Tesi etd-02052026-222722 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
IACHINI, MATTIA
URN
etd-02052026-222722
Titolo
APPLICABILITÀ E RISULTATI A LUNGO TERMINE DELL'EPATECTOMIA "PARENCHYMA-SPARING" R0 CON RESEZIONE EN-BLOC DEI TESSUTI EXTRAEPATICI CIRCOSTANTI PER COLANGIOCARCINOMA INTRAEPATICO. ESPERIENZA DI UN SINGOLO CENTRO.
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
CHIRURGIA GENERALE
Relatori
relatore Prof. Coccolini, Federico
correlatore Dott. Urbani, Lucio
correlatore Dott. Urbani, Lucio
Parole chiave
- colangiocarcinoma intraepatico
- epatectomia parenchyma-sparing
- resezioni vascolari
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Lo studio parte dal presupposto che, nel trattamento del colangiocarcinoma intraepatico (ICC), la migliore possibilità di sopravvivenza a lungo termine si ottenga con una resezione epatica radicale R0 associata a linfoadenectomia. In questo contesto, la radicalità R0 è favorita da resezioni “aggressive”, che possono includere l’asportazione di grossi vasi e dei tessuti extraepatici circostanti. Tuttavia, la necessità di resezioni estese può entrare in conflitto con l’obiettivo di preservare parenchima epatico funzionale. Le ricostruzioni vascolari rappresentano quindi un elemento chiave per rendere possibile una chirurgia epatica “parenchyma-sparing” (PSH), potenzialmente in grado di mantenere l’adeguatezza oncologica riducendo al contempo l’entità della resezione. Scopo dello studio è stato valutare sia l’applicabilità sia i risultati oncologici a lungo termine di una PSH complessa con intento R0 nel trattamento dell’ICC.
È stato condotto uno studio di coorte retrospettivo che ha incluso tutte le resezioni epatiche consecutive eseguite per ICC in un arco temporale che va da dicembre 2008 a giugno 2024. Per misurare l’applicabilità della strategia chirurgica, sono stati analizzati: il tipo di epatectomia (resezione minore/PSH oppure resezione maggiore/estesa), il grado di complessità (necessità di ricostruzioni vascolari, resezione del coledoco extraepatico e/o resezione di tessuti circostanti, entità del prelievo linfonodale) e l’incidenza di complicanze. Per stimare il beneficio oncologico, sono stati valutati gli endpoint di disease-free survival (DFS) e overall survival (OS) nel lungo periodo.
Nel periodo considerato sono state eseguite 36 resezioni epatiche consecutive per ICC. La maggioranza degli interventi è stata rappresentata da resezioni minori/PSH: 29 (80,6%), mentre le resezioni maggiori/estese sono state 7 (19,4%). Le caratteristiche tumorali riportano una dimensione mediana dell’ICC di 59 mm (range 11–135 mm) e la presenza di più noduli in 6 (16,7%) casi. Dal punto di vista tecnico, sono state effettuate ricostruzioni vascolari in 9 (25%) interventi, a conferma di un’elevata complessità in una quota non trascurabile della casistica. La linfoadenectomia ha portato a un numero mediano di linfonodi asportati pari a 14 (range 0–56). Inoltre, per ottenere un’adeguata radicalità oncologica, il dotto biliare extraepatico è stato resecato in 5 (13,9%) casi e i tessuti circostanti in 9 (25%).
In termini di sicurezza postoperatoria, sono state osservate complicanze in 16 pazienti (44,4%), secondo la classificazione di Clavien–Dindo, 5 (13,9%) complicanze severe (>/= 3b): di cui due fistole biliari trattate mediante procedure interventistiche radiologiche ed endoscopiche, un emoperitoneo sottoposto a reintervento chirurgico, un’insufficienza d’organo singolo e un’insufficienza multiorgano con esito fatale; La mortalità a 90 giorni è stata del 2,8%. La degenza postoperatoria mediana è risultata pari a 13 giorni (range 6–39), dato che riflette una chirurgia complessa ma comunque associata a tempi di ricovero compatibili con percorsi di cura strutturati.
All’esame istologico sono state documentate resezioni R0 in 30 (83,4%)casi, resezioni R1-vascolari in 3 (8,3%) casi e resezioni R1 in 3 (8,3%) casi. Il coinvolgimento di grossi vasi è stato riscontrato in 11 (30,6%) casi, la positività linfonodale in 8 (22,2%), e l’infiltrazione dei tessuti circostanti in 6 (16,7%); questi dati suggeriscono una popolazione con quota rilevante di malattia localmente avanzata, nella quale il raggiungimento di un R0 può richiedere manovre estese e/o ricostruttive.
Il follow-up mediano è stato di 67 mesi. Le stime di sopravvivenza riportate a 1, 3 e 5 anni mostrano per la DFS valori rispettivamente di 56,2% – 50% – 42,8%, mentre per la OS di 94,3% – 75,2% – 51,8%.
In conclusione, nei pazienti con ICC, la PSH complessa emerge come un’opzione praticabile per coniugare adeguatezza oncologica (raggiungimento di resezione R0) e risparmio di parenchima, con tassi di complicanze maggiori e mortalità a 90 giorni riportati come accettabili in relazione alla complessità della casistica, con outcome oncologici a lungo termine considerabili.
È stato condotto uno studio di coorte retrospettivo che ha incluso tutte le resezioni epatiche consecutive eseguite per ICC in un arco temporale che va da dicembre 2008 a giugno 2024. Per misurare l’applicabilità della strategia chirurgica, sono stati analizzati: il tipo di epatectomia (resezione minore/PSH oppure resezione maggiore/estesa), il grado di complessità (necessità di ricostruzioni vascolari, resezione del coledoco extraepatico e/o resezione di tessuti circostanti, entità del prelievo linfonodale) e l’incidenza di complicanze. Per stimare il beneficio oncologico, sono stati valutati gli endpoint di disease-free survival (DFS) e overall survival (OS) nel lungo periodo.
Nel periodo considerato sono state eseguite 36 resezioni epatiche consecutive per ICC. La maggioranza degli interventi è stata rappresentata da resezioni minori/PSH: 29 (80,6%), mentre le resezioni maggiori/estese sono state 7 (19,4%). Le caratteristiche tumorali riportano una dimensione mediana dell’ICC di 59 mm (range 11–135 mm) e la presenza di più noduli in 6 (16,7%) casi. Dal punto di vista tecnico, sono state effettuate ricostruzioni vascolari in 9 (25%) interventi, a conferma di un’elevata complessità in una quota non trascurabile della casistica. La linfoadenectomia ha portato a un numero mediano di linfonodi asportati pari a 14 (range 0–56). Inoltre, per ottenere un’adeguata radicalità oncologica, il dotto biliare extraepatico è stato resecato in 5 (13,9%) casi e i tessuti circostanti in 9 (25%).
In termini di sicurezza postoperatoria, sono state osservate complicanze in 16 pazienti (44,4%), secondo la classificazione di Clavien–Dindo, 5 (13,9%) complicanze severe (>/= 3b): di cui due fistole biliari trattate mediante procedure interventistiche radiologiche ed endoscopiche, un emoperitoneo sottoposto a reintervento chirurgico, un’insufficienza d’organo singolo e un’insufficienza multiorgano con esito fatale; La mortalità a 90 giorni è stata del 2,8%. La degenza postoperatoria mediana è risultata pari a 13 giorni (range 6–39), dato che riflette una chirurgia complessa ma comunque associata a tempi di ricovero compatibili con percorsi di cura strutturati.
All’esame istologico sono state documentate resezioni R0 in 30 (83,4%)casi, resezioni R1-vascolari in 3 (8,3%) casi e resezioni R1 in 3 (8,3%) casi. Il coinvolgimento di grossi vasi è stato riscontrato in 11 (30,6%) casi, la positività linfonodale in 8 (22,2%), e l’infiltrazione dei tessuti circostanti in 6 (16,7%); questi dati suggeriscono una popolazione con quota rilevante di malattia localmente avanzata, nella quale il raggiungimento di un R0 può richiedere manovre estese e/o ricostruttive.
Il follow-up mediano è stato di 67 mesi. Le stime di sopravvivenza riportate a 1, 3 e 5 anni mostrano per la DFS valori rispettivamente di 56,2% – 50% – 42,8%, mentre per la OS di 94,3% – 75,2% – 51,8%.
In conclusione, nei pazienti con ICC, la PSH complessa emerge come un’opzione praticabile per coniugare adeguatezza oncologica (raggiungimento di resezione R0) e risparmio di parenchima, con tassi di complicanze maggiori e mortalità a 90 giorni riportati come accettabili in relazione alla complessità della casistica, con outcome oncologici a lungo termine considerabili.
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