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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03152026-155556


Tipo di tesi
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Autore
BALSINI, VALENTINA
URN
etd-03152026-155556
Titolo
La geografia nella scuola primaria: evoluzione storica, valori formativi e pratiche didattiche.
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
LETTERE
Relatori
relatore Prof. Macchia, Paolo
relatore Prof. Grava, Massimiliano
Parole chiave
  • didactics
  • didattica
  • geografia
  • geography
  • primary school
  • scuola primaria
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto (Inglese)
This thesis analyses the evolution of geography teaching in Italian primary schools, with the aim of highlighting the gradual transition from a predominantly descriptive and factual discipline to a field of study characterized by a strong educational and formative value. Through a historical and critical analysis of the main regulatory and pedagogical documents that have shaped the organization of the Italian school system, this work reconstructs the process of transformation of geographical education and highlights its contribution to the development of pupils’ competences in primary education.
The first chapter retraces the evolution of geography teaching during the period of the so-called “school of programmes”, which developed from the unification of Italy to the second half of the twentieth century. The analysis of ministerial curricula, from the Casati Law of 1859 to the 1985 programmes, shows that geography was initially considered a marginal discipline, characterized by an encyclopedic approach based on the memorization of geographical elements and the description of the main physical features of the territory. Over time, however, geography teaching progressively changed, introducing methodologies that paid greater attention to the direct observation of the environment, the use of cartography, and the understanding of the relationships between geographical space and human activities. The 1985 programmes represent a significant turning point in this evolutionary process, as they introduced a thematic and problem-based approach to the study of territory, oriented towards the development of competences and the understanding of the relationships among natural, economic and social phenomena.
The second chapter analyses the transition from the “school of programmes” to the “school of autonomy”, which took place between the end of the twentieth century and the beginning of the twenty-first century with the introduction of the National Guidelines for the Curriculum. Within this new regulatory framework, the Italian educational system gradually abandoned a centralized and prescriptive model in favour of a more flexible approach based on competence goals and on the curricular planning carried out by individual schools. The National Guidelines assign geography a central role within the anthropological area, recognizing it as a discipline capable of connecting the economic, social, cultural and environmental dimensions of contemporary reality. From this perspective, geographical education contributes to the development of competences necessary to understand the relationships between human societies and territory and to interpret spatial transformations in the context of globalization.
The third chapter explores the main educational values of geography teaching in primary school, with particular reference to the development of spatial awareness and geo-spatial competences, environmental education and sustainability, as well as the promotion of intercultural education. Through the observation and interpretation of geographical landscapes, pupils can acquire useful tools for understanding the relationships between human activities and the natural environment, while also developing a greater awareness of environmental issues and of the social and cultural dynamics that characterize the contemporary world.
The fourth chapter finally presents a teaching project carried out in a primary school classroom, which uses the picture book Me on the Map as a tool for developing pupils’ geographical competences. The learning path begins with the spaces experienced daily by children, such as the room, the house and the neighbourhood, and progressively leads to the cartographic interpretation of larger spaces. Through activities based on observation, graphic representation and the use of digital tools, the educational experience demonstrates how the theoretical principles of geographical education can be translated into teaching practices capable of fostering the development of spatial competences and a greater awareness of the territory.
Overall, the study highlights how geography represents a fundamental discipline for the holistic development of the individual, as it fosters orientation skills, critical interpretation of reality and a sense of responsibility towards the environment and the territory. Geography teaching in primary school therefore plays a strategic role in the education of aware and responsible citizens, capable of understanding the complexity of geographical space and participating actively in contemporary society.
Riassunto (Italiano)
La presente tesi analizza l’evoluzione dell’insegnamento della geografia nella scuola primaria italiana, con l’obiettivo di evidenziare il progressivo passaggio da una disciplina prevalentemente descrittiva e nozionistica a un ambito di studio caratterizzato da una forte valenza educativa e formativa. Attraverso un’analisi storico-critica dei principali documenti normativi e pedagogici che hanno orientato l’organizzazione del sistema scolastico italiano, il lavoro ricostruisce il processo di trasformazione dell’educazione geografica e ne mette in luce il contributo alla formazione delle competenze degli alunni nella scuola primaria.
Il primo capitolo ripercorre l’evoluzione dell’insegnamento geografico durante il periodo della cosiddetta “scuola dei programmi”, che si sviluppa dall’Unità d’Italia fino alla seconda metà del Novecento. L’analisi dei programmi ministeriali, dalla Legge Casati del 1859 fino ai programmi del 1985, evidenzia come la geografia sia stata inizialmente considerata una disciplina marginale, caratterizzata da un approccio enciclopedico basato sulla memorizzazione di elementi geografici e sulla descrizione dei principali aspetti fisici del territorio. Nel corso del tempo, tuttavia, l’insegnamento della geografia si è progressivamente trasformato, introducendo metodologie più attente all’osservazione diretta dell’ambiente, all’uso della cartografia e alla comprensione dei rapporti tra spazio geografico e attività umane. I programmi del 1985 rappresentano una svolta significativa in questo processo evolutivo, poiché introducono un approccio tematico e problematico allo studio del territorio, orientato allo sviluppo di competenze e alla comprensione delle relazioni tra fenomeni naturali, economici e sociali.
Il secondo capitolo analizza il passaggio dalla “scuola dei programmi” alla “scuola dell’autonomia”, avvenuto tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, con l’introduzione delle Indicazioni Nazionali per il curricolo. In questo nuovo quadro normativo, il sistema educativo italiano abbandona progressivamente un modello centralizzato e prescrittivo per adottare un approccio più flessibile, basato sull’individuazione di traguardi di competenza e sulla progettazione didattica delle singole istituzioni scolastiche. Le Indicazioni Nazionali attribuiscono alla geografia un ruolo centrale all’interno dell’area antropologica, riconoscendole la funzione di disciplina capace di mettere in relazione dimensioni economiche, sociali, culturali e ambientali della realtà contemporanea. In questa prospettiva, l’educazione geografica contribuisce allo sviluppo di competenze necessarie per comprendere le relazioni tra società umane e territorio e per interpretare le trasformazioni dello spazio nel contesto della globalizzazione.
Il terzo capitolo approfondisce i principali valori formativi dell’insegnamento della geografia nella scuola primaria, con particolare riferimento allo sviluppo del senso dello spazio e delle competenze geo-spaziali, all’educazione ambientale e alla sostenibilità, nonché alla promozione dell’educazione interculturale. Attraverso l’osservazione e l’interpretazione dei paesaggi geografici, gli alunni possono acquisire strumenti utili per comprendere le relazioni tra attività umane e ambiente naturale, sviluppando al tempo stesso una maggiore consapevolezza delle problematiche ambientali e delle dinamiche sociali e culturali che caratterizzano il mondo contemporaneo.
Il quarto capitolo presenta infine un percorso didattico realizzato nella scuola primaria, che utilizza l’albo illustrato Me on the Map come strumento per sviluppare le competenze geografiche degli alunni. Il percorso prende avvio dallo spazio vissuto quotidianamente dai bambini, come la stanza, la casa e il quartiere, per giungere progressivamente alla lettura cartografica di spazi più ampi. Attraverso attività di osservazione, rappresentazione grafica e utilizzo di strumenti digitali, l’esperienza didattica dimostra come i principi teorici dell’educazione geografica possano essere tradotti in pratiche educative capaci di favorire la costruzione di competenze spaziali e una maggiore consapevolezza del territorio.
Nel complesso, il lavoro evidenzia come la geografia rappresenti una disciplina fondamentale per la formazione integrale della persona, poiché consente di sviluppare capacità di orientamento, interpretazione critica della realtà e responsabilità nei confronti dell’ambiente e del territorio. L’insegnamento della geografia nella scuola primaria assume pertanto un ruolo strategico nella formazione di cittadini consapevoli, capaci di comprendere la complessità dello spazio geografico e di partecipare in modo responsabile alla vita della società contemporanea.
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