Tesi etd-03122026-165617 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
COLLURA, MATTEO
URN
etd-03122026-165617
Titolo
L’INTELLIGENCE A SUPPORTO DELLE OPERAZIONI NAVALI DELLA MARINA MILITARE ITALIANA
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE MARITTIME E NAVALI
Relatori
relatore Prof. Stasi, Salvatore
Parole chiave
- intelligence
- Marina Militare
Data inizio appello
30/03/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
30/03/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La tesi analizza il ruolo dell’intelligence nel supporto alle operazioni navali della Marina Militare italiana, collocandolo all’interno dell’attuale contesto strategico caratterizzato da minacce ibride, crescente competizione geopolitica e interconnessione globale. Lo studio evidenzia come, nelle operazioni marittime contemporanee, la superiorità informativa rappresenti un elemento determinante per il successo delle missioni militari e per la tutela degli interessi nazionali.
Nel primo capitolo viene esaminato il concetto di operazioni militari internazionali e il quadro giuridico e strategico nel quale esse si inseriscono. Dopo la fine della Guerra Fredda, lo scenario internazionale è diventato più complesso e caratterizzato da crisi multidimensionali, conflitti ibridi e minacce transnazionali. In questo contesto, le operazioni internazionali si configurano come interventi militari svolti fuori dai confini nazionali, generalmente sotto l’egida di organizzazioni internazionali quali ONU, NATO e Unione Europea. Vengono analizzate diverse tipologie di missioni, tra cui peacekeeping, peace enforcement, operazioni di sicurezza marittima e diplomazia navale, evidenziandone finalità, caratteristiche operative e livello di coercizione.
Il lavoro approfondisce inoltre il quadro normativo italiano che disciplina la partecipazione alle missioni internazionali, con particolare riferimento alla legge n. 145 del 2016, che ha introdotto una procedura organica per l’autorizzazione e il finanziamento delle operazioni militari all’estero. Tale normativa ha consentito di rendere più efficace e coerente l’impiego dello strumento militare, garantendo al contempo il controllo parlamentare sulle decisioni di impiego delle Forze Armate.
Successivamente viene analizzato il contesto geostrategico di riferimento per l’Italia, identificato nel concetto di “Mediterraneo Allargato”. Quest’area comprende non solo il bacino mediterraneo ma anche regioni limitrofe quali il Mar Nero, il Medio Oriente, il Mar Rosso, il Golfo Persico e il Sahel. La stabilità di questo spazio geopolitico è fondamentale per la sicurezza nazionale italiana, poiché da esso dipendono fattori cruciali come la sicurezza energetica, la protezione delle linee di comunicazione marittime e la gestione dei traffici commerciali. In tale scenario, la Marina Militare svolge un ruolo centrale nel garantire la sicurezza delle rotte marittime, delle infrastrutture energetiche offshore e dei cavi sottomarini che costituiscono la base dell’economia globale.
La tesi evidenzia inoltre come il dominio marittimo sia sempre più caratterizzato da minacce ibride e attività condotte nella cosiddetta “zona grigia”, ovvero al di sotto della soglia del conflitto armato. Tra queste rientrano operazioni di disturbo, attività di intelligence ostile, traffici illeciti e sabotaggi alle infrastrutture sottomarine. In questo contesto, la capacità di anticipare le minacce e comprendere le dinamiche dell’ambiente marittimo diventa essenziale per garantire la sicurezza e la stabilità regionale.
Il secondo capitolo introduce il ruolo dell’intelligence nel contesto delle operazioni navali. In un mondo caratterizzato da una crescente quantità di informazioni, l’intelligence assume la funzione di trasformare dati eterogenei e spesso incompleti in conoscenza utile per il processo decisionale. L’attività di intelligence consente di ridurre l’incertezza, anticipare le evoluzioni dello scenario operativo e fornire ai decisori politici e militari valutazioni utili per l’adozione di decisioni tempestive ed efficaci.
Particolare attenzione viene dedicata al ciclo dell’intelligence, che comprende le fasi di definizione delle esigenze informative, raccolta dei dati, elaborazione, analisi e disseminazione delle informazioni. Questo processo consente di trasformare le informazioni grezze in prodotti analitici utili alla pianificazione e alla condotta delle operazioni militari. Nel dominio marittimo, la raccolta informativa si avvale di una vasta gamma di fonti, tra cui sensori navali, satelliti, sistemi radar, fonti umane e open source.
La tesi distingue inoltre tra intelligence navale e intelligence marittima. La prima è direttamente collegata al supporto delle operazioni militari e al combattimento navale, mentre la seconda riguarda un ambito più ampio che include la sicurezza economica, la protezione delle infrastrutture critiche e il monitoraggio delle attività civili nello spazio marittimo. Il punto di convergenza tra queste due dimensioni è rappresentato dal concetto di Maritime Domain Awareness, ovvero la consapevolezza globale di tutto ciò che accade nel dominio marittimo e che può avere un impatto sulla sicurezza, sull’economia e sull’ambiente.
Il lavoro analizza inoltre i diversi livelli nei quali opera l’intelligence navale: strategico, operativo e tattico. A livello strategico essa contribuisce alla comprensione delle dinamiche geopolitiche e delle capacità militari degli attori internazionali; a livello operativo supporta la pianificazione e la conduzione delle campagne navali; a livello tattico fornisce informazioni in tempo reale per la protezione delle unità e l’efficacia dell’azione militare.
Infine, la tesi evidenzia come l’intelligence navale svolga un ruolo fondamentale non solo nelle operazioni di combattimento ma anche nelle missioni di sicurezza marittima, nella diplomazia navale, nelle operazioni di contrasto ai traffici illeciti e nelle missioni umanitarie. In un ambiente operativo caratterizzato da elevata complessità e rapida evoluzione, la capacità di integrare informazioni provenienti da fonti diverse e di condividerle in ambito interforze, inter-agenzia e multinazionale rappresenta uno dei principali fattori di successo delle operazioni navali contemporanee.
In conclusione, la ricerca dimostra come l’intelligence costituisca un elemento abilitante essenziale per l’efficacia delle operazioni navali della Marina Militare italiana. Attraverso la raccolta, l’analisi e la diffusione delle informazioni, essa consente di sviluppare una consapevolezza situazionale avanzata, di anticipare le minacce e di supportare il processo decisionale politico e militare, contribuendo in modo determinante alla tutela degli interessi nazionali nel dominio marittimo.
Nel primo capitolo viene esaminato il concetto di operazioni militari internazionali e il quadro giuridico e strategico nel quale esse si inseriscono. Dopo la fine della Guerra Fredda, lo scenario internazionale è diventato più complesso e caratterizzato da crisi multidimensionali, conflitti ibridi e minacce transnazionali. In questo contesto, le operazioni internazionali si configurano come interventi militari svolti fuori dai confini nazionali, generalmente sotto l’egida di organizzazioni internazionali quali ONU, NATO e Unione Europea. Vengono analizzate diverse tipologie di missioni, tra cui peacekeeping, peace enforcement, operazioni di sicurezza marittima e diplomazia navale, evidenziandone finalità, caratteristiche operative e livello di coercizione.
Il lavoro approfondisce inoltre il quadro normativo italiano che disciplina la partecipazione alle missioni internazionali, con particolare riferimento alla legge n. 145 del 2016, che ha introdotto una procedura organica per l’autorizzazione e il finanziamento delle operazioni militari all’estero. Tale normativa ha consentito di rendere più efficace e coerente l’impiego dello strumento militare, garantendo al contempo il controllo parlamentare sulle decisioni di impiego delle Forze Armate.
Successivamente viene analizzato il contesto geostrategico di riferimento per l’Italia, identificato nel concetto di “Mediterraneo Allargato”. Quest’area comprende non solo il bacino mediterraneo ma anche regioni limitrofe quali il Mar Nero, il Medio Oriente, il Mar Rosso, il Golfo Persico e il Sahel. La stabilità di questo spazio geopolitico è fondamentale per la sicurezza nazionale italiana, poiché da esso dipendono fattori cruciali come la sicurezza energetica, la protezione delle linee di comunicazione marittime e la gestione dei traffici commerciali. In tale scenario, la Marina Militare svolge un ruolo centrale nel garantire la sicurezza delle rotte marittime, delle infrastrutture energetiche offshore e dei cavi sottomarini che costituiscono la base dell’economia globale.
La tesi evidenzia inoltre come il dominio marittimo sia sempre più caratterizzato da minacce ibride e attività condotte nella cosiddetta “zona grigia”, ovvero al di sotto della soglia del conflitto armato. Tra queste rientrano operazioni di disturbo, attività di intelligence ostile, traffici illeciti e sabotaggi alle infrastrutture sottomarine. In questo contesto, la capacità di anticipare le minacce e comprendere le dinamiche dell’ambiente marittimo diventa essenziale per garantire la sicurezza e la stabilità regionale.
Il secondo capitolo introduce il ruolo dell’intelligence nel contesto delle operazioni navali. In un mondo caratterizzato da una crescente quantità di informazioni, l’intelligence assume la funzione di trasformare dati eterogenei e spesso incompleti in conoscenza utile per il processo decisionale. L’attività di intelligence consente di ridurre l’incertezza, anticipare le evoluzioni dello scenario operativo e fornire ai decisori politici e militari valutazioni utili per l’adozione di decisioni tempestive ed efficaci.
Particolare attenzione viene dedicata al ciclo dell’intelligence, che comprende le fasi di definizione delle esigenze informative, raccolta dei dati, elaborazione, analisi e disseminazione delle informazioni. Questo processo consente di trasformare le informazioni grezze in prodotti analitici utili alla pianificazione e alla condotta delle operazioni militari. Nel dominio marittimo, la raccolta informativa si avvale di una vasta gamma di fonti, tra cui sensori navali, satelliti, sistemi radar, fonti umane e open source.
La tesi distingue inoltre tra intelligence navale e intelligence marittima. La prima è direttamente collegata al supporto delle operazioni militari e al combattimento navale, mentre la seconda riguarda un ambito più ampio che include la sicurezza economica, la protezione delle infrastrutture critiche e il monitoraggio delle attività civili nello spazio marittimo. Il punto di convergenza tra queste due dimensioni è rappresentato dal concetto di Maritime Domain Awareness, ovvero la consapevolezza globale di tutto ciò che accade nel dominio marittimo e che può avere un impatto sulla sicurezza, sull’economia e sull’ambiente.
Il lavoro analizza inoltre i diversi livelli nei quali opera l’intelligence navale: strategico, operativo e tattico. A livello strategico essa contribuisce alla comprensione delle dinamiche geopolitiche e delle capacità militari degli attori internazionali; a livello operativo supporta la pianificazione e la conduzione delle campagne navali; a livello tattico fornisce informazioni in tempo reale per la protezione delle unità e l’efficacia dell’azione militare.
Infine, la tesi evidenzia come l’intelligence navale svolga un ruolo fondamentale non solo nelle operazioni di combattimento ma anche nelle missioni di sicurezza marittima, nella diplomazia navale, nelle operazioni di contrasto ai traffici illeciti e nelle missioni umanitarie. In un ambiente operativo caratterizzato da elevata complessità e rapida evoluzione, la capacità di integrare informazioni provenienti da fonti diverse e di condividerle in ambito interforze, inter-agenzia e multinazionale rappresenta uno dei principali fattori di successo delle operazioni navali contemporanee.
In conclusione, la ricerca dimostra come l’intelligence costituisca un elemento abilitante essenziale per l’efficacia delle operazioni navali della Marina Militare italiana. Attraverso la raccolta, l’analisi e la diffusione delle informazioni, essa consente di sviluppare una consapevolezza situazionale avanzata, di anticipare le minacce e di supportare il processo decisionale politico e militare, contribuendo in modo determinante alla tutela degli interessi nazionali nel dominio marittimo.
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Tesi non consultabile. |
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