Tesi etd-02282026-185412 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
RINALDI, ALESSIO
URN
etd-02282026-185412
Titolo
Critica al liberalismo moderno secondo John Gray
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
STUDI INTERNAZIONALI
Relatori
relatore Prof. Lenci, Mauro
Parole chiave
- critica al progresso
- globalizzazione
- homo oeconomicus
- individuo
- John Gray
- liberalismo moderno
- mercato
- neoliberismo
- nuovi leviatani
- pluralismo dei valori
- post liberalismo
- stato minimo
- thatcherismo
- Washington Consensus
Data inizio appello
23/03/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L’obiettivo di questo studio è analizzare il pensiero di John Gray approfondendo soprattutto la sua critica al neoliberismo. Gray è un pensatore difficile da incasellare in questa o quella dottrina: non è un filosofo “sistematico” e lo dimostra la sua continua peregrinazione teorica, caratterizzata spesso da transizioni e punti di rottura. In questo studio si esplorano le diverse stagioni del suo pensiero: Il Gray thatcheriano che pensava che il neoliberismo potesse essere l’antidoto contro le economie pianificate, socialiste, keynesiane, dove lo Stato aveva un ruolo macroscopico; il Gray anti-thatcheriano che contesta le distorsioni e le asimmetrie, i paradossi e i limiti strutturali nell’Inghilterra della lady di ferro: cinica, individualista, frammentata dove, non solo le masse proletarie ma anche la middle class, faticavano a sbarcare il lunario e la deregulation selvaggia aveva eroso il capitale sociale e distrutto le istituzioni intermedie (famiglia, comunità, welfare); il Gray liberale ma critico e revisionista dall’interno; il Gray anti-liberale e quello post-liberale; il Gray del disincanto tragico, anti-illuminista, anti-razionalista e detrattore dell’umanesimo visto come copia sbiadita del cristianesimo con la sua visione lineare e progressiva della storia, con le sue mitologie redentive, con le sue narrative della redenzione e del riscatto; il Gray dei nuovi Leviatani, cioè Stati securitari e tecno-egemonie, declinati come nuove forme di sovranità che fanno sentire al sicuro il soggetto moderno reso vulnerabile dalla crisi dell’ordine liberale e dalle contraddizioni del globalismo neoliberistico. L’uomo moderno per Gray vive nel pluralismo dei valori, nella crisi permanente, nel conflitto irreversibile: non c’è universalizzazione, ma dissidio e dilemma. L’obiettivo dell’etica, della politica, del governo mondiale è la ricerca della coesistenza: l’ordine perfettamente pacificato e razionale millantato dal liberalismo prima e dal neoliberismo poi è solo una grande menzogna. L’uomo, infatti, per Gray è un animale mito-poietico: c’è in lui un istinto a raccontarsi storie per esorcizzare il senso del limite, la sua finitezza. Queste storie però non sono la tanto chiacchierata catarsi, ma sono solo inganni. La verità è che i valori sono plurali e che l’armonia è solo utopia: il caos e il disordine sono il normale modo di vivere del soggetto moderno. Un caos che non può essere risolto, ma solo attraversato.
In questo lavoro si analizza fase dopo fase l’evoluzione del pensiero di Gray. Questo modo di pensare, difficile da inquadrare, rappresenta la seconda parte dello studio. Esso, infatti, è stato organizzato in una struttura logica: nella prima parte si ricostruisce la storia evolutiva del neoliberismo sin dalle radici del liberalismo e delle sue scuole di pensiero: la scuola tedesca, quella austriaca e quella anglosassone sono i principali orizzonti teorici che vengono presi in considerazione.
La seconda parte del lavoro ruota interamente intorno a Gray, il suo profilo biografico e intellettuale, la scena culturale e storica in cui si inserisce, la cronologia dell’evoluzione del suo pensiero riordinato attraverso quattro fasi:
- Il Gray liberale: critica interna al liberalismo moderno (Anni ’80);
- La transizione da pensatore liberale a critico del neoliberismo (Anni ’90);
- L’uomo non è né razionale né redimibile: fine dell’umanesimo nel pensiero di Gray (Anni 2000);
- Il mondo post-liberale e la ricerca di nuovi Leviatani (dal 2010).
L’ultima area di questo lavoro è costruita attraverso il meccanismo del parallelismo. Il pensiero di Gray viene confrontato con altri autori precedenti o a lui coevi: Karl Polanyi, Michel Foucault, Slavoj Žižek, David Harvey e Naomi Klein.
In questo lavoro si analizza fase dopo fase l’evoluzione del pensiero di Gray. Questo modo di pensare, difficile da inquadrare, rappresenta la seconda parte dello studio. Esso, infatti, è stato organizzato in una struttura logica: nella prima parte si ricostruisce la storia evolutiva del neoliberismo sin dalle radici del liberalismo e delle sue scuole di pensiero: la scuola tedesca, quella austriaca e quella anglosassone sono i principali orizzonti teorici che vengono presi in considerazione.
La seconda parte del lavoro ruota interamente intorno a Gray, il suo profilo biografico e intellettuale, la scena culturale e storica in cui si inserisce, la cronologia dell’evoluzione del suo pensiero riordinato attraverso quattro fasi:
- Il Gray liberale: critica interna al liberalismo moderno (Anni ’80);
- La transizione da pensatore liberale a critico del neoliberismo (Anni ’90);
- L’uomo non è né razionale né redimibile: fine dell’umanesimo nel pensiero di Gray (Anni 2000);
- Il mondo post-liberale e la ricerca di nuovi Leviatani (dal 2010).
L’ultima area di questo lavoro è costruita attraverso il meccanismo del parallelismo. Il pensiero di Gray viene confrontato con altri autori precedenti o a lui coevi: Karl Polanyi, Michel Foucault, Slavoj Žižek, David Harvey e Naomi Klein.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| La_criti....Gray.pdf | 995.50 Kb |
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