Tesi etd-03122026-175054 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
RODIO, MATTEO ISMAELE
URN
etd-03122026-175054
Titolo
CONFRONTO TRA GLI ASSETTI ASW DELLE NAZIONI PIÙ POTENTI
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE MARITTIME E NAVALI
Relatori
relatore Priami, Diego
Parole chiave
- anti submarine warfare
- cavi sottomarini
- mine
- MPA
- MPH
- oceani
- siluri
- sottomarini
- subacquea
- unità navali
Data inizio appello
01/04/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Introduzione e Contesto Geopolitico (Capitolo 1) L'elaborato analizza l'evoluzione strategica, dottrinale e tecnologica della lotta antisommergibile (Anti-Submarine Warfare - ASW). L'autore stabilisce come premessa fondamentale che il dominio subacqueo ha oggi un'importanza vitale, equiparabile a quella dello spazio, a causa delle molteplici opportunità e vulnerabilità che vi risiedono. Sul fondo degli oceani, infatti, scorrono gasdotti, oleodotti e la quasi totalità dei cavi sottomarini attraverso cui viaggia il traffico internet globale, rendendo l'ambiente sottomarino il nodo principale per l'economia e le telecomunicazioni. Di conseguenza, l'ASW non riguarda più soltanto la capacità tattica di negare al nemico l'uso militare degli abissi, ma si eleva a necessità di protezione delle infrastrutture civili essenziali. Dal punto di vista storico, l'avvento dell'arma sottomarina ha introdotto un'asimmetria permanente nella guerra navale, evolvendosi dai letali U-Boot della Prima e Seconda Guerra Mondiale fino ai silenziosissimi sottomarini a propulsione nucleare (SSN/SSBN) e con propulsione indipendente dall'aria (AIP) odierni. La caccia al sottomarino è perciò diventata un dominio complesso, da reattivo a proattivo, fortemente potenziato dai veicoli autonomi (UUV, USV) e dall'Intelligenza Artificiale, capaci di scandagliare in maniera persistente l'ambiente marittimo.
Assetti Navali ASW Moderni e la Marina Militare Italiana (Capitolo 2) La lotta ASW contemporanea ha superato il semplice concetto di "singola nave cacciatrice" tramutandosi in un complesso "sistema di sistemi", in cui diverse piattaforme operano in rete sfruttando la multimedialità. Per illustrare lo stato dell'arte tecnologico, la tesi pone l'accento sulle fregate della Marina Militare Italiana, specificamente le FREMM classe Bergamini nella configurazione ASW. Tali unità navali possiedono una silenziosità strutturale limitata per impedire la contro-scoperta, unitamente a una suite di sensori integrata gestita in tempo reale dal Combat Management System (CMS). Il rilevamento è affidato al grande sonar a scafo UMS 4110 e al rivoluzionario sistema CAPTAS-4 (UMS 4249). Quest'ultimo, composto da un sonar rimorchiato a profondità variabile (VDS) abbinato a una cortina trainata (TAS), è in grado di inviare forti segnali a bassissima frequenza e ascoltare gli echi oltrepassando il limite dello strato termico, che per decenni ha nascosto i sommergibili in profondità. Per la distruzione del bersaglio vengono impiegati armamenti altamente sofisticati, tra cui il siluro leggero MU90 "Impact", un vettore fire-and-forget europeo a trazione elettrica ottimizzato per le difficili condizioni delle acque basse litoranee, e i sistemi hard-kill contro i siluri avversari tramite il sistema SLAT.
Stati Uniti: Proiezione Globale e Distributed Maritime Operations (Capitolo 3) Nell'analisi delle maggiori potenze mondiali, la Marina degli Stati Uniti (US Navy) si posiziona all'apice come una forza di proiezione globale ("Global Navy" di Livello 1). Avendo di fronte avversari capaci di creare bolle strategiche inaccessibili, l'US Navy ha modificato il suo approccio operativo adottando la dottrina delle Distributed Maritime Operations (DMO). Il principio è disperdere i propri assetti per complicare il tracciamento del nemico, concentrandone però in simultanea la potenza di fuoco da più reti ("kill web"). La strategia offensiva americana ("Hold at Risk") punta a localizzare e marcare a vista i sottomarini russi o cinesi non appena escono dai porti o attraversano gli stretti obbligati (choke points). Tutto questo si avvale di una sterminata rete di sensori oceanici, evoluzione del sistema SOSUS della Guerra Fredda: l'Integrated Undersea Surveillance System (IUSS), affiancato dalle enormi cortine trainate a bassa frequenza del SURTASS. La forza cinetica rimane insuperabile grazie agli invincibili sottomarini nucleari d'attacco classi Los Angeles, Seawolf e Virginia, abbinati all'aviazione da pattugliamento (P-8A Poseidon) capace di sganciare armi letali a grande distanza e connettersi con boe sonore e droni subacquei in modo cooperativo.
Cina: La Strategia dell'Oceano Trasparente (Capitolo 4) La Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLAN) cinese si sta espandendo con la volontà di saturare e blindare le proprie acque del Mar Cinese Meridionale (Strategia A2/AD) negando alla US Navy la capacità di manovrare nel suo specchio di mare. Il progetto cardine è denominato "Oceano Trasparente", un ecosistema che ambisce a illuminare il fondale marino tramite la cosiddetta "Grande Muraglia Sottomarina". Questa consiste in una rete persistente e gigantesca di cavi a fibra ottica e sonar sottomarini posizionati strategicamente sui fondali per triangolare il rumore degli SSN occidentali. Poiché questa rete raccoglie enormi quantità di dati caotici, Pechino sta affidando l'analisi a potenti infrastrutture di calcolo e Intelligenza Artificiale come il "Deep Blue Brain", capace di separare la firma acustica del sottomarino dai rumori ambientali e biologici dell'oceano. Sul fronte navale, la Cina ha sviluppato imponenti cacciatorpediniere come i Type 055 (classe Renhai), fregate moderne e un'adeguata aviazione, integrando missili antisommergibile come lo Yu-8. Pur avendo colmato il divario qualitativo negli scafi, gli equipaggi cinesi patiscono tuttora carenze nel campo dell'esperienza tattica complessa rispetto alle marine NATO.
Russia: Il Bastione, il Dominio Asimmetrico e il GUGI (Capitolo 5) Contrariamente alle strategie di dispersione globale americane o alle massicce edificazioni navali cinesi, la Federazione Russa punta all'asimmetria strategica avvalendosi della propria geografia. Il pilastro della tattica navale russa (sancita dal Decreto del 2022) è il cosiddetto "Bastione", ovvero la creazione di vere e proprie fortezze sottomarine nei gelidi Mari di Barents e Okhotsk. Qui si concentrano scudi difensivi estremi, volti esclusivamente a garantire un rifugio inespugnabile per i propri SSBN atomici. Per individuare in anticipo gli invasori della NATO, Mosca ha predisposto "Garmoniya", una grande catena fissa di ascolto idrofonico sottomarino, sebbene questa sconti enormi vulnerabilità e dipendenze tecnologiche dal contrabbando occidentale, non avendo un'industria microelettronica sufficientemente avanzata. A livello offensivo, Mosca schiera piattaforme ineguagliabili come i sottomarini classe Yasen-M, mostri ibridi in grado di abbattere altri sottomarini ed eseguire lanci di missili strategici ipersonici (Zircon) da zone invisibili. Un grandissimo punto di rottura, che minaccia direttamente le nazioni occidentali, è gestito dal GUGI (l'agenzia militare russa per la ricerca abissale). Impiegando navi in apparenza "oceanografiche" (come la Yantar) e speciali mini-sommergibili operanti a profondità abissali, il GUGI è la punta di lancia russa nella Seabed Warfare: un tipo di guerra irregolare che punta a sabotare fisicamente i cavi energetici e digitali occidentali senza causare guerre dichiarate, portando la vulnerabilità navale direttamente ai mercati civili. Innovativo e letale è anche il sistema di corazza antimissile "Paket-NK" sulle navi, che usa propri mini-siluri per annientare i siluri nemici in arrivo.
Francia: Autonomia Nucleare e Guerra dei Fondali (Capitolo 6) La Marine Nationale gioca un ruolo da primattrice globale autonoma, unica nazione dell'UE a dispiegare una portaerei a propulsione nucleare con catapulte e dotata di deterrenza atomica. Riconoscendo le criticità infrastrutturali nel fondo oceanico, la Francia ha stabilito nel 2022 una dottrina strategica unica nel mondo NATO, definendo i fondali marini come un "nuovo dominio di conflittualità" alla pari di spazio e cyber. Per proteggere i propri interessi e respingere droni sabotatori russi vicino alle sue coste e basi, la Francia ha varato enormi programmi di robotica sottomarina pesante (AUV e ROV) con l'obiettivo operativo di dominare l'ambiente sino all'abissale profondità di 6.000 metri entro il 2026, mettendola in grado di accedere al 97% dei fondali mondiali. Contemporaneamente, l'ASW francese vede un potenziamento d'alta intensità della flotta di superficie attraverso fregate moderne armate con VDS di punta e lo stazionamento in servizio dei letali sottomarini d'attacco nucleare della classe Suffren.
Conclusioni (Capitolo 7) La tesi si conclude inquadrando il passaggio di era che stiamo attraversando. L'Anti-Submarine Warfare non è più considerata uno scontro limitato tra vascelli in mare aperto, ma è la frontiera vitale a garanzia delle infrastrutture che alimentano il pianeta. Da un lato c'è l'approccio estensivo degli USA votato al sea control, contro l'accerchiamento murato e massificato della Cina per il sea denial e i "bastioni" asimmetrici protettivi della Russia. Diventa sempre più evidente che, nel prossimo decennio, la padronanza di tale dominio non sarà vinta da chi avrà l'arma che colpisce più forte, bensì da chi saprà processare meglio i segnali digitali, disporre dell'Intelligenza Artificiale più reattiva e integrare reti di veicoli unmanned a protezione dell'architettura digitale e civile sepolta tra gli abissi, proteggendo così la democrazia dalle sempre crescenti operazioni occulte di guerra ibrida.
Assetti Navali ASW Moderni e la Marina Militare Italiana (Capitolo 2) La lotta ASW contemporanea ha superato il semplice concetto di "singola nave cacciatrice" tramutandosi in un complesso "sistema di sistemi", in cui diverse piattaforme operano in rete sfruttando la multimedialità. Per illustrare lo stato dell'arte tecnologico, la tesi pone l'accento sulle fregate della Marina Militare Italiana, specificamente le FREMM classe Bergamini nella configurazione ASW. Tali unità navali possiedono una silenziosità strutturale limitata per impedire la contro-scoperta, unitamente a una suite di sensori integrata gestita in tempo reale dal Combat Management System (CMS). Il rilevamento è affidato al grande sonar a scafo UMS 4110 e al rivoluzionario sistema CAPTAS-4 (UMS 4249). Quest'ultimo, composto da un sonar rimorchiato a profondità variabile (VDS) abbinato a una cortina trainata (TAS), è in grado di inviare forti segnali a bassissima frequenza e ascoltare gli echi oltrepassando il limite dello strato termico, che per decenni ha nascosto i sommergibili in profondità. Per la distruzione del bersaglio vengono impiegati armamenti altamente sofisticati, tra cui il siluro leggero MU90 "Impact", un vettore fire-and-forget europeo a trazione elettrica ottimizzato per le difficili condizioni delle acque basse litoranee, e i sistemi hard-kill contro i siluri avversari tramite il sistema SLAT.
Stati Uniti: Proiezione Globale e Distributed Maritime Operations (Capitolo 3) Nell'analisi delle maggiori potenze mondiali, la Marina degli Stati Uniti (US Navy) si posiziona all'apice come una forza di proiezione globale ("Global Navy" di Livello 1). Avendo di fronte avversari capaci di creare bolle strategiche inaccessibili, l'US Navy ha modificato il suo approccio operativo adottando la dottrina delle Distributed Maritime Operations (DMO). Il principio è disperdere i propri assetti per complicare il tracciamento del nemico, concentrandone però in simultanea la potenza di fuoco da più reti ("kill web"). La strategia offensiva americana ("Hold at Risk") punta a localizzare e marcare a vista i sottomarini russi o cinesi non appena escono dai porti o attraversano gli stretti obbligati (choke points). Tutto questo si avvale di una sterminata rete di sensori oceanici, evoluzione del sistema SOSUS della Guerra Fredda: l'Integrated Undersea Surveillance System (IUSS), affiancato dalle enormi cortine trainate a bassa frequenza del SURTASS. La forza cinetica rimane insuperabile grazie agli invincibili sottomarini nucleari d'attacco classi Los Angeles, Seawolf e Virginia, abbinati all'aviazione da pattugliamento (P-8A Poseidon) capace di sganciare armi letali a grande distanza e connettersi con boe sonore e droni subacquei in modo cooperativo.
Cina: La Strategia dell'Oceano Trasparente (Capitolo 4) La Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLAN) cinese si sta espandendo con la volontà di saturare e blindare le proprie acque del Mar Cinese Meridionale (Strategia A2/AD) negando alla US Navy la capacità di manovrare nel suo specchio di mare. Il progetto cardine è denominato "Oceano Trasparente", un ecosistema che ambisce a illuminare il fondale marino tramite la cosiddetta "Grande Muraglia Sottomarina". Questa consiste in una rete persistente e gigantesca di cavi a fibra ottica e sonar sottomarini posizionati strategicamente sui fondali per triangolare il rumore degli SSN occidentali. Poiché questa rete raccoglie enormi quantità di dati caotici, Pechino sta affidando l'analisi a potenti infrastrutture di calcolo e Intelligenza Artificiale come il "Deep Blue Brain", capace di separare la firma acustica del sottomarino dai rumori ambientali e biologici dell'oceano. Sul fronte navale, la Cina ha sviluppato imponenti cacciatorpediniere come i Type 055 (classe Renhai), fregate moderne e un'adeguata aviazione, integrando missili antisommergibile come lo Yu-8. Pur avendo colmato il divario qualitativo negli scafi, gli equipaggi cinesi patiscono tuttora carenze nel campo dell'esperienza tattica complessa rispetto alle marine NATO.
Russia: Il Bastione, il Dominio Asimmetrico e il GUGI (Capitolo 5) Contrariamente alle strategie di dispersione globale americane o alle massicce edificazioni navali cinesi, la Federazione Russa punta all'asimmetria strategica avvalendosi della propria geografia. Il pilastro della tattica navale russa (sancita dal Decreto del 2022) è il cosiddetto "Bastione", ovvero la creazione di vere e proprie fortezze sottomarine nei gelidi Mari di Barents e Okhotsk. Qui si concentrano scudi difensivi estremi, volti esclusivamente a garantire un rifugio inespugnabile per i propri SSBN atomici. Per individuare in anticipo gli invasori della NATO, Mosca ha predisposto "Garmoniya", una grande catena fissa di ascolto idrofonico sottomarino, sebbene questa sconti enormi vulnerabilità e dipendenze tecnologiche dal contrabbando occidentale, non avendo un'industria microelettronica sufficientemente avanzata. A livello offensivo, Mosca schiera piattaforme ineguagliabili come i sottomarini classe Yasen-M, mostri ibridi in grado di abbattere altri sottomarini ed eseguire lanci di missili strategici ipersonici (Zircon) da zone invisibili. Un grandissimo punto di rottura, che minaccia direttamente le nazioni occidentali, è gestito dal GUGI (l'agenzia militare russa per la ricerca abissale). Impiegando navi in apparenza "oceanografiche" (come la Yantar) e speciali mini-sommergibili operanti a profondità abissali, il GUGI è la punta di lancia russa nella Seabed Warfare: un tipo di guerra irregolare che punta a sabotare fisicamente i cavi energetici e digitali occidentali senza causare guerre dichiarate, portando la vulnerabilità navale direttamente ai mercati civili. Innovativo e letale è anche il sistema di corazza antimissile "Paket-NK" sulle navi, che usa propri mini-siluri per annientare i siluri nemici in arrivo.
Francia: Autonomia Nucleare e Guerra dei Fondali (Capitolo 6) La Marine Nationale gioca un ruolo da primattrice globale autonoma, unica nazione dell'UE a dispiegare una portaerei a propulsione nucleare con catapulte e dotata di deterrenza atomica. Riconoscendo le criticità infrastrutturali nel fondo oceanico, la Francia ha stabilito nel 2022 una dottrina strategica unica nel mondo NATO, definendo i fondali marini come un "nuovo dominio di conflittualità" alla pari di spazio e cyber. Per proteggere i propri interessi e respingere droni sabotatori russi vicino alle sue coste e basi, la Francia ha varato enormi programmi di robotica sottomarina pesante (AUV e ROV) con l'obiettivo operativo di dominare l'ambiente sino all'abissale profondità di 6.000 metri entro il 2026, mettendola in grado di accedere al 97% dei fondali mondiali. Contemporaneamente, l'ASW francese vede un potenziamento d'alta intensità della flotta di superficie attraverso fregate moderne armate con VDS di punta e lo stazionamento in servizio dei letali sottomarini d'attacco nucleare della classe Suffren.
Conclusioni (Capitolo 7) La tesi si conclude inquadrando il passaggio di era che stiamo attraversando. L'Anti-Submarine Warfare non è più considerata uno scontro limitato tra vascelli in mare aperto, ma è la frontiera vitale a garanzia delle infrastrutture che alimentano il pianeta. Da un lato c'è l'approccio estensivo degli USA votato al sea control, contro l'accerchiamento murato e massificato della Cina per il sea denial e i "bastioni" asimmetrici protettivi della Russia. Diventa sempre più evidente che, nel prossimo decennio, la padronanza di tale dominio non sarà vinta da chi avrà l'arma che colpisce più forte, bensì da chi saprà processare meglio i segnali digitali, disporre dell'Intelligenza Artificiale più reattiva e integrare reti di veicoli unmanned a protezione dell'architettura digitale e civile sepolta tra gli abissi, proteggendo così la democrazia dalle sempre crescenti operazioni occulte di guerra ibrida.
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