logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03052026-093202


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
VITALBA, ANASTASIA
URN
etd-03052026-093202
Titolo
Studio dei fattori coinvolti nella produzione di PIVKA-II in cellule di epatocarcinoma: effetto del trattamento con Sorafenib.
Dipartimento
BIOLOGIA
Corso di studi
BIOLOGIA APPLICATA ALLA BIOMEDICINA
Relatori
relatore Prof. Corti, Alessandro
Parole chiave
  • epatocarcinoma
  • pivka-II
  • sorafenib
Data inizio appello
08/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
08/04/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il carcinoma epatocellulare (HCC) rappresenta la terza causa di mortalità cancro-correlata in tutto il mondo. L’elevata malignità dell’HCC, malgrado la scoperta di terapie sempre più promettenti, porta spesso a recidive locali e comparsa di metastasi. La proteina indotta dall’assenza di vitamina K o antagonista II (PIVKA-II) è una forma immatura di protrombina che richiede vitamina K per essere convertita nella forma matura carbossilata. È ben noto che i livelli plasmatici di PIVKA-II aumentano in carenza di vitamina K, ma aumentati livelli si osservano anche in diversi tipi di neoplasie, incluso l’HCC, ed in associazione a quadri infiammatori acuti e cronici del fegato. I meccanismi patologici alla base dell’aumentata produzione di PIVKA-II non sono stati ancora pienamente compresi; tuttavia, è stato dimostrato che l’enzima necessario per la completa maturazione della protrombina, la γ-glutamil carbossilasi, può essere difettosa in HCC. A questo proposito, è interessante osservare che PIVKA-II è una molecola biologicamente attiva, in grado di stimolare la proliferazione, l’invasività e la metastatizzazione delle cellule tumorali e, negli ultimi anni, il suo valore diagnostico e prognostico per HCC è stato ripetutamente preso in esame.
Uno dei farmaci approvati per il trattamento dell’HCC è il Sorafenib, un inibitore delle tirosin chinasi (TKI) coinvolte nella proliferazione e nell'angiogenesi tumorale. Nonostante la sua efficacia terapeutica, il trattamento con Sorafenib in pazienti con HCC provoca un transitorio aumento dei livelli plasmatici di PIVKA-II. Alcuni studi hanno suggerito che lo stato ipossico indotto da Sorafenib abbia un ruolo nel determinare questo fenomeno, anche se il meccanismo generale non è stato ancora pienamente chiarito. Inoltre, i pochi studi in vitro che si sono occupati del fenomeno sono stati condotti perlopiù su una linea cellulare di epatoma e non su linee di HCC.
Lo Scopo di questo lavoro di Tesi è stato quello di studiare su modelli in vitro di linee HCC i fattori coinvolti nella produzione di PIVKA-II, il possibile effetto del Sorafenib e quello dell’ipossia chimica indotta con cobalto cloruro. Sono stati presi in esame sia i livelli di mRNA, mediante tecnica RT-PCR, che i livelli di proteina, mediante immunoblot. Sono state valutate, inoltre, le variazioni dei livelli intracellulari delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) e dell’antiossidante glutatione.
I risultati ottenuti confermano che anche nel modello in vitro di HCC la vitamina K ha un ruolo determinante nel modulare i livelli di PIVKA-II. Come atteso, il trattamento con Sorafenib induce morte cellulare in modo tempo e concentrazione dipendente, ma non sembra efficace nell’indurre direttamente variazioni dei livelli di PIVKA-II. Contrariamente ai dati di letteratura, l’ipossia chimica indotta con cobalto cloruro non sembra produrre effetti significativi.
In conclusione, i risultati ottenuti suggeriscono che i meccanismi attualmente proposti non sembrano sufficienti per spiegare le variazioni plasmatiche di PIVKA-II nei pazienti HCC trattati con Sorafenib. Ulteriori studi con modelli di HCC più rappresentativi sono dunque necessari per poter spiegare il fenomeno osservato in clinica.
File