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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02072026-112718


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
CALCINA, ANITA
URN
etd-02072026-112718
Titolo
Sostenibilità e competitività nella nautica di lusso: il caso Sanlorenzo Yacht alla luce della Blue Economy
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Relatori
relatore Prof.ssa Talarico, Lucia
Parole chiave
  • Blue economy
  • competitiveness
  • competitività
  • innovazione sostenibile
  • luxury yachting
  • nautica di lusso
  • nautical industry
  • Sanlorenzo Yacht
  • sostenibilità
  • sustainability
  • sustainable innovation
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L’obiettivo di questo elaborato è l’approfondimento sulla necessaria integrazione del paradigma della Blue Economy all'interno della gestione aziendale, andando ad esplorare come la tutela degli ecosistemi marini possa trasformarsi in un motore di crescita economica e occupazionale (Pauli, 2010).
L’ambiente marino ha subito un profondo cambiamento cessando di essere considerato un semplice scenario per le attività umane o un serbatoio di risorse da sfruttare passivamente, per divenire il fulcro di un nuovo modello di sviluppo globale, noto come Blue Economy.
Questo paradigma, consolidatosi attraverso la Blue Growth Strategy dell'Unione Europea e l'integrazione con l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, propone una visione in cui la tutela degli oceani e la crescita economica non sono più obiettivi in conflitto, ma variabili strettamente interdipendenti.
Come teorizzato da Gunter Pauli, la Blue Economy invita a emulare gli ecosistemi naturali (biomimesi) per trasformare le criticità ambientali in driver di crescita economica e occupazionale, andando a puntare alla creazione di sistemi produttivi a scarto zero.
Il fulcro della ricerca risiede nella tesi che la sostenibilità ambientale non sia un obiettivo perseguibile isolatamente, ma debba necessariamente essere supportata ed integrata da una solidità economico-finanziaria.
Spostando l'attenzione sulla gestione d'impresa, il lavoro mette in evidenza il superamento della tradizionale Shareholder Theory (Friedman, 1970), focalizzata sulla massimizzazione del profitto nel breve termine, a favore della Stakeholder Theory (Freeman, 1984), che pone al centro la creazione di valore condiviso per tutti i portatori d'interesse.
Ne deriva che la tecnica di analisi di bilancio non può limitarsi ai soli indici di redditività e solidità, ma devono necessariamente integrare le metriche ESG per riflettere il reale profilo di rischio e opportunità di un'impresa.
Analizzando il framework introdotto da Gunter Pauli insieme ai dati contabili, emerge chiaramente come le realtà del settore marittimo siano state capaci di trasformare le sfide ambientali in opportunità di sviluppo economico e creazione di nuovi posti di lavoro.
Tuttavia, ciò appare particolarmente complesso all’interno del settore nautico, dove gli sforzi verso la decarbonizzazione devono scontrarsi con un significativo decalage normativo: l’innovazione tecnologica corre più velocemente dei protocolli di sicurezza internazionale (come il Codice IMO), che faticano a recepire le nuove motorizzazioni alternative, rallentando così l’industrializzazione delle soluzioni a zero emissioni.
Il focus operativo dell'elaborato è dedicato al caso studio Sanlorenzo Yacht, eccellenza della cantieristica italiana. La sua storia, iniziata nel 1958, testimonia la capacità di evolvere da una dimensione puramente artigianale a una realtà industriale globale, mantenendo intatta l’esclusività del prodotto "su misura".
Attualmente, l’azienda è impegnata nel raggiungimento della transizione energetica all’interno del settore dello yachting di alta gamma.
In particolare, vengono esaminate le iniziative strategiche contenute nel programma "Road to 2030", tra cui il varo del primo superyacht alimentato a metanolo verde (50Steel) per la generazione di energia a bordo, soluzione che permette una riduzione delle emissioni climalteranti fino all'80%.
Grazie, all'adozione anticipata delle direttive europee sulla rendicontazione non finanziaria (CSRD) e il principio della doppia materialità, l'azienda dimostra come sia possibile allineare la gestione operativa agli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, trasformando la sostenibilità da costo accessorio a pilastro di una strategia di crescita resiliente.
In conclusione, i risultati dell’elaborato dimostrano che la sostenibilità, se correttamente integrata nel modello di business, cessa di essere un solo costo di conformità per diventare una leva di differenziazione competitiva fondamentale.
La finanza sostenibile e la rendicontazione ESG si configurano come strumenti indispensabili per mitigare i rischi legati alla transizione energetica, garantendo la resilienza del sistema-impresa e assicurando la creazione di valore economico e reputazionale nel lungo periodo.

The objective of this paper is to examine the necessary integration of the Blue Economy paradigm within corporate management, exploring how the protection of marine ecosystems can be transformed into a driver for economic and employment growth (Pauli, 2010). The marine environment has undergone a profound shift, ceasing to be viewed as a mere backdrop for human activity or a reservoir of resources to be passively exploited; instead, it has become the focal point of a new global development model known as the Blue Economy.
This paradigm, consolidated through the European Union’s Blue Growth Strategy and its integration with the United Nations’ 2030 Agenda, proposes a vision in which ocean conservation and economic growth are no longer conflicting objectives, but rather strictly interdependent variables. As theorized by Gunter Pauli, the Blue Economy encourages the emulation of natural ecosystems (biomimicry) to transform environmental challenges into drivers of economic and job growth, aiming for the creation of zero-waste production systems.
The core of this research lies in the thesis that environmental sustainability is not an objective to be pursued in isolation; it must necessarily be supported and integrated by economic and financial solidity. Shifting the focus to business management, this work highlights the transition from traditional Shareholder Theory (Friedman, 1970), which focuses on short-term profit maximization, toward Stakeholder Theory (Freeman, 1984), which prioritizes the creation of shared value for all stakeholders. Consequently, financial statement analysis techniques cannot be limited solely to profitability and solvency ratios; they must integrate ESG metrics to reflect a company's true risk and opportunity profile.
By analyzing the framework introduced by Gunter Pauli alongside accounting data, it becomes clear how entities in the maritime sector have been able to convert environmental challenges into opportunities for economic development and job creation. However, this appears particularly complex within the nautical sector, where decarbonization efforts must contend with a significant regulatory gap: technological innovation is moving faster than international safety protocols (such as the IMO Code), which struggle to incorporate new alternative propulsion systems, thereby slowing the industrialization of zero-emission solutions.
The operational focus of this paper is dedicated to the Sanlorenzo Yacht case study, a pinnacle of Italian shipbuilding excellence. Its history, beginning in 1958, testifies to the ability to evolve from a purely artisanal dimension to a global industrial reality while maintaining the exclusivity of the "made-to-measure" product. Currently, the company is committed to achieving the energy transition within the high-end yachting sector. Specifically, the strategic initiatives within the "Road to 2030" program are examined, including the launch of the first superyacht powered by green methanol (50Steel) for on-board power generation, a solution that allows for a reduction in climate-altering emissions of up to 80%.
Through the early adoption of European directives on non-financial reporting (CSRD) and the principle of double materiality, the company demonstrates how it is possible to align operational management with the UN 2030 Agenda goals, transforming sustainability from an incidental cost into a pillar of a resilient growth strategy.
In conclusion, the results of this study demonstrate that sustainability, when correctly integrated into the business model, ceases to be merely a compliance cost and becomes a fundamental lever for competitive differentiation. Sustainable finance and ESG reporting emerge as indispensable tools for mitigating risks related to the energy transition, ensuring the resilience of the corporate system and securing the creation of economic and reputational value in the long term.
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