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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03132026-094644


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
POCOGNONI, ENRICO MARIA
URN
etd-03132026-094644
Titolo
La difesa dalla minaccia UAS.
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE MARITTIME E NAVALI
Relatori
relatore Bianchi, Angelo
Parole chiave
  • armi laser
  • armi micronde
  • assimetria economica
  • contrasto
  • data fusion
  • drone
  • Elt Group
  • Fincantieri
  • intercettori
  • Leonardo
  • sciame
  • sistema Strales
Data inizio appello
31/03/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La proliferazione dei Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto (UAS) rappresenta una trasformazione strategica dirompente. Da semplici strumenti di ricognizione, gli UAS si sono evoluti in letali vettori d'attacco a bassissimo costo.
Nel dominio marittimo, le unità navali devono oggi fronteggiare piattaforme silenziose e insidiose, capaci di minacciare l'integrità delle flotte e delle rotte commerciali. È cruciale distinguere gli UAS (sistemi complessi e riutilizzabili) dai missili da crociera o dalle armi ipersoniche: l'UAS impone infatti un nuovo paradigma di guerra asimmetrica.
Per contrastarli, la difesa navale deve adottare un approccio Counter-UAS (C-UAS) integrato, basato sulla Kill Chain (F2T2EA). Questo processo deve però rispettare i vincoli del Diritto Internazionale Umanitario e affrontare i complessi vuoti normativi legati all'Intelligenza Artificiale; l'opacità algoritmica dei sistemi d'arma autonomi rende infatti imprescindibile il mantenimento di un Controllo Umano Significativo sulle decisioni di fuoco.
Il primo passo per neutralizzare la minaccia è la rilevazione tempestiva.
I micro-droni, con la loro ridotta sezione radar e i profili di volo a pelo d'acqua, eludono facilmente le difese tradizionali.
L'industria italiana ha risposto con radar full digital AESA, come il TMMR di Leonardo e l'OMEGA 360 di Fincantieri NexTech, capaci di sfruttare l'effetto micro-Doppler per distinguere i droni dai falsi allarmi ambientali garantendo una copertura continua a 360 gradi.
Una volta tracciata la minaccia, la prima linea di difesa attiva è affidata ai sistemi non cinetici (Soft-Kill). Soluzioni come KARMA e l'antenna direzionale ADRIAN di ELT Group operano nello spettro elettromagnetico, inibendo i droni ostili tramite jamming e spoofing dei segnali radio e GPS. Questo approccio è vitale in contesti litoranei o di intenso traffico mercantile, in quanto evita la generazione di pericolosi detriti balistici.
Qualora la guerra elettronica fallisca, intervengono i sistemi cinetici (Hard-Kill).
La minaccia degli sciami ha reso obsoleto il dispendioso concetto del "muro di piombo" a corto raggio, imponendo il passaggio a un munizionamento programmabile e intelligente. L'industria nazionale eccelle in questo campo con la torretta Lionfish 30 di Leonardo, che impiega munizioni Air Burst capaci di detonare a pochissimi metri dal bersaglio, saturandone la traiettoria con una nuvola letale di tungsteno. Parallelamente, il cannone navale medio calibro OTO 76/62 Super Rapido, integrato con il sistema radar STRALES e i proiettili guidati DART, garantisce intercettazioni iper-manovranti contro bersagli asimmetrici multipli in pochissimi secondi.
Tuttavia, gli attacchi a sciame (Swarm Attacks), gestiti da intelligenze artificiali distribuite e reti tattiche MANET, mirano a saturare la capacità di reazione fisica della nave impiegando tattiche di attacco simultaneo (Time-On-Target).
Per contrastare questo inevitabile attrito numerico, il vero salto paradigmatico risiede nell'adozione delle Armi a Energia Diretta (DEW). I sistemi Laser ad Alta Energia (HEL) e le Microonde ad Alta Potenza (HPM) offrono ingaggi dal costo irrisorio e caricatori virtualmente inesauribili, ribaltando l'asimmetria economica a favore del difensore. Il collante di questa architettura stratificata è l'Intelligenza Artificiale applicata ai Combat Management System per la Data Fusionsensoriale. L'algoritmo valuta in tempo reale la vitale variabile del Cost-per-Kill, deviando l'impulso di fuoco dai costosissimi missili ai sistemi d'artiglieria o ai laser per prevenire il logoramento strategico. L'urgenza di questa transizione è confermata dai conflitti attuali: in Ucraina, i droni a basso costo hanno decimato la flotta russa nel Mar Nero, mentre nel Mar Rosso l'operazione Aspides ha visto unità d'eccellenza, come il cacciatorpediniere Caio Duilio, costrette a impiegare missili intercettori da svariati milioni di euro per abbattere munizioni circuitanti molto economiche, paventando l'incubo del magazine depletion.
In conclusione, la sopravvivenza aeronavale contemporanea non dipenderà più dal tonnellaggio dello scafo o dal calibro dell'artiglieria, ma dalla rapidità computazionale dei sistemi di bordo e dalla sostenibilità logistica.
Le flotte occidentali, e in primis la Marina Militare Italiana, devono trasformarsi celermente in network cognitivi cyber-resilienti e abbracciare l'era delle armi a energia diretta per non rischiare di soccombere sotto il peso dell'attrito robotico a basso costo.
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