modenato di San Piero a Grado (Pisa) nel periodo compreso tra Gennaio 2024 e Dicembre 2025.
Nei casi raccolti presso l’Ospedale Didattico Veterinario è stata effettuata la tecnica di trasposizione del muscolo otturatore interno e per ciascun paziente è stato monitorato il decorso post-operatorio tenutosi presso il reparto di terapia intensiva della stessa struttura veterinaria (di durata 2-3 giorni), in modo da poterne valutare eventuali complicanze a breve termine. Inoltre, dopo essere stati dimessi, abbiamo provveduto a contattare telefonicamente i proprietari a distanza di qualche mese, per valutare l’insorgenza di complicanze a medio-lungo termine.
I soggetti facenti parte del nostro studio sono stati sottoposti, contestualmente all’intervento di ernioraffia, anche ad altri trattamenti chirurgici quali la colopessi, la deferentopessi, la cistopessi e l’orchiectomia. Le suddette procedure sono state effettuate per poter migliorare la sintomatologia clinica e per evitare l’insorgenza di complicanze o recidive della stessa ernia.
I dati ottenuti dal nostro studio sono stati raccolti in tabelle.

Risultati- su 13 casi raccolti, 7 hanno riscontrato le principali complicanze nel breve periodo, tra cui è stato rilevato dolore post-operatorio lieve-moderato, urinazione mediante cateterizzazione, assenza di defecazione durante la prima giornata di ricovero e difficoltà nella deambulazione; quanto appena affermato è legato sia all’intervento chirurgico sia alla procedura anestesiologica che prevede l’utilizzo di anestesia loco-regionale mediante la tecnica del nervo pudendo e su alcuni pazienti è stato effettuato anche la tecnica epidurale.
Per quanto concerne le complicazioni a lungo termine sono da riferirsi a 11 casi sui 13 presi in considerazione nello studio; tra questi 11 pazienti 5 presentavano un’ernia perineale bilaterale e per tale motivo sono stati sottoposti ad una seconda ernioraffia (ad eccezione di un caso clinico in cui la risoluzione bilaterale è stata effettuata in un’unica seduta operatoria), dalla quale non sono emerse complicanze post-operatorie e tra questi 11 casi clinici solo in 1 caso è stata sottoposto ad un secondo intervento, a causa di recidiva, ma purtroppo si è verificata anche una seconda recidiva e per tale motivazione il cane è stato sottoposto ad eutanasia.
Solo 2 paziente tra gli 11 precedentemente citati, nonostante l’ottimale riuscita dell’intervento chirurgico, sono andati incontro a complicanze post-opearatorie quali tenesmo e dolore defecatorio.
Un altro caso clinico con ernia perineale bilaterale, facente parte dei 5 casi sopra riportati, è stato oggetto di una complicanza iatrogena per la presenza di un errato punto di sutura in corrispondenza del sacco anale.

Conclusioni- i risultati ottenuti dal nostro studio mettono in evidenza come una tempestiva visita clinica pre-operatoria, una corretta esecuzione della tecnica di ernioraffia con la trasposizione del muscolo otturatore interno e un buon follow up post-operatorio da parte dei proprietari, siano stati fondamentali per prevenire la comparsa di complicazioni e di recidive a breve e lungo termine. Tali conclusioni si possono evincere anche da alcuni articoli scientifici che dimostrano la presenza di recidive a breve termine (Lacheveque et al., 2008 studio condotto su 48 cani in cui il 26% presenta recidive nei 3-4 mesi post-intervento) e a lungo termine (Shaughnessy e Monnet, 2015 studio condotto su 34 cani in cui il tasso di recidiva ad 1 anno dall’intervento era del 27.4%).
Dalle nostre indagini telefoniche sono emersi 3 casi clinici che hanno manifestano gravi complicanze post-operatorie, in un caso l’animale a seguito di una seconda recidiva è stato sottoposto ad eutanasia e negli altri 2 casi i pazienti presentano ancora tenesmo e dolore defecatorio.
In ultimo, ma non di minore importanza, per un’ottimale riuscita dell’intervento risultano essere di fondamentale rilevanza due fattori: la selezione del paziente e l’educazione pre e post-operatoria del proprietario.
File