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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02152012-183747


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
SALVADORI, CRISTINA
URN
etd-02152012-183747
Titolo
Studio del calcolo mentale in individui vedenti e non vedenti. Correlazione con i processi spaziali e di memoria
Dipartimento
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
PSICOLOGIA CLINICA E DELLA SALUTE
Relatori
relatore Prof. Ricciardi, Emiliano
Parole chiave
  • calcolo mentale
  • non vedenti
Data inizio appello
05/03/2012
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
05/03/2052
Riassunto
In questo lavoro di tesi ci siamo posti l’obiettivo di comprendere quale ruolo possa rivestire la vista nell’apprendimento della matematica, o se quest’ultima possa essere appresa in modo funzionale anche in assenza di esperienza visiva, semplicemente facendo affidamento sui restanti canali sensoriali intatti e su abilità cognitive che prescindono dalla percezione. Per fare questo, è stato condotto uno studio comportamentale esplorativo, in cui abbiamo chiesto a volontari vedenti e ciechi di eseguire alcuni calcoli mentali di base, comprendenti addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni, e di sottoporsi a test cognitivi utili a comprendere se vi fosse un ruolo della memoria di lavoro verbale spaziale e di cifre nella loro prestazione matematica. Ci siamo posti anche l’obiettivo di valutare le strategie utilizzate dai soggetti per risolvere il quesito matematico. Quest’ultimo aspetto non è mai stato indagato in letteratura nel cieco, mentre per quanto riguarda i vedenti, diversi studi ci dicono che, a seconda della strategia di calcolo usata, la velocità di risposta e l’accuratezza possono cambiare (Imbo e coll., 2007; LeFevre e Bisanz, 1986; LeFevre e coll., 1996a,b). La letteratura corrente ci dice (es. Campbell e Xue, 2001) che le strategie più usate sono due, una, più automatica e una, in cui il calcolo viene scomposto in più passaggi, detta procedurale. I soggetti che utilizzano prevalentemente quella automatica anche per compiti più complessi, danno risposte più veloci e accurate.
I risultati emersi suggeriscono la possibilità che vedenti e non vedenti non differiscano nelle prestazioni e che, quindi, il canale visivo non sia determinante in questo senso. Non solo, ma i due gruppi non evidenziano neppure distinzioni a livello della memoria a breve termine verbale e spaziale.
Le prestazioni di memoria di lavoro, qui considerata nelle componenti verbali, spaziali e per le cifre coinvolte nel calcolo mentale, in generale, non risultano connesse neppure con le prestazioni matematiche dei volontari. Quindi possiamo escludere un ruolo sostanziale della memoria di lavoro nell’esecuzione dei calcoli mentali qui proposti.
Inoltre, i volontari che hanno commesso meno errori nel calcolo mentale si sono dimostrati anche i più veloci nell’esecuzione delle addizioni e delle moltiplicazioni ed hanno dimostrato una tendenza ad utilizzare significativamente più spesso strategie automatizzate per risolvere le moltiplicazioni. Il che ci fa dedurre che chi è più bravo sia anche più veloce e apre un interrogativo sul ruolo della strategia di calcolo.
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