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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02252026-093458


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
FRATI, PIETRO
URN
etd-02252026-093458
Titolo
Il "Cervello Diabetico": Coincidenza epidemiologica o tempesta biochimica? Una revisione critica delle interconnessioni tra Diabete di tipo 2 e il Morbo di Alzheimer, con particolare riferimento al ruolo dell’amilina e dei metalli di transizione nell’aggregazione amiloide.
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
FARMACIA
Relatori
relatore La Mendola, Diego
relatore Marzo, Tiziano
Parole chiave
  • Alzheimer
  • amilina
  • amiloide
  • diabete
  • zinco
Data inizio appello
13/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
13/04/2066
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
E’ stato dimostrato con una certa evidenza statistica che il diabete mellito di tipo 2 ed il Morbo di Alzheimer sono strettamente correlate tra di loro. Due malattie sinergiche caratterizzate da componenti patologiche comuni, tra cui accumulo di amiloide, infiammazione, stress ossidativo, resistenza all'insulina, disfunzione metabolica, morte cellulare e declino cognitivo.
Recenti studi stanno ri-definendo l'Alzheimer come una forma di "Diabete di tipo 3", un paradigma innovativo che va ad integrare le disfunzioni metaboliche cerebrali con la resistenza insulinica incluse le alterazioni proteiche, in un unico modello fisiopatologico.
Disturbi metabolici come il Diabete tipo 2, hanno come peculiarità l’insulino-resistenza. Numerosi articoli ci indicano che la resistenza insulinica va a colpire sia la regolazione del glucosio, ma anche altri diversi organi, incluso il cervello, partecipando alla disfunzione cognitiva e a malattie neurodegenerative, tra cui il Morbo di Alzheimer.(AD)
Analisi epidemiologiche approfondite evidenziano che pazienti con Diabete di tipo 2 hanno un rischio aumentato del 50-100% di sviluppare demenza rispetto ai non diabetici.
La domanda centrale del titolo della mia tesi ha come finalità quella di far riflettere sull’asse pancreas-cervello convogliando i dati epidemiologici raccolti nei vari articoli con le analogie biochimiche che intercorrono tra le due patologie, stabilendo così una corroborante causalità tra diabete e neurodegenerazione. I meccanismi molecolari identificati protagonisti, ovvero l’ insulino-resistenza e la neuroinfiammazione forniscono una base solida biologica coerente che va oltre la semplice coincidenza statistica. Si tratta, appunto, di una vera e propria tempesta biochimica che si abbatte su una pluralità di distretti, quello nervoso e quello pancreatico.
In sintesi, il “Cervello diabetico” non è una semplice provocazione o una metafora, ma una realtà clinica e biochimica emergente che richiede una crescente conoscenza e approccio interdisciplinare.
Questa prospettiva apre scenari terapeutici nuovi: farmaci già usati nel Diabete come la metformina o gli agonisti GLP-1 (semaglutide) sono allo studio per il loro potenziale neuroprotettivo.
Molecole già conosciute, possono trovare un nuovo impiego, come successo in tantissimi altri casi, e magari aiutare ad arrestare processi irreversibili come la disfunzione cognitiva. Diventa vitale intervenire sulla prevenzione del diabete come strategia di salute pubblica per ridurre il carico globale di demenza.
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