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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03112026-175837


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
CAMASSA, GIULIA
URN
etd-03112026-175837
Titolo
Politiche del corpo: prostituzione, sex work e controversie nel femminismo
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
SCIENZE PER LA PACE: TRASFORMAZIONE DEI CONFLITTI E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Relatori
relatore Stradella, Elettra
Parole chiave
  • agency
  • feminism
  • femminismo
  • intersectionality
  • prostituzione
  • scelta
  • sex work
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il corpo femminile, nella sua complessità biologica, simbolica, culturale e giuridica, ha da sempre occupato un ruolo centrale nei processi di costruzione sociale, economica e politica delle società. Tra i molteplici ambiti in cui il corpo della donna è stato oggetto di regolamentazione, controllo e sfruttamento, la prostituzione, come l’aborto, rappresenta una delle espressioni più controverse e discusse, tanto nella storia quanto nel dibattito contemporaneo. Fenomeno antico quanto le civiltà umane, la prostituzione ha assunto forme, significati e funzioni diverse nei vari contesti storici e geografici, divenendo spesso uno specchio attraverso cui leggere le dinamiche di potere, le gerarchie di genere, i rapporti economici e le strutture normative delle società.
Questa tesi si propone di analizzare il rapporto tra corpo di donna e prostituzione da un punto di vista giuridico e storico, con uno sguardo critico che tenga conto della complessità del fenomeno e delle sue molteplici sfaccettature. L'obiettivo non è solo ricostruire l’evoluzione normativa che ha riguardato la prostituzione, ma anche mettere in luce come il diritto abbia contribuito a costruire una determinata visione del corpo femminile.
Dal punto di vista giuridico, la prostituzione ha suscitato approcci profondamente differenti: dalla regolamentazione statale, come nel caso delle Maison closes in Francia o delle case di tolleranza in Italia prima della Legge Merlin del 1958, alla criminalizzazione dei clienti e delle lavoratrici, fino ad arrivare a politiche più recenti che mirano alla depenalizzazione e al riconoscimento dei diritti delle sex workers. Queste scelte legislative riflettono non solo orientamenti politici e morali, ma anche profonde concezioni sul corpo femminile, sul lavoro sessuale e sulla libertà individuale.
A livello storico, è evidente come la prostituzione sia stata spesso legittimata o tollerata in funzione del mantenimento dell’ordine pubblico e della salute collettiva, piuttosto che in quanto riconoscimento di un’attività lavorativa autonoma. Allo stesso tempo, il corpo femminile è stato oggetto di sorveglianza e medicalizzazione, in particolare nei periodi in cui la prostituzione veniva vista come un “male necessario”, ma da confinare, disciplinare e rendere invisibile. L'intreccio tra norme, pratiche sociali e rappresentazioni del corpo ha prodotto una lunga tradizione di ambivalenze e ipocrisie, che ancora oggi condizionano il dibattito pubblico e le politiche in materia.
Nel contesto contemporaneo, il tema della prostituzione continua a dividere l’opinione pubblica e il pensiero femminista. Da un lato, il femminismo abolizionista interpreta la prostituzione come una forma di violenza patriarcale e una manifestazione dell'oppressione delle donne; dall’altro, il femminismo pro-sex work rivendica la possibilità di autodeterminazione e la legittimità del lavoro sessuale come scelta consapevole e meritevole di diritti e tutele. Entrambe le posizioni offrono strumenti critici utili per comprendere le implicazioni etiche, giuridiche e sociali legate alla prostituzione, ma divergono radicalmente sul significato attribuito al corpo e alla libertà delle donne.
In questo senso, la presente ricerca si colloca all'interno di un’analisi critica che intende superare visioni semplicistiche e moralistiche, proponendo una riflessione articolata che tenga conto delle tensioni storiche, delle contraddizioni normative e delle pluralità di vissuti che caratterizzano l’esperienza della prostituzione ma soprattutto l’intento è quello di concetti fondamentali: complessità e intersezionalità, concetti indispensabili per conoscere e comprendere tutte le sfumature del fenomeno preso in considerazione.
Il corpo della donna emerge in questa tesi non solo come oggetto giuridico o soggetto storico, ma come campo di battaglia simbolico su cui si giocano poteri, ideologie e rivendicazioni. Analizzare la prostituzione attraverso questa lente significa interrogarsi sul significato della libertà, sul ruolo del diritto e sulle responsabilità collettive nel costruire un mondo più giusto e inclusivo.
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