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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02192026-163218


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
PUCCIARELLI, BEDILU
URN
etd-02192026-163218
Titolo
Lo stato di flow come equilibrio tra abilita' e sfide: uno studio del funzionamento ottimale in un contesto accademico
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
COMUNICAZIONE D'IMPRESA E POLITICA DELLE RISORSE UMANE
Relatori
relatore Prof. Tesi, Alessio
Parole chiave
  • studi sullo stato di flow
Data inizio appello
23/03/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
23/03/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente elaborato di tesi si propone di analizzare il ruolo dello stato di flow nel contesto accademico contemporaneo, collocandolo all’interno delle trasformazioni socio – culturali che contraddistinguono l’attuale società della performance. Negli ultimi decenni, la diffusione delle tecnologie digitali, l’intensificazione dei processi di globalizzazione e l’affermazione di modelli organizzativi orientati alla competitività e alla misurazione sistematica dei risultati hanno progressivamente ridefinito il sistema universitario. L’accentuazione di logiche valutative, di efficienza e di produttività ha inciso in modo significativo sulle modalità di apprendimento e sulle esperienze soggettive degli studenti rendendo centrale l’individuazione di condizioni capaci di promuovere un coinvolgimento autentico, motivato e cognitivamente efficace. In tale prospettiva, lo stato di flow si configura come un costrutto teorico privilegiato per comprendere la qualità dell’esperienza durante l’attività e il suo potenziale impatto sulla performance.
Il concetto di flow, elaborato da Mihaly Csizentmihalyi nell’ambito della psicologia positiva, è una condizione di esperienza ottimale caratterizzata da coinvolgimento totale nell’attività, tale stato si distingue per alcune dimensioni costitutive: elevata e focalizzata concentrazione sull’attività, integrazione tra azione e consapevolezza, percezione di controllo sulla situazione, chiarezza degli obiettivi, presenza di feedback immediati, alterazione della percezione temporale, intrinseca gratificazione derivante dall’attivazione stessa. Durante questo stato l’attenzione è pienamente focalizzata sul compito, mentre distrazioni e interferenze cognitive risultano ridotte, favorendo un funzionamento mentale fluido ed efficace.
Elemento centrale della teoria è l’equilibrio dinamico tra competenze individuali e livello di sfida. Il flow emerge quando le richieste del compito sono sufficientemente complesse da stimolare l’impegno senza superare le capacità percepite, uno squilibrio in eccesso genera ansia, mentre una sfida poco stimolante produce noia e disinvestimento. Dal punto di vista cognitivo, il flow è associato a elevata efficienza attentiva e ottimale regolazione delle risorse mentali, facilitando ragionamento, problem solving e integrazione delle informazioni. Grazie alla sua natura intrinsecamente motivante, sostiene la persistenza e la qualità dell’impegno, promuovendo un apprendimento più profondo e prestazioni potenzialmente superiori soprattutto in ambito accademico.
Alla luce di tali premesse teoriche, la ricerca si propone di esaminare la relazione tra stato di flow e performance cognitiva, considerando il contributo di variabili psicologiche quali l’intelligenza fluida e l’autoefficacia percepita. L’obiettivo è verificare se l’esperienza di flow costituisca un facilitatore del funzionamento cognitivo e chiarire i meccanismi attraverso cui essa incide sulla qualità della prestazione.
Lo studio ha adottato un disegno quantitativo e ha coinvolto un campione di 214 studenti universitari, selezionati come modello di contesto caratterizzato da richieste cognitive strutturate e comparabili, per alcuni aspetti, ai contesti organizzativi. Dopo la rilevazione dei dati sociodemografici, ai partecipanti è stata somministrata una batteria di strumenti articolata in più fasi. La performance cognitiva è stata misurata mediate un test ispirato alle Matrici Progressive di Raven proposto a difficoltà crescente, al fine di valutare il ragionamento astratto e favorire un progressivo allineamento tra abilità individuali e livello di sfida. Successivamente, attraverso strumenti self report, sono stati rilevati: lo stato di flow situazionale, sperimentato durante l’esecuzione del compito, l’autoefficacia percepita e lo studyholism, inteso come forma disfunzionale di ipercoinvolgimento nello studio. Le analisi statistiche hanno incluso modelli di correlazione, moderazione e mediazione.
I risultati evidenziano una relazione positiva e statisticamente significativa tra flow e performance cognitiva. Livelli più elevati di coinvolgimento ottimale risultano associati a migliori esiti nel compito di ragionamento, suggerendo che il flow potenzi l’efficacia dei processi cognitivi implicati nella risoluzione di problemi. È stata inoltre riscontrata una correlazione positiva tra flow e autoefficacia percepita, indicando che la convinzione di possedere le risorse necessarie per affrontare con successo il compito facilita il senso di controllo e la concentrazione, favorendo l’accesso allo stato di flow. L’analisi di moderazione ha confermato che l’effetto del flow sulla performance è condizionato dal grado di corrispondenza (fit) tra abilità e difficoltà del compito, ribadendo la centralità dell’equilibrio sfida- competenze. L’analisi di mediazione ha mostrato che lo studyholism non esercita un’influenza diretta sul flow, ma incide indirettamente attraverso una riduzione dell’autoefficacia percepita, suggerendo che forme compulsive di impegno possano compromettere il coinvolgimento ottimale indebolendo le risorse motivazionali.
Nel complesso, i risultati delineano un modello integrato in cui la performance cognitiva emerge dall’interazione tra competenze individuali, percezione di efficacia personale e caratteristiche situazionali del compito. Lo stato di flow si configura come un fenomeno relazionale e dinamico, capace di regolare l’esperienza cognitiva e di potenziare la prestazione quando sostenuto da condizioni contestuali adeguate; da un punto di vista applicativo, nell’ambito risorse umane risulta fondamentale progettare contesti educativi e organizzativi orientati a obiettivi ben definiti, a feedback tempestivi e a sfide crescenti secondo una visione sistemica che contempli l’integrazione di performance, benessere e sostenibilità nel lungo termine.
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