Tesi etd-02062026-201034 |
Link copiato negli appunti
Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
VIMERCATI, MARTA MARIAELENA
URN
etd-02062026-201034
Titolo
Il trattamento chirurgico del carcinoma mammario all'interno della Breast Unit di un centro di secondo livello.
La nostra esperienza nell'ultimo anno.
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
CHIRURGIA GENERALE
Relatori
relatore Prof. Puccini, Marco
correlatore Dott. Francesconi, Duilio
correlatore Dott. Francesconi, Duilio
Parole chiave
- breast unit
- carcinoma mammario
- chirurgia della mammella
- multidisciplinare
- tumore della mammella
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
INTRODUZIONE
Il carcinoma della mammella è una neoplasia molto frequente, la più diagnosticata nelle donne; un tumore maligno ogni tre (28%) è un carcinoma mammario. Fortunatamente anche il suo outcome è in costante miglioramento, con una sopravvivenza a 10 anni di circa l’80% grazie principalmente allo screening su larga scala che permette di fare diagnosi precoce; anche il risultato estetico è in grande miglioramento per l’approccio chirurgico sempre più conservativo e all’oncoplastica.
La patologia mammaria, a causa della sua larga diffusione, ha molteplici implicazioni non solo mediche, ma anche psicologiche, gestionali, emotive. Il recente riconoscimento delle forme ereditarie, geneticamente trasmesse di tumore mammario ed ovarico ha comportato l’introduzione id percorsi di consulenza genetica nei soggetti a rischio. Per tutti questi aspetti la gestione dei pazienti con carcinoma della mammella necessita di un coinvolgimento multidisciplinare. Questa esigenza ha determinato la nascita delle “Breast Unit” per come le conosciamo ai giorni nostri. Per essere definita tale un’equipe necessita di un chirurgo con almeno 50 interventi annuali di chirurgia oncologica della mammella, un team dedicato di radiologi specializzati in radiodiagnostica mammaria, oncologi e anatomopatologi dedicati, psicologi e infermieri specializzati che si occupino del data managing e della comunicazione con le pazienti e i loro familiari, e infine almeno un’associazione benefica non profit che si dedichi alla causa.
Questo gruppo multidisciplinare si riunisce periodicamente per discutere collegialmente la gestione del singolo caso: il programma chirurgico, l’eventuale percorso oncologico neoadiuvante, la sorveglianza e la terapia postoperatoria alla luce dell’esame istologico definivo.
Questa tesi intende valutare i risultati dell’attività della Breast Unit dell’Ospedale Versilia nell’ultimo anno al fine di mettere in luce le problematiche associate alla gestione delle pazienti con carcinoma mammario e trarre spunti per eventuali azioni di miglioramento.
MATERIALI E METODI
Abbiamo condotto uno studio osservazionale retrospettivo nel periodo 01/01/2025 - 01/01/2026 presso la UO di Senologia e Chirurgia Ricostruttiva della Mammella dell’Ospedale Versilia. Nel periodo di studio, la Breast Unit ha gestito 600 pazienti, di cui 216 affette da tumore maligno e sottoposte a trattamento chirurgico iniziale con o senza terapia neoadiuvante, 12 sottoposte a chirurgia profilattica combinata perché portatrici di mutazione genetica, 18 sottoposte a chirurgia ricostruttiva in secondo tempo chirurgico. Le restanti 354 pazienti accedevano per patologia benigna, controllo postchirurgico annuale, visite ambulatoriali post impianto di espansore e/o protesi definitive o monitoraggio di patologie borderline (come le lesioni B3 della mammella).
RISULTATI
Le 216 pazienti affette da patologia maligna e le 34 pazienti in follow-up per patologia benigna B3 con accrescimento dimensionale sono state discusse dal Gruppo Oncologico Multidisciplinare (GOM). Le immagini sono state revisionate da tre Radiologi specializzati in Diagnostica Senologica, i parametri fisiologici e patologici di ogni paziente cosi come i risultati di eventuali biopsie o tipizzazioni sono stati valutati da due Oncologi esperti di tumore della mammella. Inoltre, ogni caso è stato valutato da più Chirurghi Senologi, per la programmazione ambulatoriale e la costruzione di un programma chirurgico tailored sul singolo paziente, basandosi sulle linee guida AIOM per l’indicazione chirurgica, e sulle necessità della paziente per un maggior benessere psicologico postoperatorio. (QoL). Il GOM rivaluta i casi alla luce delle informazioni postoperatorie (come l’esame istologico definitivo del tumore primitivo o del linfonodo sentinella), in base alle quali viene impostato il percorso di cure opportuno. Ad ogni paziente presa in carico dalla nostra Breast Unit sono stati offerti supporto psicologico presso l’ambulatorio di Counselling e Psicoterapia associato alla U.O. e una consulenza gratuita presso l’Estetica Oncologica (associazione che fa parte della Breast Unit), per eventuali trattamenti a supporto del benessere emotivo e psicologico della paziente, e infine un percorso nutrizionale dedicato e in casi selezionati in base all’età e alla patologia, la preservazione della fertilità mediante crioconservazione degli ovuli.
DISCUSSIONE
In Italia, il tumore alla mammella registra oltre 55.000 nuove diagnosi ogni anno, rappresentando circa il 30% di tutti i tumori femminili. È la neoplasia più frequente nelle donne, facendone una priorità sanitaria. I casi sono in lento aumento, anche a causa dell’aumento dell’età media della popolazione e dello screening serrato, ma la mortalità è in calo grazie alla diagnosi precoce e al miglioramento delle terapie.
A questo proposito è fondamentale l’importanza della gestione multidisciplinare delle pazienti con carcinoma della mammella da parte delle varie figure professionali coinvolte. Infatti, il percorso di cura inizia con lo screening sulla popolazione generale, prosegue con la terapia (chirurgica e/o medica) e si conclude solo quando il follow-up è considerato terminato (almeno 6 anni dalla diagnosi, 5 dall’inizio della terapia di mantenimento). Il filo conduttore del percorso è la necessità di porre la donna al centro e permettere, nella maniera più efficace ed efficiente, ai vari Professionisti coinvolti di interagire con la paziente e di confrontarsi fra loro sulle singole decisioni in merito al caso, sostituendo l'opinione singola con il confronto collegiale.
L’overall survival delle pazienti è aumentato del 18% dall’avvento delle Breast Units rispetto ai centri che non disponevano di assetto multidisciplinare; inoltre, nelle Breast Unit la mortalità da ogni causa è diminuita dell’11%, dimostrando un abbattimento della variabilità della mortalità all’interno dei centri. (Kesson EM, Allardice GM, George WD, Burns HJG, Morrison DS. Effects of multidisciplinary team working on breast cancer survival: retrospective, comparative, interventional cohort study of 13 722 women. Br Med J)
L’introduzione delle Breast Unit ha comportato una maggiore accessibilità alle cure e il massimo livello di competenza professionale, come rilevato dalle revisioni della letteratura. Essere presi in carico da una Breast Unit, significa accedere alla qualità più alta possibile e avere il miglior outcome sia a livello di sopravvivenza che di qualità di vita, grazie anche alla coordinazione e alla facilità di comunicazione e confronto fra i vari professionisti, con la possibilità di cure personalizzate fino alla guarigione.
CONCLUSIONI
Il carcinoma mammario è una patologia estremamente diffusa e le Breast Unit rappresentano oggi lo standard di cura ottimale del tumore della mammella, regolata dai Criteri EUSOMA e dalle successive revisioni e contributi. Lo studio osservazionale retrospettivo svolto presso l’Unità Operativa di Chirurgia Senologica dell’Azienda ASL 12 Versilia diretta dal Dott. Duilio Francesconi, coordinatore del Gruppo interdisciplinare di diagnosi e cura della patologia della mammella (Breast Unit) della stessa azienda, ha dimostrato l’aderenza dei trattamenti agli standard di cura presentati dalle linee guida vigenti. Dal punto di vista chirurgico si sottolinea l’importanza di un approccio preferenzialmente conservativo, in linea con la letteratura scientifica attuale, e il beneficio della applicazione dei principi dell’oncoplastica.
Il carcinoma della mammella è una neoplasia molto frequente, la più diagnosticata nelle donne; un tumore maligno ogni tre (28%) è un carcinoma mammario. Fortunatamente anche il suo outcome è in costante miglioramento, con una sopravvivenza a 10 anni di circa l’80% grazie principalmente allo screening su larga scala che permette di fare diagnosi precoce; anche il risultato estetico è in grande miglioramento per l’approccio chirurgico sempre più conservativo e all’oncoplastica.
La patologia mammaria, a causa della sua larga diffusione, ha molteplici implicazioni non solo mediche, ma anche psicologiche, gestionali, emotive. Il recente riconoscimento delle forme ereditarie, geneticamente trasmesse di tumore mammario ed ovarico ha comportato l’introduzione id percorsi di consulenza genetica nei soggetti a rischio. Per tutti questi aspetti la gestione dei pazienti con carcinoma della mammella necessita di un coinvolgimento multidisciplinare. Questa esigenza ha determinato la nascita delle “Breast Unit” per come le conosciamo ai giorni nostri. Per essere definita tale un’equipe necessita di un chirurgo con almeno 50 interventi annuali di chirurgia oncologica della mammella, un team dedicato di radiologi specializzati in radiodiagnostica mammaria, oncologi e anatomopatologi dedicati, psicologi e infermieri specializzati che si occupino del data managing e della comunicazione con le pazienti e i loro familiari, e infine almeno un’associazione benefica non profit che si dedichi alla causa.
Questo gruppo multidisciplinare si riunisce periodicamente per discutere collegialmente la gestione del singolo caso: il programma chirurgico, l’eventuale percorso oncologico neoadiuvante, la sorveglianza e la terapia postoperatoria alla luce dell’esame istologico definivo.
Questa tesi intende valutare i risultati dell’attività della Breast Unit dell’Ospedale Versilia nell’ultimo anno al fine di mettere in luce le problematiche associate alla gestione delle pazienti con carcinoma mammario e trarre spunti per eventuali azioni di miglioramento.
MATERIALI E METODI
Abbiamo condotto uno studio osservazionale retrospettivo nel periodo 01/01/2025 - 01/01/2026 presso la UO di Senologia e Chirurgia Ricostruttiva della Mammella dell’Ospedale Versilia. Nel periodo di studio, la Breast Unit ha gestito 600 pazienti, di cui 216 affette da tumore maligno e sottoposte a trattamento chirurgico iniziale con o senza terapia neoadiuvante, 12 sottoposte a chirurgia profilattica combinata perché portatrici di mutazione genetica, 18 sottoposte a chirurgia ricostruttiva in secondo tempo chirurgico. Le restanti 354 pazienti accedevano per patologia benigna, controllo postchirurgico annuale, visite ambulatoriali post impianto di espansore e/o protesi definitive o monitoraggio di patologie borderline (come le lesioni B3 della mammella).
RISULTATI
Le 216 pazienti affette da patologia maligna e le 34 pazienti in follow-up per patologia benigna B3 con accrescimento dimensionale sono state discusse dal Gruppo Oncologico Multidisciplinare (GOM). Le immagini sono state revisionate da tre Radiologi specializzati in Diagnostica Senologica, i parametri fisiologici e patologici di ogni paziente cosi come i risultati di eventuali biopsie o tipizzazioni sono stati valutati da due Oncologi esperti di tumore della mammella. Inoltre, ogni caso è stato valutato da più Chirurghi Senologi, per la programmazione ambulatoriale e la costruzione di un programma chirurgico tailored sul singolo paziente, basandosi sulle linee guida AIOM per l’indicazione chirurgica, e sulle necessità della paziente per un maggior benessere psicologico postoperatorio. (QoL). Il GOM rivaluta i casi alla luce delle informazioni postoperatorie (come l’esame istologico definitivo del tumore primitivo o del linfonodo sentinella), in base alle quali viene impostato il percorso di cure opportuno. Ad ogni paziente presa in carico dalla nostra Breast Unit sono stati offerti supporto psicologico presso l’ambulatorio di Counselling e Psicoterapia associato alla U.O. e una consulenza gratuita presso l’Estetica Oncologica (associazione che fa parte della Breast Unit), per eventuali trattamenti a supporto del benessere emotivo e psicologico della paziente, e infine un percorso nutrizionale dedicato e in casi selezionati in base all’età e alla patologia, la preservazione della fertilità mediante crioconservazione degli ovuli.
DISCUSSIONE
In Italia, il tumore alla mammella registra oltre 55.000 nuove diagnosi ogni anno, rappresentando circa il 30% di tutti i tumori femminili. È la neoplasia più frequente nelle donne, facendone una priorità sanitaria. I casi sono in lento aumento, anche a causa dell’aumento dell’età media della popolazione e dello screening serrato, ma la mortalità è in calo grazie alla diagnosi precoce e al miglioramento delle terapie.
A questo proposito è fondamentale l’importanza della gestione multidisciplinare delle pazienti con carcinoma della mammella da parte delle varie figure professionali coinvolte. Infatti, il percorso di cura inizia con lo screening sulla popolazione generale, prosegue con la terapia (chirurgica e/o medica) e si conclude solo quando il follow-up è considerato terminato (almeno 6 anni dalla diagnosi, 5 dall’inizio della terapia di mantenimento). Il filo conduttore del percorso è la necessità di porre la donna al centro e permettere, nella maniera più efficace ed efficiente, ai vari Professionisti coinvolti di interagire con la paziente e di confrontarsi fra loro sulle singole decisioni in merito al caso, sostituendo l'opinione singola con il confronto collegiale.
L’overall survival delle pazienti è aumentato del 18% dall’avvento delle Breast Units rispetto ai centri che non disponevano di assetto multidisciplinare; inoltre, nelle Breast Unit la mortalità da ogni causa è diminuita dell’11%, dimostrando un abbattimento della variabilità della mortalità all’interno dei centri. (Kesson EM, Allardice GM, George WD, Burns HJG, Morrison DS. Effects of multidisciplinary team working on breast cancer survival: retrospective, comparative, interventional cohort study of 13 722 women. Br Med J)
L’introduzione delle Breast Unit ha comportato una maggiore accessibilità alle cure e il massimo livello di competenza professionale, come rilevato dalle revisioni della letteratura. Essere presi in carico da una Breast Unit, significa accedere alla qualità più alta possibile e avere il miglior outcome sia a livello di sopravvivenza che di qualità di vita, grazie anche alla coordinazione e alla facilità di comunicazione e confronto fra i vari professionisti, con la possibilità di cure personalizzate fino alla guarigione.
CONCLUSIONI
Il carcinoma mammario è una patologia estremamente diffusa e le Breast Unit rappresentano oggi lo standard di cura ottimale del tumore della mammella, regolata dai Criteri EUSOMA e dalle successive revisioni e contributi. Lo studio osservazionale retrospettivo svolto presso l’Unità Operativa di Chirurgia Senologica dell’Azienda ASL 12 Versilia diretta dal Dott. Duilio Francesconi, coordinatore del Gruppo interdisciplinare di diagnosi e cura della patologia della mammella (Breast Unit) della stessa azienda, ha dimostrato l’aderenza dei trattamenti agli standard di cura presentati dalle linee guida vigenti. Dal punto di vista chirurgico si sottolinea l’importanza di un approccio preferenzialmente conservativo, in linea con la letteratura scientifica attuale, e il beneficio della applicazione dei principi dell’oncoplastica.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
La tesi non è consultabile. |
|