Tesi etd-03112026-180442 |
Link copiato negli appunti
Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
RUSSO, NOEMI
URN
etd-03112026-180442
Titolo
AUTONOMOUS UNDERWATER VEHICLES (AUVs): EVOLUZIONE STORICA E SVILUPPO SPERIMENTALE DEL “X 300”, “ZENO” E “REMUS 300” NEL CONTESTO NAZIONALE.
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE MARITTIME E NAVALI
Relatori
relatore C.F. (AN) Priami, Diego
Parole chiave
- AUV
- Remus 300
- X 300
- Zeno
Data inizio appello
01/04/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente elaborato di tesi si pone l'obiettivo di analizzare e comparare lo stato dell'arte della robotica sottomarina italiana con gli standard internazionali. La ricerca valuta se l'Italia abbia raggiunto una maturità tecnologica tale da garantire la propria autonomia e sovranità nel cosiddetto "quinto dominio" (quello subacqueo), confrontando le eccellenze nazionali — i droni X300 e ZENO — con il REMUS 300, considerato il benchmark di riferimento in ambito NATO.Il primo capitolo traccia l'evoluzione dei Maritime Unmanned Systems (MUS), descrivendo il passaggio storico dai sistemi filoguidati (ROV) ai veicoli completamente autonomi (AUV). Questa transizione tecnologica è oggi guidata dalla pressante necessità di proteggere le infrastrutture critiche sottomarine, come i gasdotti e i cavi in fibra ottica per le telecomunicazioni. Eventi recenti, tra cui i sabotaggi nel Mar Baltico (Nord Stream) e le crisi nel Mar Rosso, hanno dimostrato come i fondali marini siano diventati il nuovo e vulnerabile teatro della Seabed Warfare. In questo scenario, il controllo degli abissi è vitale per la resilienza economica dell'Italia, rendendo indispensabile lo sviluppo di droni capaci di sorvegliare costantemente le reti sommerse.Il secondo capitolo esplora la risposta istituzionale, accademica e industriale del "Sistema Paese". Al centro di questa architettura si colloca l'ISME (Centro Interuniversitario di Sistemi Integrati per l'Ambiente Marino), che svolge un ruolo fondamentale nella ricerca di base, specialmente per lo sviluppo di reti di comunicazione acustica subacquea. A questo si affianca la recente e strategica istituzione del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS) a La Spezia. Il PNS agisce come hub tra la Marina Militare e l'industria, coordinando ambiziosi programmi di ricerca (suddivisi in Batch) mirati a sviluppare tecnologie sovrane per la navigazione autonoma, l'uso dell'intelligenza artificiale e la difesa attiva degli abissi.Il terzo capitolo è dedicato all'analisi dell'X300, un sistema sviluppato dall'italiana Graal Tech. Caratterizzato da una tradizionale forma idrodinamica a siluro, l'X300 si distingue per la presenza di un sistema di galleggiabilità variabile (VBS) nella sua versione Standard. Questo gli permette di navigare in modalità "Glider" o "Profiler", garantendo un'autonomia di svariati giorni con un consumo energetico minimo e una firma acustica quasi nulla. Il capitolo approfondisce anche la variante X300 MCM Compact, che rinuncia al VBS a favore di una doppia propulsione posteriore per massimizzare l'agilità e la reattività, doti fondamentali per i programmi legati alla caccia alle mine assistita da Intelligenza Artificiale (progetto PACMAN) o alla simulazione di bersagli sottomarini (progetto SPARTA).Il quarto capitolo è dedicato allo ZENO AUV, ingegnerizzato dal Team MDM dell'Università di Firenze. Abbandonando la forma a siluro, lo ZENO adotta una morfologia piatta e un'architettura "two-man portable". Il suo tratto distintivo è la propulsione "over-actuated" basata su 8 motori, che gli conferisce il controllo assoluto sui 6 gradi di libertà (6-DOF). Questa manovrabilità estrema, unita a un sistema di sostituzione rapida delle batterie (Quick-Swap), lo rende la piattaforma ideale per ispezioni ravvicinate di dettaglio in spazi complessi, per l'archeologia subacquea (progetto ARCHEOSUb) e per il monitoraggio ambientale. Le capacità tattiche di questi veicoli vengono inquadrate strategicamente in abbinamento alla nuova Nave Idro-Oceanografica Maggiore (N.I.O.M.) "Quirinale", una piattaforma globale progettata per fungere da nave madre per sciami di droni. Per validare le tecnologie italiane, nel quinto capitolo la tesi analizza il REMUS 300 prodotto dall'industria statunitense. Questo veicolo rappresenta lo standard di riferimento per le Marine della NATO grazie alla sua estrema affidabilità, all'architettura scalabile e all'integrazione nativa del protocollo JANUS per l'interoperabilità delle comunicazioni subacquee. Il confronto permette di pesare i vantaggi di acquisire sistemi collaudati off-the-shelf rispetto ai benefici strategici a lungo termine derivanti dal possedere una filiera produttiva totalmente italiana.L'ultimo capitolo affronta la dottrina d'impiego e le dinamiche di messa in mare, analizzando i Sistemi di Lancio e Recupero (LARS) integrati sulle moderne unità navali della flotta, come i PPA e le FREMM, e i successi riscontrati durante grandi esercitazioni internazionali come la REPMUS.In conclusione, il lavoro dimostra che l'ecosistema della ricerca italiana ha raggiunto una solidità e un'eccellenza ingegneristica paragonabili o superiori ai benchmark mondiali. L'approccio duale offerto dalle piattaforme X300 e ZENO fornisce alla Marina Militare gli strumenti adatti a proteggere gli interessi nazionali sotto la superficie. Le sfide future, come delineato nella tesi, richiederanno di spingere ulteriormente sull'integrazione di algoritmi di Intelligenza Artificiale per il riconoscimento automatico dei target e sull'impiego di sciami cooperativi di veicoli (swarming), vere chiavi di volta per la deterrenza subacquea del domani.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
Tesi non consultabile. |
|