Tesi etd-03122026-105709 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
GIGANTE, FRANCESCO MARIA
URN
etd-03122026-105709
Titolo
L’ARTICO COME NUOVO SCACCHIERE GEOPOLITICO: DINAMICHE DI SICUREZZA MARITTIMA E COMPETIZIONE GLOBALE
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE MARITTIME E NAVALI
Relatori
relatore Dott. Lesti, Saverio
Parole chiave
- arctic
- artico
- geopolitica
- geopolitics
- maritime security
- sicurezza marittima
Data inizio appello
31/03/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
31/03/2066
Riassunto (Inglese)
The thesis analyzes the transformation of the Arctic from a peaceful periphery (the so-called “Arctic exceptionalism”) into a global strategic hub. The primary driver of this change is climate warming: the melting of ice is opening new commercial routes (such as the Northern Sea Route and the Northwest Passage) and making hydrocarbons and rare earth elements accessible—resources that are crucial for defense and the global energy transition.
The work explores the strategies of the major powers. Russia has adopted a “Fortress Russia” posture, militarizing the region through the concept of “bastion defense” in order to protect its nuclear deterrent and maintain strict control over navigation routes. The United States and NATO are responding through integrated deterrence and the strengthening of the “Northern Flank,” although they suffer from a significant capability disadvantage in icebreakers (the well-known “Icebreaker Gap”). China, meanwhile, is penetrating the region through its “Polar Silk Road” and the use of dual-use scientific research, positioning itself as a key geoeconomic actor.
Competition also extends into international law, particularly through the strategic use of UNCLOS to claim extensions of continental shelves, and into the so-called “gray zone” of hybrid threats, which includes cyberattacks, sabotage of undersea cables, and the use of shadow fleets.
The collapse of the Arctic Council—triggered primarily by the conflict in Ukraine—has effectively ended the era of regional cooperation. In conclusion, the thesis demonstrates how the Arctic has now become a clear reflection of tensions in the multipolar world: no longer an isolated exception, but a structural arena of competition with a very high risk of global instability.
The work explores the strategies of the major powers. Russia has adopted a “Fortress Russia” posture, militarizing the region through the concept of “bastion defense” in order to protect its nuclear deterrent and maintain strict control over navigation routes. The United States and NATO are responding through integrated deterrence and the strengthening of the “Northern Flank,” although they suffer from a significant capability disadvantage in icebreakers (the well-known “Icebreaker Gap”). China, meanwhile, is penetrating the region through its “Polar Silk Road” and the use of dual-use scientific research, positioning itself as a key geoeconomic actor.
Competition also extends into international law, particularly through the strategic use of UNCLOS to claim extensions of continental shelves, and into the so-called “gray zone” of hybrid threats, which includes cyberattacks, sabotage of undersea cables, and the use of shadow fleets.
The collapse of the Arctic Council—triggered primarily by the conflict in Ukraine—has effectively ended the era of regional cooperation. In conclusion, the thesis demonstrates how the Arctic has now become a clear reflection of tensions in the multipolar world: no longer an isolated exception, but a structural arena of competition with a very high risk of global instability.
Riassunto (Italiano)
La tesi analizza la trasformazione dell'Artico da periferia pacifica (il cosiddetto "eccezionalismo artico") a fulcro strategico globale. Il motore primario di questo cambiamento è il riscaldamento climatico: lo scioglimento dei ghiacci apre nuove rotte commerciali (come la Rotta del Mare del Nord e il Passaggio a Nord-Ovest) e rende accessibili idrocarburi e terre rare, risorse vitali per la difesa e la transizione energetica globale.
L'elaborato esplora le strategie delle grandi potenze. La Russia adotta la postura "Fortress Russia", militarizzando l'area con il concetto di "bastion defense" per proteggere la propria deterrenza nucleare e controllando rigidamente le rotte di navigazione. Gli Stati Uniti e la NATO rispondono con una deterrenza integrata e il potenziamento del "Fianco Nord", pur soffrendo uno svantaggio capacitivo significativo nei rompighiaccio (il noto "Icebreaker Gap"). La Cina, invece, tramite la sua "Via della Seta Polare" e l'uso di ricerca scientifica dual-use, penetra l'area affermandosi come un attore geoeconomico chiave.
La competizione investe anche il diritto internazionale, con l'uso strategico dell'UNCLOS per rivendicare l'estensione delle piattaforme continentali, e la cosiddetta "zona grigia" delle minacce ibride, che comprende cyber-attacchi, sabotaggi di cavi sottomarini e l'impiego di flotte ombra.
Il collasso del Consiglio Artico, innescato primariamente dal conflitto in Ucraina, ha posto fine alla stagione della cooperazione regionale. In conclusione, la tesi dimostra come l'Artico sia oggi diventato uno specchio fedele delle tensioni del mondo multipolare: non più un'eccezione isolata, ma un teatro di scontro strutturale ad altissimo rischio di instabilità globale.
L'elaborato esplora le strategie delle grandi potenze. La Russia adotta la postura "Fortress Russia", militarizzando l'area con il concetto di "bastion defense" per proteggere la propria deterrenza nucleare e controllando rigidamente le rotte di navigazione. Gli Stati Uniti e la NATO rispondono con una deterrenza integrata e il potenziamento del "Fianco Nord", pur soffrendo uno svantaggio capacitivo significativo nei rompighiaccio (il noto "Icebreaker Gap"). La Cina, invece, tramite la sua "Via della Seta Polare" e l'uso di ricerca scientifica dual-use, penetra l'area affermandosi come un attore geoeconomico chiave.
La competizione investe anche il diritto internazionale, con l'uso strategico dell'UNCLOS per rivendicare l'estensione delle piattaforme continentali, e la cosiddetta "zona grigia" delle minacce ibride, che comprende cyber-attacchi, sabotaggi di cavi sottomarini e l'impiego di flotte ombra.
Il collasso del Consiglio Artico, innescato primariamente dal conflitto in Ucraina, ha posto fine alla stagione della cooperazione regionale. In conclusione, la tesi dimostra come l'Artico sia oggi diventato uno specchio fedele delle tensioni del mondo multipolare: non più un'eccezione isolata, ma un teatro di scontro strutturale ad altissimo rischio di instabilità globale.
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