Tesi etd-02052026-095417 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
GABRINI, EVA
URN
etd-02052026-095417
Titolo
Gestione e trattamento dei pazienti con fibrillazione atriale con accesso presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Dott. Ghiadoni, Lorenzo
correlatore Dott.ssa Barbieri, Greta
correlatore Dott.ssa Barbieri, Greta
Parole chiave
- approccio terapeutico
- fibrillazione atriale
- gestione clinica
- gestione in emergenza-urgenza
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La fibrillazione atriale (FA) rappresenta l’aritmia cardiaca più frequente nella pratica clinica ed è oggi considerata una delle principali sfide sanitarie in ambito cardiovascolare. La sua rilevanza deriva non solo dall’elevata prevalenza nella popolazione generale, ma soprattutto dall’associazione con un significativo incremento di morbilità e mortalità, in particolare per il rischio di ictus ischemico, scompenso cardiaco, ospedalizzazioni ricorrenti e declino funzionale, con un impatto rilevante sulla qualità di vita dei pazienti e sui costi sanitari.
Dal punto di vista storico, l’irregolarità del polso è stata una delle prime alterazioni cliniche descritte nella medicina; tuttavia, solo con l’introduzione dell’elettrocardiografia all’inizio del XX secolo è stato possibile definire in modo sistematico la fibrillazione atriale come entità autonoma. Da allora, la FA è divenuta oggetto di crescente interesse clinico e scientifico, parallelamente all’evoluzione delle conoscenze fisiopatologiche e allo sviluppo di strategie diagnostiche e terapeutiche sempre più sofisticate.
Per quanto riguarda la fisiopatologia, la FA è caratterizzata da un’attività elettrica atriale disorganizzata che determina la perdita della contrazione atriale efficace, con conseguente compromissione dell’efficienza emodinamica e aumento del rischio tromboembolico. L’ictus cardioembolico rappresenta la complicanza più temuta ed è responsabile di una quota rilevante di disabilità permanente e mortalità.
A livello elettrocardiografico, la FA si manifesta con l’assenza delle onde P e la presenza di onde fibrillatorie di ampiezza e morfologia variabile (onde f), associate a una risposta ventricolare irregolare, che si esprime con un’irregolarità degli intervalli R-R.
Negli ultimi decenni, la comprensione della fibrillazione atriale si è profondamente evoluta. Essa non è più considerata una condizione statica, ma una patologia dinamica e progressiva, che tende a evolvere nel tempo da forme parossistiche a forme persistenti e permanenti. Questo continuum è sostenuto da processi di rimodellamento elettrico e strutturale degli atri, che contribuiscono alla progressiva stabilizzazione dell’aritmia e alla riduzione dell’efficacia delle strategie terapeutiche.
Alla luce di tali considerazioni, la fibrillazione atriale rappresenta un tema di primaria importanza nella medicina moderna. L’identificazione precoce, la stratificazione del rischio tromboembolico ed emorragico e la definizione di strategie terapeutiche appropriate, comprendenti il controllo della frequenza o del ritmo e una corretta terapia anticoagulante, costituiscono elementi fondamentali per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti. Il crescente interesse verso approcci integrati e personalizzati riflette la complessità di questa aritmia e la necessità di una gestione clinica rigorosa e basata sulle evidenze.
Atrial fibrillation (AF) represents the most frequent cardiac arrhythmia in clinical practice and is today considered one of the main health challenges in the cardiovascular field. Its relevance derives not only from the high prevalence in the general population, but above all from the association with a significant increase in morbidity and mortality, in particular due to the risk of ischemic stroke, heart failure, recurrent hospitalizations, and functional decline, with a relevant impact on patients’ quality of life and on healthcare costs.
From a historical point of view, irregularity of the pulse was one of the first clinical alterations described in medicine; however, only with the introduction of electrocardiography at the beginning of the twentieth century was it possible to define atrial fibrillation in a systematic way as an autonomous entity. Since then, AF has become the object of growing clinical and scientific interest, parallel to the evolution of pathophysiological knowledge and to the development of increasingly sophisticated diagnostic and therapeutic strategies.
As regards pathophysiology, AF is characterized by disorganized atrial electrical activity that determines the loss of effective atrial contraction, with consequent compromise of hemodynamic efficiency and increase in thromboembolic risk. Cardioembolic stroke represents the most feared complication and is responsible for a relevant proportion of permanent disability and mortality.
At the electrocardiographic level, AF manifests itself with the absence of P waves and the presence of fibrillatory waves of variable amplitude and morphology (f waves), associated with an irregular ventricular response, which is expressed with irregularity of the R–R intervals.
In recent decades, the understanding of atrial fibrillation has profoundly evolved. It is no longer considered a static condition, but a dynamic and progressive pathology, which tends to evolve over time from paroxysmal forms to persistent and permanent forms. This continuum is supported by processes of electrical and structural remodeling of the atria, which contribute to the progressive stabilization of the arrhythmia and to the reduction of the effectiveness of therapeutic strategies.
In light of such considerations, atrial fibrillation represents a topic of primary importance in modern medicine. Early identification, stratification of thromboembolic and hemorrhagic risk, and the definition of appropriate therapeutic strategies, including control of rate or rhythm and correct anticoagulant therapy, constitute fundamental elements for improving prognosis and patients’ quality of life. The growing interest toward integrated and personalized approaches reflects the complexity of this arrhythmia and the necessity of rigorous and evidence-based clinical management.
Dal punto di vista storico, l’irregolarità del polso è stata una delle prime alterazioni cliniche descritte nella medicina; tuttavia, solo con l’introduzione dell’elettrocardiografia all’inizio del XX secolo è stato possibile definire in modo sistematico la fibrillazione atriale come entità autonoma. Da allora, la FA è divenuta oggetto di crescente interesse clinico e scientifico, parallelamente all’evoluzione delle conoscenze fisiopatologiche e allo sviluppo di strategie diagnostiche e terapeutiche sempre più sofisticate.
Per quanto riguarda la fisiopatologia, la FA è caratterizzata da un’attività elettrica atriale disorganizzata che determina la perdita della contrazione atriale efficace, con conseguente compromissione dell’efficienza emodinamica e aumento del rischio tromboembolico. L’ictus cardioembolico rappresenta la complicanza più temuta ed è responsabile di una quota rilevante di disabilità permanente e mortalità.
A livello elettrocardiografico, la FA si manifesta con l’assenza delle onde P e la presenza di onde fibrillatorie di ampiezza e morfologia variabile (onde f), associate a una risposta ventricolare irregolare, che si esprime con un’irregolarità degli intervalli R-R.
Negli ultimi decenni, la comprensione della fibrillazione atriale si è profondamente evoluta. Essa non è più considerata una condizione statica, ma una patologia dinamica e progressiva, che tende a evolvere nel tempo da forme parossistiche a forme persistenti e permanenti. Questo continuum è sostenuto da processi di rimodellamento elettrico e strutturale degli atri, che contribuiscono alla progressiva stabilizzazione dell’aritmia e alla riduzione dell’efficacia delle strategie terapeutiche.
Alla luce di tali considerazioni, la fibrillazione atriale rappresenta un tema di primaria importanza nella medicina moderna. L’identificazione precoce, la stratificazione del rischio tromboembolico ed emorragico e la definizione di strategie terapeutiche appropriate, comprendenti il controllo della frequenza o del ritmo e una corretta terapia anticoagulante, costituiscono elementi fondamentali per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti. Il crescente interesse verso approcci integrati e personalizzati riflette la complessità di questa aritmia e la necessità di una gestione clinica rigorosa e basata sulle evidenze.
Atrial fibrillation (AF) represents the most frequent cardiac arrhythmia in clinical practice and is today considered one of the main health challenges in the cardiovascular field. Its relevance derives not only from the high prevalence in the general population, but above all from the association with a significant increase in morbidity and mortality, in particular due to the risk of ischemic stroke, heart failure, recurrent hospitalizations, and functional decline, with a relevant impact on patients’ quality of life and on healthcare costs.
From a historical point of view, irregularity of the pulse was one of the first clinical alterations described in medicine; however, only with the introduction of electrocardiography at the beginning of the twentieth century was it possible to define atrial fibrillation in a systematic way as an autonomous entity. Since then, AF has become the object of growing clinical and scientific interest, parallel to the evolution of pathophysiological knowledge and to the development of increasingly sophisticated diagnostic and therapeutic strategies.
As regards pathophysiology, AF is characterized by disorganized atrial electrical activity that determines the loss of effective atrial contraction, with consequent compromise of hemodynamic efficiency and increase in thromboembolic risk. Cardioembolic stroke represents the most feared complication and is responsible for a relevant proportion of permanent disability and mortality.
At the electrocardiographic level, AF manifests itself with the absence of P waves and the presence of fibrillatory waves of variable amplitude and morphology (f waves), associated with an irregular ventricular response, which is expressed with irregularity of the R–R intervals.
In recent decades, the understanding of atrial fibrillation has profoundly evolved. It is no longer considered a static condition, but a dynamic and progressive pathology, which tends to evolve over time from paroxysmal forms to persistent and permanent forms. This continuum is supported by processes of electrical and structural remodeling of the atria, which contribute to the progressive stabilization of the arrhythmia and to the reduction of the effectiveness of therapeutic strategies.
In light of such considerations, atrial fibrillation represents a topic of primary importance in modern medicine. Early identification, stratification of thromboembolic and hemorrhagic risk, and the definition of appropriate therapeutic strategies, including control of rate or rhythm and correct anticoagulant therapy, constitute fundamental elements for improving prognosis and patients’ quality of life. The growing interest toward integrated and personalized approaches reflects the complexity of this arrhythmia and the necessity of rigorous and evidence-based clinical management.
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Tesi non consultabile. |
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