Tesi etd-02072026-092727 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
BELLUCCI, FRANCESCO JORIS
URN
etd-02072026-092727
Titolo
L'esclusiva dei diritti audiovisivi per le manifestazioni calcistiche: tra interessi economici e garanzia del diritto all'informazione dei cittadini
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
COMUNICAZIONE D'IMPRESA E POLITICA DELLE RISORSE UMANE
Relatori
relatore Prof. Lo Calzo, Antonello
Parole chiave
- caso Dazn
- consumer protection
- decreto Melandri
- diritti audiovisivi sportivi
- diritti dell'informazione
- diritto dell'Unione europea
- esclusive
- listed events
- right to information
- sports media rights
- tutela del consumatore
Data inizio appello
23/02/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L'elaborato affronta il tema dei diritti audiovisivi delle competizioni sportive, collocandoli all'interno del più ampio quadro del diritto all'informazione e del rapporto, spesso complesso, tra interessi economici e diritti dei cittadini. L'obiettivo è quello di provare a comprendere se l'attuale assetto del sistema mediatico, in ambito sportivo, sia in grado di conciliare le esigenze del mercato con la necessità di garantire un accesso equo alle informazioni. Il punto di partenza dell'analisi è rappresentato dall'articolo 21 della Costituzione italiana, simbolo della tutela della libertà di espressione e fondamento giuridico del diritto all'informazione in ambito nazionale. A partire da questo punto di riferimento, il lavoro ricostruisce il progressivo sviluppo delle garanzie informative, sia nell'ordinamento nazionale sia nel contesto europeo. In tale prospettiva, il diritto all'informazione non viene trattato solo come una libertà individuale, ma come il presupposto essenziale del pluralismo mediatico, ritenuto indispensabile per il corretto funzionamento della struttura democratica. La possibilità di accedere a contenuti diversificati assume quindi un valore pubblico, oltre che commerciale. Una parte rilevante dell'elaborato è dedicata all'evoluzione storica del rapporto tra sport e mezzi di comunicazione in Italia. Dalle prime trasmissioni fino alla diffusione del mezzo televisivo, il calcio è progressivamente entrato nella quotidianità degli italiani, diventando un simbolo popolare del Paese. La svolta decisiva, però, si è avuta con lo sviluppo della televisione commerciale, che ha trasformato lo sport in un vero e proprio prodotto economico, capace di generare profitti in costante crescita. Questo processo ha reso necessaria l'introduzione di una regolamentazione più chiara in modo da disciplinare la vendita e la gestione dei diritti audiovisivi. In questo contesto si inserisce il Decreto Legislativo n.8 del 2008, noto come Decreto Melandri, che rappresenta ancora oggi il principale riferimento normativo del settore. Il provvedimento ha introdotto il principio della commercializzazione collettiva dei diritti, stabilendo una contitolarità tra la Lega Calcio e le società sportive professionistiche partecipanti ai campionati nazionali. Tale modello ha consentito una ripartizione più equilibrata delle risorse economiche rispetto al passato, quando i club più rilevanti detenevano un potere contrattuale nettamente superiore. L'intervento normativo ha quindi contribuito a rafforzare la stabilità finanziaria complessiva del sistema calcistico. Tuttavia, accanto agli effetti positivi sul piano economico, la nuova disciplina ha favorito una crescente frammentazione dell'offerta televisiva. I diritti delle competizioni, infatti, sono stati progressivamente suddivisi tra diversi operatori, rendendo più complessa la fruizione degli eventi per il pubblico. Questo fenomeno si è accentuato ancor di più con l'innovazione tecnologica e con l'ingresso di nuove emittenti all'interno del mercato audiovisivo sportivo. Particolare attenzione, nella parte finale, viene dedicata al ruolo delle piattaforme di streaming, tra cui spicca DAZN, che nel corso degli anni ha assunto un ruolo centrale nella distribuzione audiovisiva degli eventi sportivi. L'affermazione dei nuovi operatori digitali ha modificato profondamente le modalità di consumo dello sport, infatti, la visione non avviene più soltanto tramite il tradizionale mezzo televisivo, ma sempre più attraverso internet e i servizi in abbonamento. Da qui nasce il nodo centrale dell'analisi: la tutela dei consumatori e, più in generale, dei cittadini. Formalmente, le normative nazionali ed europee continuano a garantire numerose protezioni e tutele, come il diritto di cronaca e l'accesso alle informazioni essenziali sugli eventi sportivi (risultati, immagini salienti, sintesi...). Questi strumenti assicurano che l'interesse pubblico verso manifestazioni di grande rilevanza non venga completamente subordinato alle logiche commerciali. Nonostante ciò, permangono diverse criticità, infatti, la moltiplicazione degli abbonamenti necessari per seguire integralmente le competizioni, unita alla dispersione dei contenuti su piattaforme differenti, rischia di limitare fortemente l'accessibilità complessiva dell'informazione sportiva. In altre parole, pur essendo giuridicamente garantito, l'accesso effettivo può risultare economicamente oneroso e difficilmente sostenibile per una parte significativa della popolazione. L'elaborato si conclude evidenziando come il sistema attuale sia attraversato da una tensione costante tra due poli contrapposti: da un lato il mercato, che spinge verso il consolidamento del sistema delle esclusive e la massimizzazione dei ricavi; dall'altro la necessità di preservare i diritti fondamentali dei cittadini, come quello all'informazione. L'evoluzione tecnologica e commerciale del settore rende quindi indispensabile un monitoraggio continuo e, se necessario, nuovi interventi regolatori, affinché lo sport continui a svolgere la sua funzione sociale e culturale.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Francesc...trale.pdf | 751.40 Kb |
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