Tesi etd-03182026-151044 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
DONATI, LORENZO
URN
etd-03182026-151044
Titolo
Dal crepuscolarismo all'orfismo. Analisi dei Canti delle oasi di Arturo Onofri.
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
ITALIANISTICA
Relatori
relatore Prof. Casadei, Alberto
Parole chiave
- Arturo Onofri
- Canti delle oasi
- crepuscolar poetry
- Fausto Maria Martini
- Francis Jammes
- orphic poetry
- poesia crepuscolare
- poesia orfica
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/04/2066
Riassunto (Inglese)
This thesis analyzes the poet Arturo Onofri's relationship with crepuscular poetry and with the French poets Francis Jammes and Albert Samain, focusing on the poetry collection Canti delle oasi (1909). After outlining a general framework of Onofri's poetic-philosophical path, the work investigates the relationship between Onofri and the roman crepuscular poet Fausto Maria Martini through the analysis of the latter's letters, preserved in the Onofri Archive of the National Library of Rome and previously unpublished. By comparing the poems of the two poets and demonstrating the strong intertextual links as well as the similarity of their poetic results, Onofri's belonging to the crepuscular area clearly emerges, specifically to an 'active or research crepuscularism' (according to the categories of the critic Giuseppe Farinelli). During the analysis, comparisons were made with other crepuscular artists, such as Sergio Corazzini and Guido Gozzano, and more specifically, with D’Annunzio’s Poema paradisiaco.
‘Active’ crepuscularism presupposes an attempt to distance and transcend the stasis that characterizes the crepuscular condition. Analyzing the influence of Francis Jammes's poetry allows us to observe how, through a mimesis of his style, and therefore through a provincial poetics of small things, Onofri manages to forge a direct and privileged relationship with nature, which allows him to reach a prenatal and atemporal dimension: the orphic apeiron. The work demonstrates how the influence of Albert Samain is also crucial in this evolution, as Onofri seems to derive from him a harmonious conception of the world around us. In Canti delle oasi, therefore, we witness a shift from crepuscularism towards personal, palingenetic poetics. The analysis demonstrates how the poet's models are consistently reinterpreted considering his own mystical worldview, which lends a personal touch to all the works, from those close to the crepuscular-jammesque area to those of orphic origin.
The Appendix contains the full text of Martini's letters to Onofri, preserved in the Onofri Archives of the National Library of Rome. It also presents the contents of the letters sent by Corrado Govoni to Onofri, also preserved in the same archive. Finally, an unpublished letter by Marino Moretti is transcribed.
‘Active’ crepuscularism presupposes an attempt to distance and transcend the stasis that characterizes the crepuscular condition. Analyzing the influence of Francis Jammes's poetry allows us to observe how, through a mimesis of his style, and therefore through a provincial poetics of small things, Onofri manages to forge a direct and privileged relationship with nature, which allows him to reach a prenatal and atemporal dimension: the orphic apeiron. The work demonstrates how the influence of Albert Samain is also crucial in this evolution, as Onofri seems to derive from him a harmonious conception of the world around us. In Canti delle oasi, therefore, we witness a shift from crepuscularism towards personal, palingenetic poetics. The analysis demonstrates how the poet's models are consistently reinterpreted considering his own mystical worldview, which lends a personal touch to all the works, from those close to the crepuscular-jammesque area to those of orphic origin.
The Appendix contains the full text of Martini's letters to Onofri, preserved in the Onofri Archives of the National Library of Rome. It also presents the contents of the letters sent by Corrado Govoni to Onofri, also preserved in the same archive. Finally, an unpublished letter by Marino Moretti is transcribed.
Riassunto (Italiano)
La tesi analizza i rapporti del poeta Arturo Onofri con la poesia crepuscolare e con i poeti francesi Francis Jammes e Albert Samain, concentrandosi sulla raccolta poetica Canti delle oasi (1909). Dopo aver delineato un quadro generale dell’iter poetico-filosofico di Onofri, il lavoro indaga il rapporto tra Onofri e il poeta crepuscolare romano Fausto Maria Martini tramite l’analisi delle missive inviate da quest’ultimo, conservate presso l’Archivio Onofri della Biblioteca nazionale di Roma e finora inedite. Operando un confronto tra le poesie dei due poeti e mostrando i forti legami intertestuali così come la vicinanza dei risultati poetici emerge con chiarezza l’appartenenza di Onofri all’area crepuscolare, nello specifico a un ‘crepuscolarismo attivo o di ricerca’ (secondo le categorie del critico Giuseppe Farinelli). Nel corso dell’analisi sono stati operati dei raffronti con altri crepuscolari, come Sergio Corazzini e Guido Gozzano, e più nello specifico, con il Poema paradisiaco di D’Annunzio.
Il crepuscolarismo ‘attivo’ presuppone un tentativo di allontanarsi e superare la stasi che caratterizza la condizione crepuscolare. L’analisi dell’influenza della poesia di Francis Jammes permette di osservare come, attraverso una mimesi del suo stile, e quindi attraverso una poetica provinciale delle piccole cose, Onofri riesca a trovare un rapporto diretto e privilegiato con la natura, che gli permette di raggiungere una dimensione prenatale e a-temporale: l’apeiron orfico. Nel lavoro si mostra come anche l’influsso di Albert Samain sia decisivo in questa evoluzione, poiché Onofri sembra mediare da lui una concezione armonica del mondo che ci circonda. Nei Canti delle oasi si assiste pertanto all’attraversamento del crepuscolarismo in direzione di una personale poetica palingenetica. L’analisi dimostra come i modelli del poeta siano sempre reinterpretati alla luce della propria visione mistica del mondo, il che conferisce un tratto personale a tutti i componimenti dell’opera, da quelli vicini all’area crepuscolare-jammesca a quelli di matrice orfica.
In Appendice sono riportate per esteso le lettere di Martini a Onofri conservate presso l’Archivio Onofri della Biblioteca Nazionale di Roma; inoltre si espone il contenuto delle lettere inviate da Corrado Govoni a Onofri, conservate nel medesimo Archivio. Per ultima viene trascritta una lettera inedita di Marino Moretti.
Il crepuscolarismo ‘attivo’ presuppone un tentativo di allontanarsi e superare la stasi che caratterizza la condizione crepuscolare. L’analisi dell’influenza della poesia di Francis Jammes permette di osservare come, attraverso una mimesi del suo stile, e quindi attraverso una poetica provinciale delle piccole cose, Onofri riesca a trovare un rapporto diretto e privilegiato con la natura, che gli permette di raggiungere una dimensione prenatale e a-temporale: l’apeiron orfico. Nel lavoro si mostra come anche l’influsso di Albert Samain sia decisivo in questa evoluzione, poiché Onofri sembra mediare da lui una concezione armonica del mondo che ci circonda. Nei Canti delle oasi si assiste pertanto all’attraversamento del crepuscolarismo in direzione di una personale poetica palingenetica. L’analisi dimostra come i modelli del poeta siano sempre reinterpretati alla luce della propria visione mistica del mondo, il che conferisce un tratto personale a tutti i componimenti dell’opera, da quelli vicini all’area crepuscolare-jammesca a quelli di matrice orfica.
In Appendice sono riportate per esteso le lettere di Martini a Onofri conservate presso l’Archivio Onofri della Biblioteca Nazionale di Roma; inoltre si espone il contenuto delle lettere inviate da Corrado Govoni a Onofri, conservate nel medesimo Archivio. Per ultima viene trascritta una lettera inedita di Marino Moretti.
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La tesi non è consultabile. |
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