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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03132026-120048


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
LISIOLA, MATTEO
URN
etd-03132026-120048
Titolo
Sinergia tra intelligenza artificiale e cybersecurity nella difesa delle comunicazioni strategiche in ambito militare.
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE MARITTIME E NAVALI
Relatori
relatore C.C. (AN) Maio, Giacomo
Parole chiave
  • Artificial Intelligence
  • Cybersecurity
Data inizio appello
31/03/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L’evoluzione del dominio cibernetico ha reso le comunicazioni strategiche militari uno dei principali bersagli delle minacce ibride contemporanee, sempre più sofisticate e capaci di sfruttare vulnerabilità lungo l’intera catena informativa. Le dottrine alleate, in particolare la Allied Joint Publication 6 (AJP-6) della North Atlantic Treaty Organization e il quadro tecnico del Federated Mission Networking, riconoscono la necessità di sviluppare architetture Command, Control, Communications, Computers, Intelligence, Surveillance and Reconnaissance resilienti e interoperabili, fondate sui principi di information assurance e defense-in-depth. In questo contesto, la sinergia tra Intelligenza Artificiale (AI, Artificial Intelligence) e cybersicurezza non rappresenta soltanto un’evoluzione tecnologica, ma una trasformazione strutturale nella gestione e nella protezione dei flussi informativi che sostengono il processo decisionale militare. L’AI, in conformità con il Artificial Intelligence Risk Management Framework (AI RMF) pubblicato dal National Institute of Standards and Technology (NIST) e con i Principles of Responsible Use definiti dalla NATO, consente di analizzare in tempo reale grandi volumi di dati e di individuare comportamenti anomali con efficienza superiore rispetto ai metodi tradizionali. Nei Security Operation Center (SOC) militari, algoritmi di machine learning e deep learning migliorano la capacità di rilevare attacchi zero-day, gestire in modo predittivo le vulnerabilità e mantenere la continuità operativa in reti distribuite e contestate. Tuttavia, la crescente integrazione dell’AI nei sistemi di difesa introduce nuove superfici d’attacco: il programma Guaranteeing AI Robustness against Deception (GARD) dell’agenzia statunitense Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) e la recente NIST Adversarial Machine Learning Taxonomy (2025) documentano il rischio derivante da manipolazioni dei dataset e da tecniche adversarial capaci di alterare il comportamento dei modelli intelligenti in scenari tattici e strategici. Sul piano infrastrutturale, le comunicazioni militari si stanno orientando verso tecnologie Low Probability of Intercept/Low Probability of Detection (LPI/LPD), protocolli anti-jamming e l’adozione di meccanismi di Post-Quantum Cryptography (PQC), standardizzati nei documenti Federal Information Processing Standards (FIPS) 203, 204 e 205, per garantire la resilienza crittografica anche contro potenziali minacce quantistiche. Parallelamente, il Artificial Intelligence Act (AI Act) approvato dall’Unione Europea (UE) nel 2024 introduce un quadro normativo che impone requisiti di sicurezza, trasparenza e responsabilità (accountability) per i sistemi di intelligenza artificiale, promuovendo la cooperazione tra il settore della difesa e l’industria civile nel rispetto del principio di secure-by-design. Nel contesto nazionale, la Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022–2026, elaborata dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), insieme agli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), definisce una roadmap di sviluppo dual-use che integra intelligenza artificiale, crittografia avanzata e capacità di risposta cibernetica a livello operativo. L’insieme di intelligenza artificiale e sicurezza informatica, consente, quindi, di difendere le comunicazioni in modo dinamico, cercando di anticipare le minacce anziché subirle passivamente. Questo approccio è basato sulla capacità dei vari sistemi di dialogare tra loro, e riuscendo però a garantire che sia sempre l’uomo ad avere la decisione finale. Tale integrazione, in linea con le linee guida emanate da NATO, NIST e UE, rappresenta il nucleo concettuale della sicurezza militare nel XXI secolo: un ecosistema che supera la semplice difesa ed impara da ogni attacco subito; questo gli permette di prevedere le minacce future e trasformare i tentativi di intrusione in occasioni di vantaggio tattico. Questo fa si che la rete non si limiti a proteggersi, ma riesca anche ad evolversi e rafforzarsi costantemente grazie all’esperienza.
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