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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03122026-160908


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
KRALJEVIC, SARA
URN
etd-03122026-160908
Titolo
L'IMPORTANZA DEL MAR MEDITERRANEO- IL RUOLO E LA POSIZIONE DELL'ITALIA
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE MARITTIME E NAVALI
Relatori
relatore C.F. (AN) Tassone, Giulia
Parole chiave
  • Convenzione di Montego Bay;Maritime Security
Data inizio appello
30/03/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
30/03/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La tesi analizza il valore strategico del Mar Mediterraneo nel contesto geopolitico contemporaneo e approfondisce il ruolo dell’Italia all’interno di questo spazio marittimo. Il Mediterraneo non è solo un bacino geografico, ma un sistema complesso in cui si intrecciano interessi storici, economici, energetici, ambientali e di sicurezza. La sua posizione tra Europa, Africa e Asia lo rende da millenni un crocevia fondamentale di civiltà, commerci e relazioni politiche.
1. Il diritto del mare e la governance del Mediterraneo
La prima parte della tesi analizza il quadro giuridico internazionale che regola gli spazi marittimi, basato principalmente sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS). Questa convenzione stabilisce le norme fondamentali per l’utilizzo degli oceani e dei mari, definendo i diritti e i doveri degli Stati costieri nella gestione delle risorse marine e della navigazione.
La UNCLOS introduce una suddivisione giuridica degli spazi marittimi che parte dalla costa e si estende verso il largo. Le principali zone sono:
• Acque interne, dove lo Stato esercita piena sovranità;
• Mare territoriale, che può estendersi fino a 12 miglia nautiche dalla linea di base;
• Zona contigua, fino a 24 miglia, dove lo Stato può prevenire e reprimere violazioni di leggi doganali, fiscali e di immigrazione;
• Zona economica esclusiva (ZEE), che può arrivare fino a 200 miglia e in cui lo Stato ha diritti sovrani sullo sfruttamento delle risorse naturali;
• Piattaforma continentale, relativa ai fondali marini e allo sfruttamento delle risorse del sottosuolo;
• Alto mare, che non appartiene a nessuno Stato ed è regolato dal principio della libertà di navigazione.
Questo sistema giuridico permette di regolare le attività economiche e politiche nei mari e di prevenire conflitti tra Stati per lo sfruttamento delle risorse. Un ruolo importante è svolto anche dal Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare, incaricato di risolvere controversie tra Paesi.
2. Il Mediterraneo come spazio strategico
Il secondo capitolo analizza il Mediterraneo dal punto di vista geografico, geopolitico e ambientale. Nonostante rappresenti solo circa l’1% della superficie oceanica mondiale, il Mediterraneo ha una rilevanza strategica globale. Esso è un mare semi-chiuso che collega tre continenti e rappresenta un corridoio fondamentale per il commercio internazionale e il trasporto di energia. La sua centralità deriva anche dalla presenza di importanti “choke points”, ovvero punti di passaggio obbligati per il traffico marittimo, come gli stretti e i canali che collegano il Mediterraneo ad altri mari e oceani. Questi passaggi controllano il flusso di merci e risorse energetiche tra Atlantico, Medio Oriente e Indo-Pacifico.
Il Mediterraneo è inoltre un ecosistema unico e fragile. Pur essendo relativamente povero di nutrienti, ospita una grande biodiversità con molte specie endemiche. Tuttavia, l’ecosistema è minacciato da numerose pressioni antropiche, come l’inquinamento, la pesca intensiva e il cambiamento climatico.
Negli ultimi anni, il bacino mediterraneo è diventato anche il centro di una complessa interazione tra clima, energia e sicurezza. Da un lato continua a essere un corridoio fondamentale per il trasporto di gas e petrolio; dall’altro è coinvolto nei processi di transizione energetica, con nuovi progetti di interconnessione elettrica e sviluppo delle energie rinnovabili. Parallelamente, il cambiamento climatico rappresenta un fattore di instabilità, poiché contribuisce a generare crisi ambientali, scarsità di risorse e pressioni migratorie.
3. Relazioni e cooperazione con i Paesi balcanici
La terza parte della tesi si concentra sulle relazioni tra l’Italia e i Paesi della regione adriatico-balcanica. Questa area riveste una grande importanza strategica per l’Italia sia dal punto di vista economico sia da quello politico e della sicurezza.
Negli ultimi anni sono stati firmati diversi accordi per la delimitazione delle Zone Economiche Esclusive, in particolare con Grecia e Croazia. Questi accordi consentono di stabilire con maggiore precisione i confini marittimi e di regolare lo sfruttamento delle risorse marine, riducendo potenziali conflitti tra Stati.
Un ruolo importante nella cooperazione regionale è svolto dall’Iniziativa Adriatico-Ionica, un forum intergovernativo che promuove la collaborazione tra i Paesi dell’area nei settori della sicurezza marittima, dei trasporti, dell’ambiente e dello sviluppo economico.
All’interno di questo quadro rientra anche il progetto ADRION, che prevede la cooperazione tra le marine militari dei Paesi della regione per migliorare la sicurezza marittima, la sorveglianza del traffico navale e le operazioni di ricerca e soccorso in mare.
La regione balcanica rappresenta inoltre un’importante area di crescita economica per l’Italia. Negli ultimi anni il commercio tra l’Italia e i Paesi balcanici è aumentato significativamente, e la stabilità di questa regione è considerata fondamentale per la sicurezza europea.
4. Gli stretti internazionali
Il quarto capitolo analizza i principali stretti che collegano il Mediterraneo ad altri mari e oceani. Questi passaggi marittimi hanno un’importanza cruciale per il commercio globale e per le strategie geopolitiche degli Stati.
Tra i principali stretti analizzati vi sono:
• Lo Stretto di Gibilterra, che collega il Mediterraneo all’Oceano Atlantico;
• Gli stretti turchi, Bosforo e Dardanelli, che collegano il Mediterraneo al Mar Nero;
• Il Canale di Suez, che unisce il Mediterraneo al Mar Rosso e quindi all’Oceano Indiano;
• Lo stretto di Bab el-Mandeb, che rappresenta un accesso strategico al Mar Rosso.
Questi passaggi sono fondamentali per il traffico di petrolio, gas e merci e sono quindi spesso al centro di tensioni geopolitiche e strategiche.
5. Il Mediterraneo occidentale e orientale
La tesi prosegue con un’analisi della suddivisione geopolitica del Mediterraneo in due grandi aree: il Mediterraneo occidentale e quello orientale.
Nel Mediterraneo occidentale emergono diverse dinamiche geopolitiche, tra cui le tensioni tra alcuni Paesi del Nord Africa e la gestione delle rotte migratorie. In questa area l’Italia svolge un ruolo importante come hub di sicurezza e connettività.
Nel Mediterraneo orientale, invece, la competizione geopolitica è particolarmente intensa a causa della scoperta di nuovi giacimenti di gas naturale e delle dispute tra diversi Stati per la delimitazione delle ZEE. In questo contesto, la Turchia svolge un ruolo attivo e spesso controverso, mentre altri attori regionali, come Egitto e Israele, cercano di rafforzare la propria presenza energetica e strategica.
6. Il contesto di sicurezza del Mediterraneo
L’ultima parte della tesi analizza il sistema di sicurezza nel Mediterraneo e le principali iniziative di cooperazione internazionale.
Tra queste vi sono:
• il Patto per il Mediterraneo, che mira a rafforzare le relazioni tra l’Unione Europea e i Paesi della sponda sud;
• il concetto di Maritime Domain Awareness, fondamentale per monitorare e proteggere lo spazio marittimo;
• l’iniziativa 5+5 Difesa, che promuove la cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo occidentale;
• le missioni europee IRINI e ASPIDES, impegnate nella sicurezza marittima e nel controllo delle attività illegali.
Queste iniziative dimostrano come la sicurezza del Mediterraneo richieda una cooperazione multilaterale tra Stati, organizzazioni internazionali e istituzioni regionali.
Conclusione
La tesi conclude che il Mediterraneo rappresenta uno degli spazi geopolitici più complessi e dinamici del mondo contemporaneo. In esso si intrecciano questioni legate alla sicurezza, all’energia, al commercio, alla tutela ambientale e alla gestione delle migrazioni.
In questo scenario l’Italia occupa una posizione strategica unica. Grazie alla sua collocazione geografica al centro del bacino, alla sua tradizione marittima e alle sue infrastrutture portuali, il Paese ha il potenziale per svolgere un ruolo centrale nella promozione della stabilità, della cooperazione e dello sviluppo del Mediterraneo.
Comprendere le dinamiche di questo mare significa quindi comprendere una parte fondamentale degli equilibri geopolitici globali e il ruolo che l’Italia può assumere nel garantire sicurezza e prosperità nella regione.
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