Tesi etd-03062026-130852 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
GESTRI, SOFIA
URN
etd-03062026-130852
Titolo
DALLA CADUTA DELL'EMIRATO ALLA SUA RESTAURAZIONE: L'AFGHANISTAN TRA INTERVENTO INTERNAZIONALE E RESILIENZA TALEBANA
Politica Interna post-2021 e Sfide del Riconoscimento Internazionale
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
UNIONE EUROPEA, PROCESSI GLOBALI E SOSTENIBILITA' DELLO SVILUPPO
Relatori
relatore Prof. Tamburini, Francesco
Parole chiave
- Bahrein
- conflitto armato
- continuità e rottura dei governi
- cooperazione de facto
- diritti fondamentali
- Emirati Arabi Uniti
- emirato islamico dell’afghanistan
- geopolitica asia centrale
- gruppi radicali
- guerra civile afghana
- insurrezione talebana
- legge islamica (sharia)
- nation-building
- Pakistan
- politica economica e sociale
- primo emirato (1996-2001)
- Qatar
- repubblica islamica dell’afghanistan
- resilienza militare
- riconoscimento internazionale
- riorganizzazione del potere
- ritirata sovietica
- ritiro NATO 2021
- sicurezza transfrontaliera
- stati del Golfo
- Stati Uniti
- talebani
Data inizio appello
23/03/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La presente tesi analizza l’evoluzione politica, sociale e diplomatica dell’Afghanistan a partire dal primo Emirato Islamico dell’Afghanistan del 1996 fino alla sua restaurazione nel 2021. La ricerca si articola attraverso una ricostruzione storica che prende avvio dalla ritirata sovietica e dalla successiva guerra civile afghana degli anni Novanta, processo che ha portato all’emergere dei talebani come movimento di guerriglia capace di imporre un ordine nel paese basato su una rigida interpretazione della legge islamica, culminato nella nascita dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan tra il 1996 e il 2001.
La tesi approfondisce inoltre il ruolo degli Stati Uniti dopo gli eventi dell’11 settembre 2001, analizzando il fallimento del processo di nation-building e la riorganizzazione dell’insurrezione talebana. Si evidenzia come il movimento sia riuscito a sopravvivere a vent’anni di conflitto non solo grazie alla resilienza militare, ma anche attraverso lo sfruttamento delle debolezze istituzionali della nuova Repubblica Islamica dell’Afghanistan. Viene inoltre analizzato il periodo successivo al ritiro delle truppe NATO nel 2021, indagando le sfide della riorganizzazione del potere talebano e della nuova politica economica e sociale interna, mettendo in luce elementi di continuità e di rottura rispetto ai governi precedenti.
Infine, la tesi esamina il complesso problema del riconoscimento internazionale del nuovo Emirato Islamico dell’Afghanistan. A differenza degli anni Novanta, i talebani cercano oggi una legittimazione che consenta lo sblocco delle risorse economiche, scontrandosi tuttavia con la ferma condanna della comunità internazionale per la soppressione dei diritti fondamentali perpetrata dal regime. In questo contesto viene analizzato anche il mutamento delle relazioni diplomatiche: se il rapporto con gli Stati Uniti è passato dal confronto bellico a una gestione più pragmatica, seppur tesa, della sicurezza e degli aiuti umanitari, i legami con il Pakistan appaiono oggi più complessi. Quest’ultimo, storico sostenitore dei talebani, deve infatti gestire tensioni legate alla sicurezza transfrontaliera e all’ascesa di gruppi radicali interni. Viene inoltre analizzato il ruolo strategico degli Stati del Golfo: mentre il Qatar si conferma come principale mediatore e “ponte” verso l’Occidente, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein emergono come attori rilevanti per il sostegno economico e per una forma di legittimazione informale del regime.
In conclusione, la tesi evidenzia come l’Emirato Islamico dell’Afghanistan stia tentando di conciliare il rigore ideologico interno con la necessità di inserirsi in un nuovo ordine regionale. Questa dinamica sta ridefinendo gli equilibri geopolitici dell’Asia centrale e obbliga la diplomazia internazionale a confrontarsi con un attore che sfida i parametri classici del riconoscimento, imponendo nuove forme di cooperazione “di fatto” tra gli Stati.
La tesi approfondisce inoltre il ruolo degli Stati Uniti dopo gli eventi dell’11 settembre 2001, analizzando il fallimento del processo di nation-building e la riorganizzazione dell’insurrezione talebana. Si evidenzia come il movimento sia riuscito a sopravvivere a vent’anni di conflitto non solo grazie alla resilienza militare, ma anche attraverso lo sfruttamento delle debolezze istituzionali della nuova Repubblica Islamica dell’Afghanistan. Viene inoltre analizzato il periodo successivo al ritiro delle truppe NATO nel 2021, indagando le sfide della riorganizzazione del potere talebano e della nuova politica economica e sociale interna, mettendo in luce elementi di continuità e di rottura rispetto ai governi precedenti.
Infine, la tesi esamina il complesso problema del riconoscimento internazionale del nuovo Emirato Islamico dell’Afghanistan. A differenza degli anni Novanta, i talebani cercano oggi una legittimazione che consenta lo sblocco delle risorse economiche, scontrandosi tuttavia con la ferma condanna della comunità internazionale per la soppressione dei diritti fondamentali perpetrata dal regime. In questo contesto viene analizzato anche il mutamento delle relazioni diplomatiche: se il rapporto con gli Stati Uniti è passato dal confronto bellico a una gestione più pragmatica, seppur tesa, della sicurezza e degli aiuti umanitari, i legami con il Pakistan appaiono oggi più complessi. Quest’ultimo, storico sostenitore dei talebani, deve infatti gestire tensioni legate alla sicurezza transfrontaliera e all’ascesa di gruppi radicali interni. Viene inoltre analizzato il ruolo strategico degli Stati del Golfo: mentre il Qatar si conferma come principale mediatore e “ponte” verso l’Occidente, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein emergono come attori rilevanti per il sostegno economico e per una forma di legittimazione informale del regime.
In conclusione, la tesi evidenzia come l’Emirato Islamico dell’Afghanistan stia tentando di conciliare il rigore ideologico interno con la necessità di inserirsi in un nuovo ordine regionale. Questa dinamica sta ridefinendo gli equilibri geopolitici dell’Asia centrale e obbliga la diplomazia internazionale a confrontarsi con un attore che sfida i parametri classici del riconoscimento, imponendo nuove forme di cooperazione “di fatto” tra gli Stati.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| TESI_GES...SOFIA.pdf | 722.93 Kb |
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