Tesi etd-02072026-190157 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
DIMITA, GIUSEPPE
URN
etd-02072026-190157
Titolo
Sostenibilità della transizione ecologica nel settore automotive
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
COMUNICAZIONE D'IMPRESA E POLITICA DELLE RISORSE UMANE
Relatori
relatore Prof. Villa, Matteo
Parole chiave
- Automotive
- Elettrificazione
- Sostenibilità
- Transizione ecologica
Data inizio appello
23/02/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Questo lavoro di tesi analizza il tema della transizione ecologica in relazione alla tutela ambientale
assieme alla sopravvivenza di un settore importante come quello dell’automotive, valutandone gli
aspetti economici e sociali ad essa collegate.
L’Unione Europea si è posta, come obiettivo prioritario, quello della transizione ecologica,
dotandosi di un obbligo giuridicamente vincolante, ovvero la ‘Legge Europea sul Clima’, che punti
alla neutralità climatica seguendo una logica di just transition.
La strategia seguita è quella definita nel Green Deal, vero e proprio motore della trasformazione
europea. In particolare, l’attenzione viene posta sul settore automotive, pilastro industriale ed
economico ma, rispetto ad altri settori presi in considerazione, con una tendenza crescente nelle
emissioni annue. Per far fronte al problema, nel pacchetto ‘Fit for 55’ viene adottato lo stop alle
immatricolazioni dei veicoli a motore endotermico dal 1° gennaio 2035.
La direzione intrapresa è quella dell’elettrificazione, il cui vantaggio ambientale rispetto al motore
endotermico è dimostrato grazie al Life Cycle Assessment che mostra il suo impatto zero allo
scarico con, però, un’impronta ambientale importante durante la fase di produzione per via delle
risorse necessarie, alle quali si legano problemi di approvvigionamento e dipendenza geopolitica, in
particolare dalla Cina.
La ricerca evidenzia come l’elettrificazione del parco auto non possa essere l’unica soluzione al
problema, ma risulti necessario ragionare in termini di mobilità, con un approccio
multidimensionale, sia valutando gli aspetti sociali del fenomeno, in cui i costi possono generare
fenomeni di ‘povertà di mobilità’, sia superando il ruolo della centralità dell’auto privata, favorendo
l’integrazione con gli altri utenti della strada.
Infine, si è analizzato l’impatto occupazionale, partendo dal mercato europeo attuale e
confrontandolo con il contesto italiano, individuando nell’innovazione la strada giusta per sostenere
un livello di occupazione in grado di supportare la transizione, a cui si lega la necessità di un piano
di formazione adatto a costruire le competenze necessarie per sostenere la nuova industria, citando
il caso della Gigafactory di Termoli come esempio concreto.
La conclusione di questo lavoro valuta come la transizione sia sostenibile se ragionata in maniera
sistemica, in quanto le parti coinvolte sono tra loro direttamente collegate, con il rischio di un
fallimento che diventa concreto nel momento in cui non si riesca a creare un equilibrio tra
sostenibilità ambientale, economica e sociale.
assieme alla sopravvivenza di un settore importante come quello dell’automotive, valutandone gli
aspetti economici e sociali ad essa collegate.
L’Unione Europea si è posta, come obiettivo prioritario, quello della transizione ecologica,
dotandosi di un obbligo giuridicamente vincolante, ovvero la ‘Legge Europea sul Clima’, che punti
alla neutralità climatica seguendo una logica di just transition.
La strategia seguita è quella definita nel Green Deal, vero e proprio motore della trasformazione
europea. In particolare, l’attenzione viene posta sul settore automotive, pilastro industriale ed
economico ma, rispetto ad altri settori presi in considerazione, con una tendenza crescente nelle
emissioni annue. Per far fronte al problema, nel pacchetto ‘Fit for 55’ viene adottato lo stop alle
immatricolazioni dei veicoli a motore endotermico dal 1° gennaio 2035.
La direzione intrapresa è quella dell’elettrificazione, il cui vantaggio ambientale rispetto al motore
endotermico è dimostrato grazie al Life Cycle Assessment che mostra il suo impatto zero allo
scarico con, però, un’impronta ambientale importante durante la fase di produzione per via delle
risorse necessarie, alle quali si legano problemi di approvvigionamento e dipendenza geopolitica, in
particolare dalla Cina.
La ricerca evidenzia come l’elettrificazione del parco auto non possa essere l’unica soluzione al
problema, ma risulti necessario ragionare in termini di mobilità, con un approccio
multidimensionale, sia valutando gli aspetti sociali del fenomeno, in cui i costi possono generare
fenomeni di ‘povertà di mobilità’, sia superando il ruolo della centralità dell’auto privata, favorendo
l’integrazione con gli altri utenti della strada.
Infine, si è analizzato l’impatto occupazionale, partendo dal mercato europeo attuale e
confrontandolo con il contesto italiano, individuando nell’innovazione la strada giusta per sostenere
un livello di occupazione in grado di supportare la transizione, a cui si lega la necessità di un piano
di formazione adatto a costruire le competenze necessarie per sostenere la nuova industria, citando
il caso della Gigafactory di Termoli come esempio concreto.
La conclusione di questo lavoro valuta come la transizione sia sostenibile se ragionata in maniera
sistemica, in quanto le parti coinvolte sono tra loro direttamente collegate, con il rischio di un
fallimento che diventa concreto nel momento in cui non si riesca a creare un equilibrio tra
sostenibilità ambientale, economica e sociale.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Giuseppe...otive.pdf | 3.33 Mb |
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