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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02052026-195030


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
FAMIGLIETTI, FEDERICA
URN
etd-02052026-195030
Titolo
Gestione del paziente con reazioni avverse a MdC iodato: ruolo del work-up allergologico
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Prof.ssa Puxeddu, Ilaria
Parole chiave
  • allergia
  • ipersensibilità
  • mezzo di contrasto
  • test cutanei
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Le reazioni avverse a mezzo di contrasto (MdC) iodato rappresentano un ostacolo alla
corretta gestione del paziente durante un percorso diagnostico o di follow-up di
malattia, soprattutto per i pazienti oncologici, spesso sottoposti ad esami di imaging
che richiedono l’utilizzo di MdC. Le reazioni di ipersensibilità (HR) a MdC vengono
classificate in immediate (IHR) o non immediate (NIHR) quando si presentano entro
1 ora o dopo 1 ora dalla somministrazione. La gravità delle IHR può variare di intensità
con manifestazioni cliniche da lievi a severe fino alla forma di anafilassi più grave
(shock anafilattico). Le NIHR si manifestano prevalentemente a carico della cute con lesioni circoscritte o estese che possono variare dall’orticaria alle lesioni maculo-papulari.
La gestione del paziente con HR a MdC iodato richiede un accurato work-up allergologico, finalizzato
a inquadrare correttamente il tipo e il grado della reazione e a identificare il possibile
meccanismo patogenetico coinvolto. Gli studi epidemiologici dimostrano come la
maggior parte delle HR ai MdC iodati siano IHR, frequentemente non sostenute da un
meccanismo IgE-mediato, ma attribuibili a una degranulazione mastocitaria mediante
attivazione da parte del MdC dei recettori MRGPRX2 espressi sulla membrana
cellulare.
Scopo dello studio è quello di caratterizzare il fenotipo e l’endotipo dei pazienti
sottoposti a work-up allergologico presso la UO di Immunoallergologia Clinica
(AOUP) a seguito di una o più reazioni avverse a MdC iodato e valutare l’utilità
diagnostica dei test cutanei. Nel periodo compreso tra Gennaio 2023 e Novembre 2025
sono stati sottoposti a work-up allergologico, secondo le linee guida europee, 160
pazienti (54 maschi e 106 femmine), 154 con pregressa HR a MdC, 2 senza aver mai
presentato reazione avversa, 2 a seguito di comparsa di linfoadenopatia laterocervicale
reattiva, e 2 dopo scialoadenite. L’età media è risultata essere 61 anni con range tra i
14 e i 93 anni. La maggior parte dei pazienti (94%) proveniva dalla Regione Toscana,
mentre il restante 6% da fuori regione. Tra le diverse co-morbidità non allergologiche
riportate in sede di visita, quella prevalente era rappresentata dalle patologie
oncologiche (66%) seguite da quelle cardiovascolari (44%). Il 31% dei pazienti
valutati riportava già una diagnosi di patologia allergica.
Il work-up allergologico è stato comprensivo della raccolta di dati demografici e clinici
dei pazienti, dell’esecuzione di test in-vivo (Skin Prick Test e Test Intradermici) per il
MdC colpevole ed eventuali alternativi, e test in-vitro (dosaggio sierico della triptasi e
delle IgE totali). Le reazioni sono state classificate in IHR e NIHR sulla base della
tempistica e quelle IHR ulteriormente classificate sulla base della gravità della
reazione (WAO 2020).
Dal nostro studio è emerso che tra i 160 pazienti valutati, 154 hanno riportato una o
più reazioni di HR dopo somministrazione di MdC iodato, nel 77% le reazioni sono
state classificate come IHR e nel 28% dei casi NIHR. Nel 42% dei pazienti sono state riportate HR alla prima somministrazione, mentre più della metà dei pazienti (58%) ha sviluppato una reazione
dalla seconda somministrazione in poi. Lo Iomeprolo è risultato essere il MdC iodato
più frequentemente responsabile delle reazioni, seguito da Iopromide e Iopamidolo.
Nel 20% dei casi non è stato possibile identificare il MdC iodato per mancanza di
documentazione. Nella diagnostica delle HR indotta da farmaci o da MdC la sensibilità
dei test cutanei si riduce con il passare del tempo. Risulta infatti una maggiore
sensibilità della diagnostica in-vivo quando questa viene eseguita entro i 12 mesi dalla
reazione. Nel nostro studio risulta che i pazienti che hanno eseguito il work-up
allergologico entro 12 mesi dalla reazione rappresentano solo una bassa percentuale.
Questo si è dimostrato essere un possibile limite alla identificazione di un eventuale
meccanismo IgE-mediato alla base della HR. Infatti, a differenza dei dati riportati in
letteratura, nella nostra casistica i test cutanei per MdC colpevole sono risultati essere
positivi e concordanti con la storia clinica solo nel 6% dei casi di IHR e nel 14% delle
NIHR.
I dati in real-life ottenuti nella nostra ampia casistica confermano che il work-up
allergologico rappresenta uno strumento fondamentale per inquadrare correttamente le
HR da MdC iodato e per impostare un piano di gestione del paziente utile a svolgere
in sicurezza le successive indagini diagnostiche con MdC iodato. Dai nostri dati risulta
fondamentale sottoporre a work-up allergologico pazienti con pregressa HR entro una
finestra temporale di 12 mesi, utile a ridurre la possibilità che si verifichino falsi
negativi durante l’esecuzione dei test cutanei.
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