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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02042025-173947


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
TOGNONI, LUCA
URN
etd-02042025-173947
Titolo
Concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative e diritto europeo: problematiche e sviluppi futuri
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Relatori
relatore Prof. Milazzo, Pietro
Parole chiave
  • beach concessions
  • concessioni balneari
  • demanio marittimo
  • direttiva Bolkestein
  • diritto europeo
  • European law
  • state-owned maritime property
Data inizio appello
24/02/2025
Consultabilità
Completa
Riassunto
L’elaborato affronta la rilevante e attuale problematica legata all’incompatibilità della disciplina relativa alle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative con il diritto europeo, e in particolare con la direttiva 2006/123/CE (la c.d. direttiva Bolkestein). Le motivazioni di tale incompatibilità sono da ricercarsi nella violazione dei principi comunitari di trasparenza, libertà di trasferimento e libera prestazione di servizi da parte della normativa interna.
Tali principi, secondo le tesi sostenute (tra gli altri) dalla Commissione europea, dalla Corte di giustizia dell’Unione europea e da numerosa giurisprudenza amministrativa nazionale, sarebbero violati dalle preferenze accordate alle imprese concessionarie al termine della concessione, e dalla reiterata proroga legislativa delle stesse, senza la previsione della celebrazione di una procedura competitiva, aperta a tutti i potenziali candidati, per l’assegnazione delle concessioni.
In particolare, la previsione del c.d. diritto di insistenza, che favoriva il vecchio concessionario al momento del rinnovo della concessione, contenuta nell’originario codice della navigazione, ha portato all’apertura di una procedura di infrazione comunitaria nel 2008, per violazione dell’art. 49 TFUE.
La procedura di infrazione veniva estesa, nel 2010, comprendendo anche l’incompatibilità con l’art. 12 della richiamata direttiva 2006/123/CE. Le motivazioni della Commissione europea erano legate alla possibilità di far rientrare le concessioni in esame nell’ambito delle autorizzazioni di servizi citate in detto articolo. Le disposizioni dell’art. 12 della direttiva Bolkestein impongono, infatti, l’obbligo per gli stati membri di seguire procedure trasparenti e aperte a tutti i potenziali candidati per l’assegnazione di autorizzazioni relative a servizi, quando il numero di tali autorizzazioni è limitato dalla scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili.
Per fornire un’idea chiara della materia oggetto di trattazione, l’elaborato si occuperà innanzitutto di fornire una descrizione del demanio marittimo e della relativa disciplina, passando poi all’esame delle motivazioni dell’apertura della prima procedura di infrazione comunitaria. Altresì verrà analizzata la giurisprudenza rilevante in materia, in particolar modo la sentenza Promoimpresa e Melis del 2016 della Corte di giustizia europea e le c.d. sentenze gemelle del Consiglio di Stato, che si è espresso sulla questione in Adunanza Plenaria (sentt. 17/2021 e 18/2021).
Altri temi, come la congruità dei canoni demaniali marittimi in rapporto alle possibilità di sfruttamento economico del bene demaniale, troveranno trattazione nell’elaborato.
Finalmente, considerazioni generali sulla natura del rapporto tra l’ordinamento giuridico italiano e quello europeo, che hanno portato parte della dottrina ad includere talune conseguenze di tale rapporto nell’ambito della c.d. crisi della legge e del principio di legalità, formeranno una parte rilevante del presente componimento.

The paper addresses the relevant and current issue concerning the incompatibility of the regulations on maritime state concessions for tourism and recreational purposes with European law, particularly with Directive 2006/123/EC (the so-called Bolkestein Directive). The reasons for this incompatibility lie in the violation of the EU principles of transparency, freedom of establishment, and free provision of services by domestic legislation.
These principles, according to the arguments put forward (among others) by the European Commission, the Court of Justice of the European Union, and extensive national administrative case law, are violated by the preferential treatment granted to concessionary companies at the end of the concession period and by the repeated legislative extensions of such concessions without the provision of a competitive procedure open to all potential candidates for their assignment.
In particular, the provision of the so-called right of insistence, which favored the previous concessionaire at the time of renewal, as contained in the original Navigation Code, led to the initiation of an EU infringement procedure in 2008 for violation of Article 49 TFEU.
The infringement procedure was extended in 2010 to also include the incompatibility with Article 12 of the aforementioned Directive 2006/123/EC. The European Commission's reasoning was based on the possibility of including the concessions in question within the scope of service authorizations mentioned in that article. Article 12 of the Bolkestein Directive requires Member States to follow transparent procedures open to all potential candidates for granting service authorizations when the number of such authorizations is limited due to the scarcity of natural resources or the technical capacities available.
To provide a clear understanding of the subject matter, the paper will first offer a description of the maritime public domain and the relevant legal framework, followed by an examination of the reasons behind the initiation of the first infringement procedure. Furthermore, it will analyze the relevant case law on the matter, particularly the Promoimpresa and Melis judgment of 2016 by the Court of Justice of the European Union, as well as the so-called twin rulings of the Italian Council of State, which addressed the issue in Plenary Assembly (Judgments No. 17/2021 and 18/2021).
Other topics, such as the adequacy of maritime state fees in relation to the economic exploitation potential of state-owned property, will also be discussed in the paper.
Finally, general considerations on the nature of the relationship between the Italian legal system and the European legal framework, which have led part of the legal doctrine to include certain consequences of this relationship within the so-called crisis of law and the principle of legality, will form a significant part of this study.
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