Tesi etd-02162026-151834 |
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Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca
Autore
LIONETTI, MICHELE
URN
etd-02162026-151834
Titolo
PROCESSO AGLI OGGETTI, AGLI ANIMALI E CONTRO IGNOTI, IN GRECIA: IL TRIBUNALE DEL PRITANEO. AI MARGINI DEL DIRITTO ANTICO
Settore scientifico disciplinare
L-FIL-LET/02 - LINGUA E LETTERATURA GRECA
Corso di studi
SCIENZE DELL'ANTICHITA' E ARCHEOLOGIA
Relatori
tutor Prof.ssa Giordano, Manuela
Parole chiave
- anthropology
- antropologia
- diritto greco
- filologia greca. ancient greek law
- greek philology.
- ontological turn
- retorica
- rhetoric
Data inizio appello
10/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/04/2029
Riassunto (Inglese)
The dissertation investigates the function of the Athenian court of the Prytaneion, which had jurisdiction over cases of homicide committed by inanimate objects, animals, or unknown perpetrators—an area largely neglected by scholarship, where the court has often been dismissed as merely “ancillary.” The aim is to restore its juridical, religious, and anthropological centrality. The Introduction establishes the theoretical framework, engaging with the Ontological Turn and Actor‑Network Theory, which attribute agency to both objects and animals. The first chapter reconstructs the legal framework of homicide in fifth‑century BCE Athens and examines the sources on the Prytaneion, with a comparison to the Roman actio de pauperie. The second chapter addresses phonos adelos (homicide by an unknown killer), analyzing forensic oratory, historiography, and tragedy, especially Sophocles’ Oedipus Rex. The third and fourth chapters explore the concept of miasma and the metaphor of the pharmakos, highlighting the interplay between religious belief and judicial practice. The fifth chapter offers a philosophical‑anthropological interpretation grounded in thymos as a principle of imputability extending to non‑human agents, outlining an interconnected cosmology. The sixth presents documented case studies of trials against animals and objects; the seventh investigates their mythic‑ritual origins, with particular attention to the Bouphonia. Appendices complete the work on ancient greek law.
Riassunto (Italiano)
La tesi indaga la funzione del tribunale ateniese del Pritaneo, competente per omicidi commessi da oggetti inanimati, animali o autori ignoti, ambito finora marginalizzato dagli studi, che lo hanno spesso considerato un organo “di appendice”. L’obiettivo è restituirne la centralità giuridica, religiosa e antropologica.
La Premessa definisce le coordinate teoriche, dialogando con l’Ontological Turn e l’Actor‑Network Theory, che riconoscono agency anche a oggetti e animali. Il primo capitolo ricostruisce il quadro dell’omicidio ad Atene, i tribunali del V sec. a.C. e le fonti sul Pritaneo, con un confronto con l’actio de pauperie romana. Il secondo affronta il φόνος ἄδηλος, analizzando fonti oratorie, storiografiche e tragiche (in particolare l’Edipo re). I capitoli terzo e quarto esaminano il concetto di μίασμα e la metafora del φαρμακός, mostrando l’intreccio tra dimensione religiosa e pratica giudiziaria. Il quinto propone un’interpretazione filosofico‑antropologica fondata sul θυμός come principio di imputabilità anche per agenti non umani, delineando una cosmologia interconnessa. Il sesto raccoglie casi attestati di processi ad animali e oggetti; il settimo ne indaga l’origine mitico‑rituale, con attenzione alle Bufonie. Completano il lavoro alcune appendici sul diritto attico.
La Premessa definisce le coordinate teoriche, dialogando con l’Ontological Turn e l’Actor‑Network Theory, che riconoscono agency anche a oggetti e animali. Il primo capitolo ricostruisce il quadro dell’omicidio ad Atene, i tribunali del V sec. a.C. e le fonti sul Pritaneo, con un confronto con l’actio de pauperie romana. Il secondo affronta il φόνος ἄδηλος, analizzando fonti oratorie, storiografiche e tragiche (in particolare l’Edipo re). I capitoli terzo e quarto esaminano il concetto di μίασμα e la metafora del φαρμακός, mostrando l’intreccio tra dimensione religiosa e pratica giudiziaria. Il quinto propone un’interpretazione filosofico‑antropologica fondata sul θυμός come principio di imputabilità anche per agenti non umani, delineando una cosmologia interconnessa. Il sesto raccoglie casi attestati di processi ad animali e oggetti; il settimo ne indaga l’origine mitico‑rituale, con attenzione alle Bufonie. Completano il lavoro alcune appendici sul diritto attico.
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La tesi non è consultabile. |
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