logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02092026-083229


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
CONTI, MATTIA
URN
etd-02092026-083229
Titolo
Gestione in pronto soccorso dello scompenso cardiaco: a confronto metodo AOUP vs NOA
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
MEDICINA D'EMERGENZA URGENZA
Relatori
relatore Prof. Ghiadoni, Lorenzo
correlatore Dott.ssa Barbieri, Greta
Parole chiave
  • scompenso cardiaco; congestive heart failure
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Lo scompenso cardiaco risulta una tra le maggiori cause di morbilità e mortalità riscontrate nel Mondo Occidentale, con una prevalenza negli anziani.
Costituisce una patologia a carattere cronico, il cui riscontro è molto frequente nella
pratica clinica, anche in regime di emergenza-urgenza.
Come altre condizioni cliniche, lo scompenso rientra fra quelle la cui incidenza ha visto un aumento importante negli ultimi decenni, con una previsione futura che pare mantenere il medesimo trend, a causa dell’invecchiamento della popolazione, garantito dal miglioramento della sopravvivenza.
Dal momento dell’accesso in Pronto Soccorso è fondamentale per questi pazienti giungere a diagnosi precoce: questo risultato comporta la necessità di utilizzo di un insieme di metodologie cliniche, laboratoristiche e diagnostiche-strumentali
Questo lavoro mira ad analizzare i dati raccolti nell’ambito del protocollo LUNGUIDE, un
progetto di ricerca attualmente in corso presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria
Pisana, e a metterli a confronto con i pazienti ricevuto invece in seno al PS del Nuovo Ospedale Apuano
In questo studio abbiamo preso in valutazione i pazienti che hanno ricevuto
diagnosi di Scompenso Cardiaco Acuto in Pronto Soccorso e che sono stati
successivamente ricoverati nel reparto di PS/OBI Massa nel periodo Gennaio 2025-Giugno 2025.
In particolare, si valuta il risultato in termini di:
1) LUS SCORE in ingresso
2) fattori dipendenti e indipendenti dei due gruppi differenti, denominati rispettivamente “studio” e “controllo”
Quando si parla di Scompenso Cardiaco (SC), indicato come Heart Failure (HF) nei paesi anglosassoni, si parla di una condizione medica la cui definizione clinica si è via via evoluta da quando Thomas Lewis, nel 1933, la definì come «Una condizione in cui il cuore non riesce a scaricare correttamente
il proprio contenuto» [1].
Da allora la definizione è andata mutando e arricchendosi grazie all’evoluzione dello studio di questa condizione patologica.
Lo scompenso cardiaco, secondo la definizione classica data da Braunwald nel 1980, era definito come “uno stato para-fisiologico in cui un’anomala funzionalità cardiaca era causa di un’incapacità del cuore di pompare sangue in modo adeguato rispetto alle richieste del metabolismo dei vari tessuti” [2].
Secondo ACC (American College of Cardiology) / AHA (American Heart Association) lo scompenso cardiaco è una sindrome, caratterizzata da segni e sintomi derivanti o da deficit strutturali o da un inadeguato riempimento ventricolare sinistro o da difetti di eiezione del sangue.
Secondo le più recenti linee guida ESC (European Society of Cardiology) lo scompenso cardiaco è definibile come una sindrome clinica che si presenta con sintomi e segni clinici peculiari.
Fra i sintomi tipici dello SC si hanno la dispnea, gli edemi declivi (in genere perimalleolari) e l’affaticabilità mentre segni tipici sono il turgore giugulare, i rantoli polmonari e l’edema periferico.
Alla base di queste manifestazioni le linee guida ESC evidenziano anomalie cardiache strutturali e/o funzionali, con aumento delle pressioni intracardiache e/o un’inadeguata portata cardiaca che si manifesta a riposo e/o sotto sforzo
File