Tesi etd-02052026-195743 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
SOLA, RACHELE
URN
etd-02052026-195743
Titolo
Il ruolo della nutrizione e dello stile di vita nell'ottimizzazione del percorso di Fecondazione In Vitro e Trasferimento Embrionale (FIVET)
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
SCIENZE DELLA NUTRIZIONE UMANA
Relatori
relatore Demontis, Gian Carlo Alfredo Giuseppe
Parole chiave
- fiv
- ivf
- nutrition
- nutrizione
- pma
- reproductive health
- salute riproduttiva
Data inizio appello
25/02/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L’infertilità è riconosciuta come un problema di salute globale, aggravato dal progressivo innalzamento dell’età materna e dal calo dei tassi di fertilità, particolarmente evidente in Italia. In questo scenario, le Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), e in particolare la Fecondazione In Vitro ed il Trasferimento Embrionale (FIVET), rappresentano soluzioni fondamentali, sebbene i tassi di successo siano influenzati da variabili cliniche e biologiche.
Il presente elaborato si pone l’obiettivo di analizzare la letteratura scientifica riguardante l’impatto dei fattori modificabili (stile di vita, composizione corporea e nutrizione) sulla salute riproduttiva di coppia e sugli outcome della FIVET. Si indaga come la modulazione nutrizionale possa agire da strumento terapeutico per migliorare la qualità dei gameti, la ricettività endometriale e, conseguentemente, il tasso di nati vivi.
Dall’analisi emerge che lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica di basso grado sono i principali meccanismi patofisiologici che compromettono la fertilità, spesso alimentati da obesità, insulino-resistenza (ad es. PCOS), disbiosi del microbiota e dieta di tipo occidentale (ricca di alimenti ultra-processati e grassi saturi). È stato evidenziato che l’adozione di modelli alimentari antinfiammatori, come la Dieta Mediterranea o la Dieta Pro-fertilità, è associata a migliori risultati clinici. Nello specifico:
• Fase Pre-concezionale: un intervento nutrizionale nei 3 mesi precedenti (finestra della gametogenesi) è cruciale per ottimizzare la qualità ovocitaria e spermatica. Micronutrienti come Folati, Vitamina D, Omega-3 e Coenzima Q10, se integrati correttamente, sembrano favorire un microambiente del fluido follicolare ottimale e una buona funzionalità mitocondriale.
• Fattore Maschile: storicamente preso meno in considerazione. Un’alimentazione ricca di antiossidanti e bilanciata permette di preservare l'integrità del DNA spermatico.
• Fasi Acute FIV (Stimolazione e Transfer): durante la stimolazione ovarica e la preparazione all'impianto, la gestione del carico glicemico e l'eubiosi del tratto riproduttivo (asse intestino-utero) sono determinanti per ridurre il rischio di iperstimolazione e favorire la tolleranza immunologica dell'embrione.
In conclusione, la nutrizione non deve essere considerata un semplice supporto, ma una componente integrante del percorso di PMA. Sebbene siano necessari ulteriori studi per standardizzare i protocolli, l'approccio verso una "Nutrizione di Precisione", basata sull'analisi del singolo paziente (genoma, microbioma, metabolismo), rappresenta una strategia efficace, economica e non invasiva per massimizzare le probabilità di successo della FIVET e tutelare la salute futura di madre e nascituro.
Infertility is recognized as a global health issue, exacerbated by the progressive increase in maternal age and declining fertility rates, particularly evident in Italy. In this context, Assisted Reproductive Technology (ART), specifically In Vitro Fertilization and Embryo Transfer (IVF-ET), represents a fundamental solution, although success rates are influenced by various clinical and biological variables.
This study aims to analyze the scientific literature regarding the impact of modifiable factors (lifestyle, body composition, and nutrition) on a couple's reproductive health and IVF outcomes. It investigates how nutritional modulation can act as a therapeutic tool to improve gamete quality, endometrial receptivity, and, consequently, the live birth rate.
The analysis reveals that oxidative stress and low-grade chronic inflammation are the primary pathophysiological mechanisms compromising fertility, often fueled by obesity, insulin resistance (e.g., PCOS), microbiota dysbiosis, and a Western-style diet (rich in ultra-processed foods and saturated fats). It has been highlighted that adopting anti-inflammatory dietary models, such as the Mediterranean Diet or the Pro-fertility Diet, is associated with better clinical outcomes. Specifically:
• Pre-conceptional Phase: nutritional intervention in the three months prior (the gametogenesis window) is crucial for optimizing oocyte and sperm quality. Micronutrients such as Folates, Vitamin D, Omega-3, and Coenzyme Q10, when properly supplemented, appear to promote an optimal follicular fluid microenvironment and sound mitochondrial function.
• Male Factor: historically overlooked, male fertility is strongly affected by lifestyle. A balanced diet rich in antioxidants is essential for preserving sperm DNA integrity.
• Acute Phases IVF (Stimulation and Transfer): during ovarian stimulation and preparation for implantation, managing glycemic load and ensuring eubiosis of the reproductive tract (the gut-uterus axis) are decisive factors in reducing the risk of hyperstimulation and promoting the embryo's immunological tolerance.
Nutrition should not be considered a mere support, but an integral component of the ART process. Although further studies are needed to standardize protocols, an approach toward "Precision Nutrition", based on the analysis of the individual patient (genome, microbiome, metabolism), represents an effective, cost-efficient, and non-invasive strategy to maximize the success rates of IVF and protect the future health of both the mother and the newborn.
Il presente elaborato si pone l’obiettivo di analizzare la letteratura scientifica riguardante l’impatto dei fattori modificabili (stile di vita, composizione corporea e nutrizione) sulla salute riproduttiva di coppia e sugli outcome della FIVET. Si indaga come la modulazione nutrizionale possa agire da strumento terapeutico per migliorare la qualità dei gameti, la ricettività endometriale e, conseguentemente, il tasso di nati vivi.
Dall’analisi emerge che lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica di basso grado sono i principali meccanismi patofisiologici che compromettono la fertilità, spesso alimentati da obesità, insulino-resistenza (ad es. PCOS), disbiosi del microbiota e dieta di tipo occidentale (ricca di alimenti ultra-processati e grassi saturi). È stato evidenziato che l’adozione di modelli alimentari antinfiammatori, come la Dieta Mediterranea o la Dieta Pro-fertilità, è associata a migliori risultati clinici. Nello specifico:
• Fase Pre-concezionale: un intervento nutrizionale nei 3 mesi precedenti (finestra della gametogenesi) è cruciale per ottimizzare la qualità ovocitaria e spermatica. Micronutrienti come Folati, Vitamina D, Omega-3 e Coenzima Q10, se integrati correttamente, sembrano favorire un microambiente del fluido follicolare ottimale e una buona funzionalità mitocondriale.
• Fattore Maschile: storicamente preso meno in considerazione. Un’alimentazione ricca di antiossidanti e bilanciata permette di preservare l'integrità del DNA spermatico.
• Fasi Acute FIV (Stimolazione e Transfer): durante la stimolazione ovarica e la preparazione all'impianto, la gestione del carico glicemico e l'eubiosi del tratto riproduttivo (asse intestino-utero) sono determinanti per ridurre il rischio di iperstimolazione e favorire la tolleranza immunologica dell'embrione.
In conclusione, la nutrizione non deve essere considerata un semplice supporto, ma una componente integrante del percorso di PMA. Sebbene siano necessari ulteriori studi per standardizzare i protocolli, l'approccio verso una "Nutrizione di Precisione", basata sull'analisi del singolo paziente (genoma, microbioma, metabolismo), rappresenta una strategia efficace, economica e non invasiva per massimizzare le probabilità di successo della FIVET e tutelare la salute futura di madre e nascituro.
Infertility is recognized as a global health issue, exacerbated by the progressive increase in maternal age and declining fertility rates, particularly evident in Italy. In this context, Assisted Reproductive Technology (ART), specifically In Vitro Fertilization and Embryo Transfer (IVF-ET), represents a fundamental solution, although success rates are influenced by various clinical and biological variables.
This study aims to analyze the scientific literature regarding the impact of modifiable factors (lifestyle, body composition, and nutrition) on a couple's reproductive health and IVF outcomes. It investigates how nutritional modulation can act as a therapeutic tool to improve gamete quality, endometrial receptivity, and, consequently, the live birth rate.
The analysis reveals that oxidative stress and low-grade chronic inflammation are the primary pathophysiological mechanisms compromising fertility, often fueled by obesity, insulin resistance (e.g., PCOS), microbiota dysbiosis, and a Western-style diet (rich in ultra-processed foods and saturated fats). It has been highlighted that adopting anti-inflammatory dietary models, such as the Mediterranean Diet or the Pro-fertility Diet, is associated with better clinical outcomes. Specifically:
• Pre-conceptional Phase: nutritional intervention in the three months prior (the gametogenesis window) is crucial for optimizing oocyte and sperm quality. Micronutrients such as Folates, Vitamin D, Omega-3, and Coenzyme Q10, when properly supplemented, appear to promote an optimal follicular fluid microenvironment and sound mitochondrial function.
• Male Factor: historically overlooked, male fertility is strongly affected by lifestyle. A balanced diet rich in antioxidants is essential for preserving sperm DNA integrity.
• Acute Phases IVF (Stimulation and Transfer): during ovarian stimulation and preparation for implantation, managing glycemic load and ensuring eubiosis of the reproductive tract (the gut-uterus axis) are decisive factors in reducing the risk of hyperstimulation and promoting the embryo's immunological tolerance.
Nutrition should not be considered a mere support, but an integral component of the ART process. Although further studies are needed to standardize protocols, an approach toward "Precision Nutrition", based on the analysis of the individual patient (genome, microbiome, metabolism), represents an effective, cost-efficient, and non-invasive strategy to maximize the success rates of IVF and protect the future health of both the mother and the newborn.
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Tesi non consultabile. |
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