Tesi etd-02042025-113248 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
OLIVERI, LUCREZIA
URN
etd-02042025-113248
Titolo
Studio inter-generazionale sulla percezione dei rischi collegati alla crescente presenza di microplastiche nell'ambiente
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
MARKETING E RICERCHE DI MERCATO
Relatori
relatore Prof. Gandolfo, Alessandro
Parole chiave
- AI in data analysis
- contaminanti emergenti
- emerging contaminants
- esposizione umana alle microplastiche
- human exposure to microplastics
- IA nell’analisi dei dati
- inter-generational study
- microplastiche
- microplastics
- studio inter-generazionale
Data inizio appello
24/02/2025
Consultabilità
Completa
Riassunto
Le microplastiche (MP) sono minuscole particelle di plastica con un diametro inferiore ai 5 millimetri, ormai diffuse in tutti gli ecosistemi del pianeta. La loro presenza è il risultato dell’enorme produzione e dell’ampio utilizzo della plastica, un materiale che ha trasformato la società moderna grazie alla sua versatilità ed economicità. Tuttavia, il massiccio impiego della plastica e la carenza di sistemi adeguati di smaltimento e riciclo hanno portato a una dispersione incontrollata di questi materiali nell’ambiente.
Le MP sono ormai ovunque: nei mari, nei fiumi, nel suolo, nell’aria e persino nei ghiacciai. Il problema principale di queste particelle è la loro capacità di persistere nell’ambiente per decenni senza degradarsi completamente. A causa delle loro dimensioni ridotte, vengono facilmente ingerite dalla fauna marina e trasferite lungo la catena alimentare, arrivando fino all’uomo. Oltre agli organismi marini, anche l’acqua potabile, gli alimenti confezionati e i tessuti sintetici contribuiscono all’esposizione umana alle MP. Studi recenti hanno individuato la presenza di MP nel latte materno, nella placenta, nei polmoni e persino nel cervello umano, sollevando preoccupazioni sui potenziali effetti sulla salute.
Le ricerche attualmente disponibili suggeriscono inoltre che le MP possano fungere da vettori di sostanze chimiche tossiche, interferendo con il sistema endocrino e aumentando il rischio di malattie cardiovascolari, infiammatorie e tumorali. Tuttavia, la comunità scientifica è ancora impegnata nello studio degli effetti a lungo termine di questa esposizione.
Questa ricerca nasce dall’esigenza di comprendere meglio il fenomeno delle MP e il livello di consapevolezza della popolazione su questo problema emergente. L’indagine si propone di analizzare il grado di informazione e sensibilizzazione della popolazione rispetto all’impatto ambientale e sanitario delle MP, mettendo a confronto le percezioni di diverse generazioni: Baby Boomers, Generazione X, Millennials e Generazione Z.
Si vuole valutare il livello di consapevolezza dei consumatori riguardo alla diffusione delle MP e verificare se le informazioni disponibili siano sufficienti a influenzare i comportamenti quotidiani e le scelte d’acquisto. In questo contesto, il confronto intergenerazionale risulta particolarmente utile per individuare eventuali differenze di conoscenza e atteggiamento nei confronti del problema studiato.
Un aspetto fondamentale della ricerca è comprendere se e in che modo la percezione del problema influenzi le scelte dei consumatori e quali strategie possano essere adottate per promuovere comportamenti più sostenibili. In un mondo sempre più attento alle questioni ambientali, la riduzione della plastica monouso e la sostituzione delle MP nei prodotti rappresentano passi fondamentali per contrastare questa emergenza.
Lo studio sulle MP non è solo una questione ambientale, ma riguarda direttamente la salute pubblica e la sostenibilità delle nostre abitudini di consumo. La crescente presenza di MP negli alimenti e nelle acque solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza alimentare e sugli effetti che queste particelle potrebbero avere sull’organismo umano nel lungo periodo.
Inoltre, la consapevolezza pubblica gioca un ruolo cruciale nella gestione di questo problema. Se i consumatori sono informati e motivati a ridurre l’uso della plastica e a scegliere alternative ecologiche, le aziende saranno spinte a sviluppare soluzioni più sostenibili e le istituzioni dovranno adottare normative più stringenti.
Per analizzare a fondo questi temi, la ricerca è stata condotta seguendo un approccio qualitativo, basato su interviste face-to-face e focus group suddivisi per fasce generazionali. Questo metodo ha permesso di raccogliere dati dettagliati sulle percezioni, le emozioni e i comportamenti legati alle MP, offrendo una visione più approfondita rispetto ai tradizionali questionari quantitativi.
L’intelligenza artificiale si è rivelata uno strumento utile di supporto nell’analisi delle interviste e dei dati raccolti, consentendo di individuare pattern ricorrenti e differenze significative tra i gruppi analizzati. Questo esperimento metodologico ha permesso di esplorare nuovi approcci nella ricerca qualitativa, combinando il ragionamento del ricercatore con l’analisi automatizzata per ottenere risultati più dettagliati e affidabili.
Le MP rappresentano una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Nonostante la crescente attenzione mediatica e le misure normative adottate finora, il problema persiste e continua a peggiorare. Questa ricerca mira a fornire un quadro più chiaro della percezione pubblica sulle MP, evidenziando il ruolo cruciale dell’informazione e dell’educazione ambientale.
Comprendere come le diverse generazioni affrontano questo tema e individuare soluzioni per ridurre la diffusione delle MP è un passo fondamentale verso un futuro più sostenibile. La transizione verso materiali alternativi, la riduzione degli imballaggi e l’implementazione di tecnologie di filtraggio avanzate potrebbero rappresentare soluzioni efficaci per mitigare l’impatto delle MP e proteggere la salute umana e l’ambiente.
Questa ricerca si propone, dunque, non solo di analizzare il problema, ma anche di contribuire alla sensibilizzazione di cittadini, aziende e istituzioni su un fenomeno che non può più essere ignorato.
Microplastics (MP) are tiny plastic particles with a diameter of less than 5 millimeters, now widespread in all ecosystems on the planet. Their presence is the result of the massive production and extensive use of plastic, a material that has transformed modern society thanks to its versatility and affordability. However, the large-scale use of plastic and the lack of adequate disposal and recycling systems have led to the uncontrolled dispersion of these materials into the environment.
MP are now found everywhere: in seas, rivers, soil, air, and even glaciers. The main issue with these particles is their ability to persist in the environment for decades without fully degrading. Due to their small size, they are easily ingested by marine fauna and transferred along the food chain, ultimately reaching humans. In addition to marine organisms, drinking water, packaged foods, and synthetic fabrics also contribute to human exposure to MP. Recent studies have detected MP in breast milk, the placenta, the lungs, and even the human brain, raising concerns about potential health effects.
Current research further suggests that MP may act as carriers of toxic chemical substances, interfering with the endocrine system and increasing the risk of cardiovascular, inflammatory, and cancerous diseases. However, the scientific community is still investigating the long-term effects of this exposure.
This study stems from the need to gain a deeper understanding of the MP phenomenon and the level of public awareness regarding this emerging issue. The research aims to analyze the extent of public knowledge and awareness of MP's environmental and health impact by comparing the perceptions of different generations: Baby Boomers, Generation X, Millennials, and Generation Z.
The objective is to assess consumer awareness of MP diffusion and determine whether the available information is sufficient to influence daily behaviors and purchasing choices. In this context, the intergenerational comparison proves particularly useful in identifying potential differences in knowledge and attitudes toward the issue under study.
A key aspect of this research is understanding whether and how the perception of the problem influences consumer choices and what strategies can be adopted to promote more sustainable behaviors. In a world increasingly focused on environmental issues, reducing single-use plastic and replacing MP in products are essential steps in tackling this crisis.
The study of MP is not only an environmental issue but also directly concerns public health and the sustainability of our consumption habits. The growing presence of MP in food and water raises urgent questions about food safety and the long-term effects these particles could have on the human body.
Furthermore, public awareness plays a crucial role in managing this problem. If consumers are informed and motivated to reduce plastic use and choose eco-friendly alternatives, businesses will be encouraged to develop more sustainable solutions, and institutions will be pressured to implement stricter regulations.
To thoroughly analyze these issues, the research was conducted using a qualitative approach, based on face-to-face interviews and focus groups divided by generational segments. This method allowed for the collection of detailed data on perceptions, emotions, and behaviors related to MP, offering a deeper insight compared to traditional quantitative questionnaires.
Artificial intelligence has proven to be a valuable tool in analyzing interviews and collected data, helping to identify recurring patterns and significant differences among the analyzed groups. This methodological experiment enabled the exploration of new approaches in qualitative research, combining the researcher’s reasoning with automated analysis to obtain more detailed and reliable results.
MP represent one of the most complex environmental challenges of our time. Despite increasing media attention and regulatory measures taken so far, the problem persists and continues to worsen. This research aims to provide a clearer picture of public perception of MP, highlighting the crucial role of information and environmental education.
Understanding how different generations approach this issue and identifying solutions to reduce MP diffusion is a fundamental step toward a more sustainable future. The transition to alternative materials, the reduction of packaging, and the implementation of advanced filtration technologies could be effective solutions to mitigate the impact of MP and protect both human health and the environment.
This research not only aims to analyze the problem but also seeks to contribute to raising awareness among citizens, businesses, and institutions about a phenomenon that can no longer be ignored.
Le MP sono ormai ovunque: nei mari, nei fiumi, nel suolo, nell’aria e persino nei ghiacciai. Il problema principale di queste particelle è la loro capacità di persistere nell’ambiente per decenni senza degradarsi completamente. A causa delle loro dimensioni ridotte, vengono facilmente ingerite dalla fauna marina e trasferite lungo la catena alimentare, arrivando fino all’uomo. Oltre agli organismi marini, anche l’acqua potabile, gli alimenti confezionati e i tessuti sintetici contribuiscono all’esposizione umana alle MP. Studi recenti hanno individuato la presenza di MP nel latte materno, nella placenta, nei polmoni e persino nel cervello umano, sollevando preoccupazioni sui potenziali effetti sulla salute.
Le ricerche attualmente disponibili suggeriscono inoltre che le MP possano fungere da vettori di sostanze chimiche tossiche, interferendo con il sistema endocrino e aumentando il rischio di malattie cardiovascolari, infiammatorie e tumorali. Tuttavia, la comunità scientifica è ancora impegnata nello studio degli effetti a lungo termine di questa esposizione.
Questa ricerca nasce dall’esigenza di comprendere meglio il fenomeno delle MP e il livello di consapevolezza della popolazione su questo problema emergente. L’indagine si propone di analizzare il grado di informazione e sensibilizzazione della popolazione rispetto all’impatto ambientale e sanitario delle MP, mettendo a confronto le percezioni di diverse generazioni: Baby Boomers, Generazione X, Millennials e Generazione Z.
Si vuole valutare il livello di consapevolezza dei consumatori riguardo alla diffusione delle MP e verificare se le informazioni disponibili siano sufficienti a influenzare i comportamenti quotidiani e le scelte d’acquisto. In questo contesto, il confronto intergenerazionale risulta particolarmente utile per individuare eventuali differenze di conoscenza e atteggiamento nei confronti del problema studiato.
Un aspetto fondamentale della ricerca è comprendere se e in che modo la percezione del problema influenzi le scelte dei consumatori e quali strategie possano essere adottate per promuovere comportamenti più sostenibili. In un mondo sempre più attento alle questioni ambientali, la riduzione della plastica monouso e la sostituzione delle MP nei prodotti rappresentano passi fondamentali per contrastare questa emergenza.
Lo studio sulle MP non è solo una questione ambientale, ma riguarda direttamente la salute pubblica e la sostenibilità delle nostre abitudini di consumo. La crescente presenza di MP negli alimenti e nelle acque solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza alimentare e sugli effetti che queste particelle potrebbero avere sull’organismo umano nel lungo periodo.
Inoltre, la consapevolezza pubblica gioca un ruolo cruciale nella gestione di questo problema. Se i consumatori sono informati e motivati a ridurre l’uso della plastica e a scegliere alternative ecologiche, le aziende saranno spinte a sviluppare soluzioni più sostenibili e le istituzioni dovranno adottare normative più stringenti.
Per analizzare a fondo questi temi, la ricerca è stata condotta seguendo un approccio qualitativo, basato su interviste face-to-face e focus group suddivisi per fasce generazionali. Questo metodo ha permesso di raccogliere dati dettagliati sulle percezioni, le emozioni e i comportamenti legati alle MP, offrendo una visione più approfondita rispetto ai tradizionali questionari quantitativi.
L’intelligenza artificiale si è rivelata uno strumento utile di supporto nell’analisi delle interviste e dei dati raccolti, consentendo di individuare pattern ricorrenti e differenze significative tra i gruppi analizzati. Questo esperimento metodologico ha permesso di esplorare nuovi approcci nella ricerca qualitativa, combinando il ragionamento del ricercatore con l’analisi automatizzata per ottenere risultati più dettagliati e affidabili.
Le MP rappresentano una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Nonostante la crescente attenzione mediatica e le misure normative adottate finora, il problema persiste e continua a peggiorare. Questa ricerca mira a fornire un quadro più chiaro della percezione pubblica sulle MP, evidenziando il ruolo cruciale dell’informazione e dell’educazione ambientale.
Comprendere come le diverse generazioni affrontano questo tema e individuare soluzioni per ridurre la diffusione delle MP è un passo fondamentale verso un futuro più sostenibile. La transizione verso materiali alternativi, la riduzione degli imballaggi e l’implementazione di tecnologie di filtraggio avanzate potrebbero rappresentare soluzioni efficaci per mitigare l’impatto delle MP e proteggere la salute umana e l’ambiente.
Questa ricerca si propone, dunque, non solo di analizzare il problema, ma anche di contribuire alla sensibilizzazione di cittadini, aziende e istituzioni su un fenomeno che non può più essere ignorato.
Microplastics (MP) are tiny plastic particles with a diameter of less than 5 millimeters, now widespread in all ecosystems on the planet. Their presence is the result of the massive production and extensive use of plastic, a material that has transformed modern society thanks to its versatility and affordability. However, the large-scale use of plastic and the lack of adequate disposal and recycling systems have led to the uncontrolled dispersion of these materials into the environment.
MP are now found everywhere: in seas, rivers, soil, air, and even glaciers. The main issue with these particles is their ability to persist in the environment for decades without fully degrading. Due to their small size, they are easily ingested by marine fauna and transferred along the food chain, ultimately reaching humans. In addition to marine organisms, drinking water, packaged foods, and synthetic fabrics also contribute to human exposure to MP. Recent studies have detected MP in breast milk, the placenta, the lungs, and even the human brain, raising concerns about potential health effects.
Current research further suggests that MP may act as carriers of toxic chemical substances, interfering with the endocrine system and increasing the risk of cardiovascular, inflammatory, and cancerous diseases. However, the scientific community is still investigating the long-term effects of this exposure.
This study stems from the need to gain a deeper understanding of the MP phenomenon and the level of public awareness regarding this emerging issue. The research aims to analyze the extent of public knowledge and awareness of MP's environmental and health impact by comparing the perceptions of different generations: Baby Boomers, Generation X, Millennials, and Generation Z.
The objective is to assess consumer awareness of MP diffusion and determine whether the available information is sufficient to influence daily behaviors and purchasing choices. In this context, the intergenerational comparison proves particularly useful in identifying potential differences in knowledge and attitudes toward the issue under study.
A key aspect of this research is understanding whether and how the perception of the problem influences consumer choices and what strategies can be adopted to promote more sustainable behaviors. In a world increasingly focused on environmental issues, reducing single-use plastic and replacing MP in products are essential steps in tackling this crisis.
The study of MP is not only an environmental issue but also directly concerns public health and the sustainability of our consumption habits. The growing presence of MP in food and water raises urgent questions about food safety and the long-term effects these particles could have on the human body.
Furthermore, public awareness plays a crucial role in managing this problem. If consumers are informed and motivated to reduce plastic use and choose eco-friendly alternatives, businesses will be encouraged to develop more sustainable solutions, and institutions will be pressured to implement stricter regulations.
To thoroughly analyze these issues, the research was conducted using a qualitative approach, based on face-to-face interviews and focus groups divided by generational segments. This method allowed for the collection of detailed data on perceptions, emotions, and behaviors related to MP, offering a deeper insight compared to traditional quantitative questionnaires.
Artificial intelligence has proven to be a valuable tool in analyzing interviews and collected data, helping to identify recurring patterns and significant differences among the analyzed groups. This methodological experiment enabled the exploration of new approaches in qualitative research, combining the researcher’s reasoning with automated analysis to obtain more detailed and reliable results.
MP represent one of the most complex environmental challenges of our time. Despite increasing media attention and regulatory measures taken so far, the problem persists and continues to worsen. This research aims to provide a clearer picture of public perception of MP, highlighting the crucial role of information and environmental education.
Understanding how different generations approach this issue and identifying solutions to reduce MP diffusion is a fundamental step toward a more sustainable future. The transition to alternative materials, the reduction of packaging, and the implementation of advanced filtration technologies could be effective solutions to mitigate the impact of MP and protect both human health and the environment.
This research not only aims to analyze the problem but also seeks to contribute to raising awareness among citizens, businesses, and institutions about a phenomenon that can no longer be ignored.
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