Tesi etd-03132026-222145 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
MASSA, ALBERTO
URN
etd-03132026-222145
Titolo
Le nuove sfide della sicurezza marittima globale: il ruolo della pirateria nelle dinamiche di instabilità internazionale.
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE MARITTIME E NAVALI
Relatori
relatore Dott. Lesti, Saverio
Parole chiave
- blue crime
- blue economy
- diritto del mare
- legal finish
- maritime capacity building
- maritime domain awarness
- maritime security
- Mediterraneo Allargato
- pirateria
Data inizio appello
31/03/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
31/03/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La Maritime Security rappresenta oggi un paradigma multidimensionale e integrato, essenziale per la stabilità del sistema globale interconnesso. L’evoluzione del concetto segna il passaggio da una visione tradizionale di "Naval Security", focalizzata sulla difesa militare dello Stato e sullo scontro bellico simmetrico, a una gestione complessa che intreccia sicurezza nazionale, sviluppo economico della Blue Economy, protezione ambientale e sicurezza umana. Questo mutamento richiede una distinzione operativa fondamentale tra "Safety", ovvero la salvaguardia della vita umana e la prevenzione di incidenti accidentali regolata dalla convenzione SOLAS, e "Security", intesa come il contrasto ad atti illeciti intenzionali. Il quadro giuridico internazionale, fondato sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS 1982), sulla Convenzione SUA per la repressione degli atti illeciti e sul Codice ISPS dell’International Maritime Organization, costituisce l’ossatura normativa necessaria per affrontare le minacce asimmetriche emerse nel nuovo millennio.
Le minacce nel dominio marittimo si sono fatte fluide e ibride, superando i confini della criminalità comune. Se la pirateria moderna, manifestata con modalità differenti tra il Corno d’Africa, il Golfo di Guinea e il Sud-est asiatico, resta una sfida costante per il commercio mondiale, il fenomeno del "Blue Crime" evidenzia una convergenza tra pirateria, narcotraffico, traffico di esseri umani e crimini ambientali come la pesca illegale (IUU). A queste criticità si aggiunge il terrorismo marittimo, che mira a colpire infrastrutture critiche quali porti, terminal e piattaforme offshore, trasformando potenzialmente il naviglio mercantile in un vettore di minaccia. Un elemento di crescente preoccupazione è rappresentato dalla "dimensione subacquea" e dalle minacce cibernetiche: la protezione dei cavi dati sottomarini e dei gasdotti è diventata una priorità di sicurezza nazionale, data la dipendenza delle economie moderne dai flussi digitali ed energetici che transitano sui fondali.
In questo contesto, la strategia di contrasto si sposta verso la "Maritime Domain Awareness" (MDA), ovvero la capacità di monitorare e processare dati su scala globale per identificare anomalie in tempo reale. L’impiego di tecnologie avanzate e la cooperazione internazionale, attraverso missioni multilaterali della NATO e dell’Unione Europea, sono pilastri fondamentali. L’Italia riveste un ruolo di primo piano nel Mediterraneo Allargato, non solo attraverso l’impiego della Marina Militare in operazioni di sorveglianza e "Maritime Capacity Building" a favore dei paesi costieri vulnerabili, ma anche con l’istituzione del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, volto a presidiare un dominio strategico ancora poco regolamentato.
La resilienza del sistema marittimo dipende quindi da un approccio olistico che integri la superiorità tecnologica e navale con una solida cooperazione giuridica. La frammentazione delle giurisdizioni rimane uno dei maggiori ostacoli; pertanto, il raggiungimento di un efficace "Legal Finish" — la certezza che gli autori di atti illeciti siano perseguiti legalmente senza vuoti normativi — è indispensabile. La sicurezza marittima del futuro non si limita alla protezione delle acque, ma si configura come la difesa della stabilità e della prosperità globale, garantendo che il mare rimanga un’infrastruttura sicura e aperta per lo sviluppo dell’intera comunità internazionale.
Le minacce nel dominio marittimo si sono fatte fluide e ibride, superando i confini della criminalità comune. Se la pirateria moderna, manifestata con modalità differenti tra il Corno d’Africa, il Golfo di Guinea e il Sud-est asiatico, resta una sfida costante per il commercio mondiale, il fenomeno del "Blue Crime" evidenzia una convergenza tra pirateria, narcotraffico, traffico di esseri umani e crimini ambientali come la pesca illegale (IUU). A queste criticità si aggiunge il terrorismo marittimo, che mira a colpire infrastrutture critiche quali porti, terminal e piattaforme offshore, trasformando potenzialmente il naviglio mercantile in un vettore di minaccia. Un elemento di crescente preoccupazione è rappresentato dalla "dimensione subacquea" e dalle minacce cibernetiche: la protezione dei cavi dati sottomarini e dei gasdotti è diventata una priorità di sicurezza nazionale, data la dipendenza delle economie moderne dai flussi digitali ed energetici che transitano sui fondali.
In questo contesto, la strategia di contrasto si sposta verso la "Maritime Domain Awareness" (MDA), ovvero la capacità di monitorare e processare dati su scala globale per identificare anomalie in tempo reale. L’impiego di tecnologie avanzate e la cooperazione internazionale, attraverso missioni multilaterali della NATO e dell’Unione Europea, sono pilastri fondamentali. L’Italia riveste un ruolo di primo piano nel Mediterraneo Allargato, non solo attraverso l’impiego della Marina Militare in operazioni di sorveglianza e "Maritime Capacity Building" a favore dei paesi costieri vulnerabili, ma anche con l’istituzione del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, volto a presidiare un dominio strategico ancora poco regolamentato.
La resilienza del sistema marittimo dipende quindi da un approccio olistico che integri la superiorità tecnologica e navale con una solida cooperazione giuridica. La frammentazione delle giurisdizioni rimane uno dei maggiori ostacoli; pertanto, il raggiungimento di un efficace "Legal Finish" — la certezza che gli autori di atti illeciti siano perseguiti legalmente senza vuoti normativi — è indispensabile. La sicurezza marittima del futuro non si limita alla protezione delle acque, ma si configura come la difesa della stabilità e della prosperità globale, garantendo che il mare rimanga un’infrastruttura sicura e aperta per lo sviluppo dell’intera comunità internazionale.
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