Tesi etd-02022026-115722 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
VICHI, ELEONORA
URN
etd-02022026-115722
Titolo
Gestione dell’open abdomen mediante terapia a pressione negativa: studio retrospettivo monocentrico
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
CHIRURGIA GENERALE
Relatori
relatore Prof. Coccolini, Federico
correlatore Dott. Galatioto, Christian
correlatore Dott. Galatioto, Christian
Parole chiave
- chirurgia d'Urgenza
- damage control surgery
- Emergency Surgery
- fattori prognostici
- Lactates
- lattati
- NPWT
- open abdomen
- Open Abdomen
- peritonite
- Peritonitis
- Procalcitonin
- procalcitonina
- Prognostic Factors.
- terapia a pressione negativa
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Introduzione: La tecnica dell’Open Abdomen (OA) rappresenta una risorsa fondamentale nella chirurgia d’urgenza per il trattamento di quadri critici quali peritoniti severe, ischemie intestinali ed emoperitonei massivi. Nonostante l'evoluzione dei sistemi di chiusura temporanea come la Negative Pressure Wound Therapy (NPWT), la gestione di questi pazienti resta gravata da elevata mortalità. Lo scopo dello studio è analizzare l'efficacia della NPWT e identificare i fattori clinici e biochimici (PCT, PCR, Lattati) predittivi di mortalità.
Materiali e Metodi: È stata condotta un’analisi retrospettiva su 67 pazienti sottoposti a OA e NPWT presso gli Spedali Riuniti di Livorno (2022-2025). La coorte è stata suddivisa in quattro gruppi: peritonite (n=41), emoperitoneo (n=9), ischemia intestinale (n=9) e altro (n=7). Sono stati analizzati i parametri preoperatori (lattati) e l’andamento della PCT a 24h (T0), 3-4 giorni (T1) e 5-6 giorni (T2) solamente nel gruppo dei pazienti con peritonite. L'analisi statistica ha utilizzato il Test di Mann-Whitney, il Test di Friedman e la Regressione Logistica.
Risultati: La mortalità globale a 30 giorni è risultata del 53.3%, con tassi superiori nei gruppi "Altro" (85.7%) e "Ischemia" (66.7%). Il trattamento ha mostrato un’elevata standardizzazione (mediana di 1.0 relaparotomia e chiusura fasciale a 2.0 giorni). L'analisi dei biomarcatori entro le 24 ore ha mostrato che la PCR non correla significativamente con l'outcome (p=1.000). Al contrario, la Procalcitonina (PCT) nel gruppo delle peritoniti è risultata un solido predittore di mortalità alla regressione logistica (OR: 1.031; IC 95%: 1.003-1.059; p=0.027), indicando che per ogni incremento unitario di PCT il rischio di decesso aumenta del 3.1%. Sebbene la PCT si riduca significativamente in tutti i pazienti trattati (p<0.001), i deceduti presentavano valori al T0 drasticamente superiori (38.20 vs 5.29 ng/ml). Un valore di PCT > 15 ng/ml al T1 è risultato il miglior cut-off predittivo (AUC 0.67). Non è stata rilevata una correlazione significativa tra numero di laparotomie e mortalità (p=0.211).
Conclusioni: La gestione dell'OA con NPWT si conferma una strategia valida in situazioni di condizioni cliniche critiche. La sopravvivenza appare legata più alla gravità del quadro settico e metabolico iniziale che al numero di re-interventi. La PCT precoce e la sua persistenza sopra 15 ng/ml al terzo giorno (T1) si confermano indicatori prognostici più affidabili della PCR nella stratificazione del rischio, supportando l'utilizzo di revisioni plurime fino alla stabilità clinica necessaria per la chiusura definitiva.
Introduction: The Open Abdomen (OA) technique represents a fundamental resource in emergency surgery for managing critical conditions such as severe peritonitis, mesenteric ischemia, and massive hemoperitoneum. Despite the evolution of temporary closure systems like Negative Pressure Wound Therapy (NPWT), the management of these patients remains associated with high mortality rates. This study aims to analyze the efficacy of NPWT and identify clinical and biochemical factors (PCT, CRP, Lactates) predictive of mortality.
Materials and Methods: A retrospective analysis was conducted on 67 patients undergoing OA and NPWT at the "Spedali Riuniti" Hospital in Livorno (2022–2025). The cohort was divided into four diagnostic groups: peritonitis (n=41), hemoperitoneum (n=9), intestinal ischemia (n=9), and other (n=7). Preoperative parameters (lactates) and the trend of Procalcitonin (PCT) at 24h (T0), 3–4 days (T1), and 5–6 days (T2) were analyzed. Statistical analysis was performed using the Mann-Whitney U Test, Friedman Test, and Logistic Regression.
Results: The overall 30-day mortality rate was 53.3%, with higher rates observed in the "Other" (85.7%) and "Ischemia" (66.7%) groups. Treatment showed high standardization, with a median of 1.0 relaparotomy and fascial closure achieved in 2.0 days. PCT analysis in the peritonitis group proved to be a solid predictor of mortality (OR: 1.031; p=0.027). Although PCT levels decreased significantly in all treated patients (p<0.001), deceased patients exhibited drastically higher values at T0 (38.20 vs. 5.29 ng/ml). A PCT value > 15 ng/ml at T1 was identified as the optimal predictive cut-off (AUC 0.67). No significant correlation was found between C-Reactive Protein (CRP) or the number of laparotomies and mortality (p=0.211).
Conclusions: The management of OA with NPWT is confirmed as a valid strategy in critically ill patients. Survival appears to be more closely linked to the severity of the initial septic and metabolic status than to the number of re-interventions. Early PCT and its persistence above the 15 ng/ml threshold at day three (T1) are more reliable prognostic indicators than CRP for risk stratification, supporting the use of serial relaparotomies until clinical stability allows for definitive closure.
Materiali e Metodi: È stata condotta un’analisi retrospettiva su 67 pazienti sottoposti a OA e NPWT presso gli Spedali Riuniti di Livorno (2022-2025). La coorte è stata suddivisa in quattro gruppi: peritonite (n=41), emoperitoneo (n=9), ischemia intestinale (n=9) e altro (n=7). Sono stati analizzati i parametri preoperatori (lattati) e l’andamento della PCT a 24h (T0), 3-4 giorni (T1) e 5-6 giorni (T2) solamente nel gruppo dei pazienti con peritonite. L'analisi statistica ha utilizzato il Test di Mann-Whitney, il Test di Friedman e la Regressione Logistica.
Risultati: La mortalità globale a 30 giorni è risultata del 53.3%, con tassi superiori nei gruppi "Altro" (85.7%) e "Ischemia" (66.7%). Il trattamento ha mostrato un’elevata standardizzazione (mediana di 1.0 relaparotomia e chiusura fasciale a 2.0 giorni). L'analisi dei biomarcatori entro le 24 ore ha mostrato che la PCR non correla significativamente con l'outcome (p=1.000). Al contrario, la Procalcitonina (PCT) nel gruppo delle peritoniti è risultata un solido predittore di mortalità alla regressione logistica (OR: 1.031; IC 95%: 1.003-1.059; p=0.027), indicando che per ogni incremento unitario di PCT il rischio di decesso aumenta del 3.1%. Sebbene la PCT si riduca significativamente in tutti i pazienti trattati (p<0.001), i deceduti presentavano valori al T0 drasticamente superiori (38.20 vs 5.29 ng/ml). Un valore di PCT > 15 ng/ml al T1 è risultato il miglior cut-off predittivo (AUC 0.67). Non è stata rilevata una correlazione significativa tra numero di laparotomie e mortalità (p=0.211).
Conclusioni: La gestione dell'OA con NPWT si conferma una strategia valida in situazioni di condizioni cliniche critiche. La sopravvivenza appare legata più alla gravità del quadro settico e metabolico iniziale che al numero di re-interventi. La PCT precoce e la sua persistenza sopra 15 ng/ml al terzo giorno (T1) si confermano indicatori prognostici più affidabili della PCR nella stratificazione del rischio, supportando l'utilizzo di revisioni plurime fino alla stabilità clinica necessaria per la chiusura definitiva.
Introduction: The Open Abdomen (OA) technique represents a fundamental resource in emergency surgery for managing critical conditions such as severe peritonitis, mesenteric ischemia, and massive hemoperitoneum. Despite the evolution of temporary closure systems like Negative Pressure Wound Therapy (NPWT), the management of these patients remains associated with high mortality rates. This study aims to analyze the efficacy of NPWT and identify clinical and biochemical factors (PCT, CRP, Lactates) predictive of mortality.
Materials and Methods: A retrospective analysis was conducted on 67 patients undergoing OA and NPWT at the "Spedali Riuniti" Hospital in Livorno (2022–2025). The cohort was divided into four diagnostic groups: peritonitis (n=41), hemoperitoneum (n=9), intestinal ischemia (n=9), and other (n=7). Preoperative parameters (lactates) and the trend of Procalcitonin (PCT) at 24h (T0), 3–4 days (T1), and 5–6 days (T2) were analyzed. Statistical analysis was performed using the Mann-Whitney U Test, Friedman Test, and Logistic Regression.
Results: The overall 30-day mortality rate was 53.3%, with higher rates observed in the "Other" (85.7%) and "Ischemia" (66.7%) groups. Treatment showed high standardization, with a median of 1.0 relaparotomy and fascial closure achieved in 2.0 days. PCT analysis in the peritonitis group proved to be a solid predictor of mortality (OR: 1.031; p=0.027). Although PCT levels decreased significantly in all treated patients (p<0.001), deceased patients exhibited drastically higher values at T0 (38.20 vs. 5.29 ng/ml). A PCT value > 15 ng/ml at T1 was identified as the optimal predictive cut-off (AUC 0.67). No significant correlation was found between C-Reactive Protein (CRP) or the number of laparotomies and mortality (p=0.211).
Conclusions: The management of OA with NPWT is confirmed as a valid strategy in critically ill patients. Survival appears to be more closely linked to the severity of the initial septic and metabolic status than to the number of re-interventions. Early PCT and its persistence above the 15 ng/ml threshold at day three (T1) are more reliable prognostic indicators than CRP for risk stratification, supporting the use of serial relaparotomies until clinical stability allows for definitive closure.
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