logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02052026-110006


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
BONARI, FEDERICA
URN
etd-02052026-110006
Titolo
Il ruolo della chirurgia palliativa nelle complicanze addominali della patologia neoplastica avanzata
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
CHIRURGIA GENERALE
Relatori
relatore Prof. Coccolini, Federico
Parole chiave
  • carcinosi peritoneale
  • Malignant Bowel Obstruction
  • MBO
  • palliazione chirurgica
  • patologia neoplastica avanzata
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Le neoplasie in stadio avanzato possono complicarsi con eventi addominali acuti di competenza chirurgica, quali occlusione intestinale, perforazione e sanguinamento, frequentemente responsabili di accessi in urgenza. In questo contesto, la chirurgia palliativa rappresenta una possibile opzione terapeutica per il controllo dei sintomi, ma è gravata da elevata morbilità e prognosi limitata.

È stato condotto uno studio retrospettivo osservazionale monocentrico presso l’U.O. di Chirurgia Generale e d’Urgenza dell’AOUP, includendo 110 pazienti sottoposti a intervento chirurgico palliativo per complicanze addominali da neoplasia avanzata tra gennaio 2022 e dicembre 2025. I dati clinici, chirurgici e di outcome sono stati analizzati mediante statistica descrittiva e analisi univariate.

L’occlusione intestinale è risultata la complicanza più frequente (90%). L’approccio chirurgico open e il confezionamento di stomia sono stati i più utilizzati. La mortalità intraospedaliera è stata del 15,5%. Tra i pazienti dimessi, il 61,3% è rientrato al domicilio senza necessità di supporti assistenziali, mentre il 21,5% è stato dimesso con attivazione dell’ACOT. Alla dimissione, il 72,0% dei pazienti ha ripreso l’alimentazione per os. Le complicanze maggiori (Clavien-Dindo ≥3) sono risultate significativamente associate alla mortalità a 30 giorni; gli occlusi "alti" (a monte del legamento di Treitz) hanno mostrato outcome peggiori rispetto agli occlusi "bassi".

I risultati sottolineano l’importanza di una selezione accurata dei pazienti e di un approccio multidisciplinare nel contesto della chirurgia palliativa.
File