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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02052026-093722


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
SEBASTIANO, CHIARA
URN
etd-02052026-093722
Titolo
Ciberspazio, responsabilità internazionale degli Stati e reazioni in autotutela: la questione delle "contromisure proxy"
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
UNIONE EUROPEA, PROCESSI GLOBALI E SOSTENIBILITA' DELLO SVILUPPO
Relatori
relatore Cinelli, Claudia
Parole chiave
  • ciberspazio
  • contromisure proxy
Data inizio appello
23/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
23/02/2066
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente lavoro analizza la liceità delle contromisure proxy nel contesto delle operazioni
cibernetiche, interrogandosi se e in che misura il diritto internazionale vigente consenta a
Stati terzi di adottare contromisure a sostegno dello Stato leso. L’indagine muove dalla
qualificazione del ciberspazio come dominio artificiale, a-territoriale e intrinsecamente
transnazionale, mettendo in evidenza le tensioni che tale dominio genera rispetto alle
categorie tradizionali del diritto internazionale, in particolare al principio di sovranità e al
sistema della responsabilità statale.
L’analisi del Progetto di articoli sulla responsabilità degli Stati del 2001 mostra come il
quadro normativo sia formalmente applicabile anche alle operazioni cibernetiche, ma
evidenzia al contempo significative criticità sul piano dell’attribuzione della condotta e della
prova dell’illecito. La difficoltà nell’identificare lo Stato responsabile, l’impiego di attori non
statali e l’opacità probatoria incidono direttamente sulla possibilità di attivare
legittimamente i meccanismi di reazione previsti dal diritto internazionale.
In tale contesto si colloca il ricorso alle contromisure proxy, concetto che emerge nella
prassi e nel dibattito dottrinale come risposta funzionale alle zone d’ombra del regime
giuridico vigente, ma che rischia di entrare in tensione con il carattere bilaterale della
responsabilità internazionale e con i limiti posti alle misure unilaterali. La tesi sostiene che,
allo stato attuale, tali contromisure non trovano un chiaro fondamento giuridico nel diritto
internazionale vigente, rendendo necessaria una riflessione interpretativa, senza
presupporre l’esistenza di una norma consuetudinaria e in presenza di una prassi statale
ancora disomogenea e cauta, volta a conciliare sicurezza, prevenzione dell’escalation e
rispetto dell’ordinamento internazionale.
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