Tesi etd-02162026-185856 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
FORTINI, ALESSANDRA
URN
etd-02162026-185856
Titolo
Uno, nessuno o centomila: studio di prevalenza sulla fragilità multidimensionale nel paziente chirurgico
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
ANESTESIA, RIANIMAZIONE, TERAPIA INTENSIVA E DEL DOLORE
Relatori
relatore Prof. Biancofiore, Giandomenico Luigi
Parole chiave
- fragilità
- frailty
- medicina perioperatoria
- perioperative medicine
- preoperative assessment
- risk stratification
- stratificazione del rischio
- valutazione preoperatoria
Data inizio appello
04/03/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
04/03/2066
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Background:
L’invecchiamento progressivo della popolazione e l’aumento della complessità clinica dei pazienti candidati a chirurgia maggiore rappresentano una delle principali sfide della medicina perioperatoria contemporanea. I tradizionali modelli di stratificazione del rischio, basati prevalentemente sull’età cronologica, sulle comorbidità e sulla classificazione ASA, risultano spesso insufficienti a descrivere la reale vulnerabilità del paziente. La fragilità è oggi riconosciuta come una condizione di aumentata suscettibilità allo stress chirurgico, determinata da una riduzione della riserva fisiologica e dalla compromissione di più sistemi d’organo. Tuttavia, nella pratica anestesiologica quotidiana, la sua valutazione rimane frequentemente limitata a strumenti unidimensionali o a un giudizio clinico non strutturato, con il rischio di sottostimare vulnerabilità potenzialmente modificabili.
Obiettivo:
Il presente studio si propone di stimare la prevalenza della fragilità multidimensionale nei pazienti candidati a chirurgia maggiore elettiva, adottando un approccio di screening strutturato e integrato nella valutazione anestesiologica preoperatoria.
Metodi:
È stato condotto uno studio osservazionale prospettico monocentrico presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Sono stati inclusi pazienti adulti sottoposti a valutazione anestesiologica preoperatoria per interventi di chirurgia maggiore elettiva. A ciascun paziente è stato somministrato uno screening multidominio comprendente strumenti validati per l’analisi dei principali ambiti di vulnerabilità: capacità funzionale (Duke Activity Status Index), fragilità fisica (Clinical Frailty Scale), livello di attività fisica abituale (IPAQ–Short Form), stato nutrizionale (PG-SGA Short Form), dominio psicologico (Hospital Anxiety and Depression Scale), presenza di dolore con interferenza funzionale e anemia. La fragilità multidimensionale è stata definita come la presenza concomitante di alterazioni in più domini, secondo criteri operativi predefiniti. Le variabili sono state analizzate in forma descrittiva al fine di stimare la distribuzione delle singole vulnerabilità e del carico complessivo di fragilità.
Risultati:
L’analisi preliminare evidenzia una significativa eterogeneità clinica della popolazione studiata. Una quota rilevante di pazienti presenta alterazioni in più domini, anche in assenza di una fragilità clinicamente evidente secondo scale tradizionali. I domini funzionale, nutrizionale e psicologico risultano frequentemente coinvolti, suggerendo che la vulnerabilità perioperatoria non sia riconducibile a un singolo parametro. L’osservazione di un carico cumulativo di deficit in una proporzione consistente di pazienti rafforza l’ipotesi che la fragilità multidimensionale rappresenti una condizione frequente nella chirurgia maggiore elettiva.
Conclusioni:
La fragilità multidimensionale emerge come una realtà clinica rilevante nella popolazione chirurgica studiata. L’integrazione sistematica di uno screening multidominio nella valutazione anestesiologica preoperatoria appare fattibile e consente di intercettare vulnerabilità non sempre evidenti con i modelli tradizionali di stratificazione del rischio. Tale approccio può favorire una medicina perioperatoria più personalizzata, orientata all’identificazione precoce di condizioni potenzialmente modificabili e all’ottimizzazione del percorso chirurgico. Nel paziente chirurgico, la fragilità non è un’etichetta statica, ma una dimensione dinamica che diventa visibile solo quando osservata attraverso una lente realmente multidimensionale.
Background:
The progressive aging of the population and the increasing clinical complexity of patients undergoing major surgery represent one of the main challenges in contemporary perioperative medicine. Traditional risk stratification models, primarily based on chronological age, comorbidities, and ASA classification, are often insufficient to accurately describe a patient’s true vulnerability. Frailty is now recognized as a condition of increased susceptibility to surgical stress, resulting from reduced physiological reserve and multisystem impairment. However, in daily anesthesiology practice, its assessment frequently remains limited to unidimensional tools or unstructured clinical judgment, with the risk of underestimating potentially modifiable vulnerabilities.
Objective:
The present study aims to estimate the prevalence of multidimensional frailty in patients undergoing major elective surgery, adopting a structured screening approach integrated into routine preoperative anesthesiologic evaluation.
Methods:
A prospective single-center observational study was conducted at the Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Adult patients undergoing preoperative anesthesiology assessment for major elective surgery were included. Each patient completed a multidomain screening battery incorporating validated instruments to assess key areas of vulnerability: functional capacity (Duke Activity Status Index), physical frailty (Clinical Frailty Scale), habitual physical activity level (IPAQ–Short Form), nutritional status (PG-SGA Short Form), psychological domain (Hospital Anxiety and Depression Scale), pain with functional interference, and anemia. Multidimensional frailty was defined as the concurrent presence of impairments across multiple domains according to predefined operational criteria. Variables were analyzed descriptively to estimate the distribution of individual vulnerabilities and the overall burden of frailty.
Results:
Preliminary analysis reveals significant clinical heterogeneity within the study population. A substantial proportion of patients exhibit impairments across multiple domains, even in the absence of clinically evident frailty according to traditional scales. Functional, nutritional, and psychological domains are frequently involved, suggesting that perioperative vulnerability cannot be adequately captured by a single parameter. The observation of a cumulative deficit burden in a considerable proportion of patients supports the hypothesis that multidimensional frailty is a common condition among individuals undergoing major elective surgery.
Conclusions:
Multidimensional frailty emerges as a clinically relevant condition in the surgical population studied. The systematic integration of a multidomain screening approach into preoperative anesthesiologic evaluation appears feasible and allows identification of vulnerabilities that may not be detected through traditional risk stratification models. This approach may promote a more personalized perioperative care strategy, focused on the early identification of potentially modifiable conditions and optimization of the surgical pathway. In the surgical patient, frailty is not a static label but a dynamic dimension that becomes visible only when observed through a truly multidimensional lens.
L’invecchiamento progressivo della popolazione e l’aumento della complessità clinica dei pazienti candidati a chirurgia maggiore rappresentano una delle principali sfide della medicina perioperatoria contemporanea. I tradizionali modelli di stratificazione del rischio, basati prevalentemente sull’età cronologica, sulle comorbidità e sulla classificazione ASA, risultano spesso insufficienti a descrivere la reale vulnerabilità del paziente. La fragilità è oggi riconosciuta come una condizione di aumentata suscettibilità allo stress chirurgico, determinata da una riduzione della riserva fisiologica e dalla compromissione di più sistemi d’organo. Tuttavia, nella pratica anestesiologica quotidiana, la sua valutazione rimane frequentemente limitata a strumenti unidimensionali o a un giudizio clinico non strutturato, con il rischio di sottostimare vulnerabilità potenzialmente modificabili.
Obiettivo:
Il presente studio si propone di stimare la prevalenza della fragilità multidimensionale nei pazienti candidati a chirurgia maggiore elettiva, adottando un approccio di screening strutturato e integrato nella valutazione anestesiologica preoperatoria.
Metodi:
È stato condotto uno studio osservazionale prospettico monocentrico presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Sono stati inclusi pazienti adulti sottoposti a valutazione anestesiologica preoperatoria per interventi di chirurgia maggiore elettiva. A ciascun paziente è stato somministrato uno screening multidominio comprendente strumenti validati per l’analisi dei principali ambiti di vulnerabilità: capacità funzionale (Duke Activity Status Index), fragilità fisica (Clinical Frailty Scale), livello di attività fisica abituale (IPAQ–Short Form), stato nutrizionale (PG-SGA Short Form), dominio psicologico (Hospital Anxiety and Depression Scale), presenza di dolore con interferenza funzionale e anemia. La fragilità multidimensionale è stata definita come la presenza concomitante di alterazioni in più domini, secondo criteri operativi predefiniti. Le variabili sono state analizzate in forma descrittiva al fine di stimare la distribuzione delle singole vulnerabilità e del carico complessivo di fragilità.
Risultati:
L’analisi preliminare evidenzia una significativa eterogeneità clinica della popolazione studiata. Una quota rilevante di pazienti presenta alterazioni in più domini, anche in assenza di una fragilità clinicamente evidente secondo scale tradizionali. I domini funzionale, nutrizionale e psicologico risultano frequentemente coinvolti, suggerendo che la vulnerabilità perioperatoria non sia riconducibile a un singolo parametro. L’osservazione di un carico cumulativo di deficit in una proporzione consistente di pazienti rafforza l’ipotesi che la fragilità multidimensionale rappresenti una condizione frequente nella chirurgia maggiore elettiva.
Conclusioni:
La fragilità multidimensionale emerge come una realtà clinica rilevante nella popolazione chirurgica studiata. L’integrazione sistematica di uno screening multidominio nella valutazione anestesiologica preoperatoria appare fattibile e consente di intercettare vulnerabilità non sempre evidenti con i modelli tradizionali di stratificazione del rischio. Tale approccio può favorire una medicina perioperatoria più personalizzata, orientata all’identificazione precoce di condizioni potenzialmente modificabili e all’ottimizzazione del percorso chirurgico. Nel paziente chirurgico, la fragilità non è un’etichetta statica, ma una dimensione dinamica che diventa visibile solo quando osservata attraverso una lente realmente multidimensionale.
Background:
The progressive aging of the population and the increasing clinical complexity of patients undergoing major surgery represent one of the main challenges in contemporary perioperative medicine. Traditional risk stratification models, primarily based on chronological age, comorbidities, and ASA classification, are often insufficient to accurately describe a patient’s true vulnerability. Frailty is now recognized as a condition of increased susceptibility to surgical stress, resulting from reduced physiological reserve and multisystem impairment. However, in daily anesthesiology practice, its assessment frequently remains limited to unidimensional tools or unstructured clinical judgment, with the risk of underestimating potentially modifiable vulnerabilities.
Objective:
The present study aims to estimate the prevalence of multidimensional frailty in patients undergoing major elective surgery, adopting a structured screening approach integrated into routine preoperative anesthesiologic evaluation.
Methods:
A prospective single-center observational study was conducted at the Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Adult patients undergoing preoperative anesthesiology assessment for major elective surgery were included. Each patient completed a multidomain screening battery incorporating validated instruments to assess key areas of vulnerability: functional capacity (Duke Activity Status Index), physical frailty (Clinical Frailty Scale), habitual physical activity level (IPAQ–Short Form), nutritional status (PG-SGA Short Form), psychological domain (Hospital Anxiety and Depression Scale), pain with functional interference, and anemia. Multidimensional frailty was defined as the concurrent presence of impairments across multiple domains according to predefined operational criteria. Variables were analyzed descriptively to estimate the distribution of individual vulnerabilities and the overall burden of frailty.
Results:
Preliminary analysis reveals significant clinical heterogeneity within the study population. A substantial proportion of patients exhibit impairments across multiple domains, even in the absence of clinically evident frailty according to traditional scales. Functional, nutritional, and psychological domains are frequently involved, suggesting that perioperative vulnerability cannot be adequately captured by a single parameter. The observation of a cumulative deficit burden in a considerable proportion of patients supports the hypothesis that multidimensional frailty is a common condition among individuals undergoing major elective surgery.
Conclusions:
Multidimensional frailty emerges as a clinically relevant condition in the surgical population studied. The systematic integration of a multidomain screening approach into preoperative anesthesiologic evaluation appears feasible and allows identification of vulnerabilities that may not be detected through traditional risk stratification models. This approach may promote a more personalized perioperative care strategy, focused on the early identification of potentially modifiable conditions and optimization of the surgical pathway. In the surgical patient, frailty is not a static label but a dynamic dimension that becomes visible only when observed through a truly multidimensional lens.
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