Tesi etd-03132026-164222 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
BUSIGNANI, COSIMO
URN
etd-03132026-164222
Titolo
Variazione spazio-temporale dell’artropodofauna di fondo duro nel porto di Livorno (Alto Tirreno): analisi della componente alloctona.
Dipartimento
BIOLOGIA
Corso di studi
BIOLOGIA MARINA
Relatori
relatore Prof. Lardicci, Claudio
relatore Dott. Tempesti, Jonathan
relatore Prof. Castelli, Alberto
relatore Dott. Tempesti, Jonathan
relatore Prof. Castelli, Alberto
Parole chiave
- ambiente portuale
- artropodofauna
- fouling
- Livorno
- specie alloctone
Data inizio appello
08/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
08/04/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L’attività antropica in ambiente costiero ha causato negli anni una notevole perdita di biodiversità, oltre a fornire potenziali hotspot per l’insediamento di specie non native; in questo contesto le comunità bentoniche delle aree portuali possono costituire un importante punto di partenza per lo studio delle bioinvasioni. L’elaborato di tesi analizza la presenza di specie alloctone nelle aree portuali del Mediterraneo, con particolare riferimento alle comunità macrobentoniche di fondo duro e, nello specifico, all’artropodofauna. Lo studio prende in esame la variazione spazio-temporale delle comunità di artropodi nel fouling (comunità bentoniche insediate su substrati artificiali) del porto di Livorno, valutandone la struttura e la relativa componente alloctona, mettendola in relazione con diverse potenziali sorgenti di variabilità. Questo può risultare particolarmente importante nell’ottica delle analisi dei principali impatti antropici sull’ambiente costiero, in quanto lo studio della composizione specifica delle comunità di questo tipo di ambiente, e in particolare delle specie non native, può essere fondamentale per capire la fonte e l’entità delle sorgenti umane di stress ambientale. L’artropodofauna rappresenta un ottimo punto di partenza per lo studio di questi ecosistemi, in quanto caratterizzata da un’elevata diversità ecologica, contribuendo in maniera rilevante alla biomassa e alla diversità complessiva del sistema.
Lo studio si basa su una serie di campionamenti di biofouling effettuati in diversi periodi dell’anno, in varie zone all’interno del porto di Livorno. In primo luogo, viene distinta la zona del porto commerciale da quella del porto turistico, all’interno delle quali sono state individuate tre diverse aree di campionamento. I campioni di fouling sono stati raccolti rispettivamente a febbraio e a marzo del 2024, mediante raschiamento di aree note dalle superfici verticali sommerse delle banchine, e successivamente analizzati al microscopio ottico per la composizione dell’artropodofauna. All’interno dell’elenco risultante di specie sono state individuate quelle attualmente classificate come NIS (Non-Indigenous Species).
L’analisi dei dati ha previsto la ricerca di correlazioni tra la presenza delle specie alloctone e diversi fattori, quali la composizione degli FSC (Fouling Structural Components, morfotipi che costituiscono la struttura tridimensionale del fouling), la destinazione d’uso delle aree e il periodo di campionamento. Sono state inoltre valutate la similarità e le differenze tra i gruppi di campioni e il contributo delle singole specie a tali pattern.
I risultati indicano che i gruppi tassonomici maggiormente rappresentati sono i peracaridi, in particolare anfipodi, tanaidacei e isopodi. L’abbondanza totale degli individui e la ricchezza specifica risultano significativamente più elevate nel periodo primaverile rispetto a quello invernale, nonché nelle aree turistiche rispetto a quelle commerciali.
Le analisi statistiche evidenziano differenze significative nella composizione dell’artropodofauna e degli FSC nelle interazioni tra destinazione d’uso e periodo di campionamento, mentre tali differenze non risultano significative considerando singolarmente i due fattori. Successive analisi mostrano invece una correlazione tra la presenza di determinate specie di artropodi, sia native sia alloctone, e determinati elementi degli FSC. Ciò suggerisce che alcuni elementi biologici sessili possano influenzare la presenza e l’abbondanza di determinate specie, e che tali elementi siano a loro volta influenzati da fattori ambientali e antropici. Questi risultati rappresentano un punto di partenza rilevante per comprendere i meccanismi che regolano l’insediamento delle specie alloctone negli ambienti costieri del Mediterraneo.
Lo studio si basa su una serie di campionamenti di biofouling effettuati in diversi periodi dell’anno, in varie zone all’interno del porto di Livorno. In primo luogo, viene distinta la zona del porto commerciale da quella del porto turistico, all’interno delle quali sono state individuate tre diverse aree di campionamento. I campioni di fouling sono stati raccolti rispettivamente a febbraio e a marzo del 2024, mediante raschiamento di aree note dalle superfici verticali sommerse delle banchine, e successivamente analizzati al microscopio ottico per la composizione dell’artropodofauna. All’interno dell’elenco risultante di specie sono state individuate quelle attualmente classificate come NIS (Non-Indigenous Species).
L’analisi dei dati ha previsto la ricerca di correlazioni tra la presenza delle specie alloctone e diversi fattori, quali la composizione degli FSC (Fouling Structural Components, morfotipi che costituiscono la struttura tridimensionale del fouling), la destinazione d’uso delle aree e il periodo di campionamento. Sono state inoltre valutate la similarità e le differenze tra i gruppi di campioni e il contributo delle singole specie a tali pattern.
I risultati indicano che i gruppi tassonomici maggiormente rappresentati sono i peracaridi, in particolare anfipodi, tanaidacei e isopodi. L’abbondanza totale degli individui e la ricchezza specifica risultano significativamente più elevate nel periodo primaverile rispetto a quello invernale, nonché nelle aree turistiche rispetto a quelle commerciali.
Le analisi statistiche evidenziano differenze significative nella composizione dell’artropodofauna e degli FSC nelle interazioni tra destinazione d’uso e periodo di campionamento, mentre tali differenze non risultano significative considerando singolarmente i due fattori. Successive analisi mostrano invece una correlazione tra la presenza di determinate specie di artropodi, sia native sia alloctone, e determinati elementi degli FSC. Ciò suggerisce che alcuni elementi biologici sessili possano influenzare la presenza e l’abbondanza di determinate specie, e che tali elementi siano a loro volta influenzati da fattori ambientali e antropici. Questi risultati rappresentano un punto di partenza rilevante per comprendere i meccanismi che regolano l’insediamento delle specie alloctone negli ambienti costieri del Mediterraneo.
File
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