Tesi etd-02022026-115103 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
VERNIOLI, AGNESE
URN
etd-02022026-115103
Titolo
Resezioni pancreatiche robotiche: esperienza monocentrica su oltre 600 casi
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Napoli, Niccolo'
Parole chiave
- bmi e fattori prognostici
- complicanze post-operatorie
- database clinico
- diagnosi istologica
- distal pancreatectomy robotica
- esperienza monocentrica
- follow-up
- marker oncologici
- oncologia pancreatica
- outcome operatori e post-operatori
- pancreaticoduodenectomia robotica
- resezioni pancreatiche
Data inizio appello
24/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/02/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
ABSTRACT
La tesi ripercorre l’evoluzione della chirurgia pancreatica dalle prime procedure palliative dell’Ottocento fino alle moderne tecniche robotiche. Il pancreas, a lungo considerato inaccessibile per la sua posizione retroperitoneale e la fragilità tissutale, diventa progressivamente oggetto di interventi sempre più complessi grazie ai progressi in anestesia, antisepsi, diagnostica e tecniche emostatiche. Dopo le prime resezioni distali e le marsupializzazioni, una svolta fondamentale avviene con la prima pancreatoduodenectomia eseguita da Alessandro Codivilla e, successivamente, con la standardizzazione della tecnica da parte di Allen O. Whipple. Nel corso del Novecento la procedura conosce fasi alterne, con periodi di abbandono dovuti all’elevata mortalità, fino alla rinascita nei centri ad alto volume, dove la selezione dei pazienti e il miglioramento delle tecniche chirurgiche e perioperatorie riducono drasticamente la morbilità.
Parallelamente si sviluppano la laparoscopia e, più recentemente, la chirurgia robotica, che supera molti limiti della mini-invasività tradizionale e permette di affrontare casi sempre più complessi.
Lo studio analizza tutte le resezioni pancreatiche robot-assistite eseguite dal 2008 al 2025 presso un centro ad alto volume, utilizzando piattaforme robotiche dedicate.
La valutazione preoperatoria comprende anamnesi, imaging avanzato e stratificazione anestesiologica.
Sono descritte le tecniche robotiche per: duodenocefalopancreasectomia (DCP); pancreasectomia distale con o senza preservazione splenica, pancreasectomia totale, pancreasectomia centrale, enucleazioni. Il follow-up postoperatorio include il monitoraggio clinico quotidiano e la classificazione delle complicanze secondo:
• Clavien–Dindo per la morbilità generale
• ISGPF per la fistola pancreatica
• ISGPS per il delayed gastric emptying (DGE)
La maggior parte dei pazienti presenta patologia maligna, con prevalenza di adenocarcinoma duttale pancreatico, seguito da neoplasie cistiche e tumori neuroendocrini.
L’analisi suddivide la casistica in quattro periodi consecutivi, evidenziando: progressivo aumento dell’età media e della complessità clinica; incremento dei casi maligni fino a rappresentare quasi la totalità, aumento delle resezioni vascolari, indice di maggiore aggressività oncologica e maturità tecnica, riduzione delle lesioni benigne trattate chirurgicamente.
Ogni procedura presenta un profilo specifico:
• DCP: intervento più complesso, con incidenza significativa di POPF secondo ISGPF e DGE secondo ISGPS
• Pancreasectomia totale: tempi operatori più lunghi e maggiore frequenza di resezioni vascolari
• Pancreasectomia distale: elevata incidenza di fistola pancreatica, tipica della procedura
• Pancreasectomia centrale: tasso di POPF particolarmente elevato
• Enucleazioni: minore morbilità e assenza di margini positivi
Nel complesso emerge un gradiente di complessità crescente dalle enucleazioni alla pancreasectomia totale.
L’analisi mostra una progressiva evoluzione della chirurgia pancreatica robotica nel centro studiato. Nel tempo: aumentano età e complessità dei pazienti; si ampliano le indicazioni chirurgiche a casi borderline e localmente avanzati, migliorano gli outcome grazie alla standardizzazione delle tecniche e all’esperienza del team, cresce la radicalità oncologica, con più resezioni vascolari e margini più sicuri.
La chirurgia robotica si conferma come un’evoluzione naturale e matura della chirurgia pancreatica, capace di affrontare patologie sempre più complesse mantenendo sicurezza, precisione e qualità oncologica
La tesi ripercorre l’evoluzione della chirurgia pancreatica dalle prime procedure palliative dell’Ottocento fino alle moderne tecniche robotiche. Il pancreas, a lungo considerato inaccessibile per la sua posizione retroperitoneale e la fragilità tissutale, diventa progressivamente oggetto di interventi sempre più complessi grazie ai progressi in anestesia, antisepsi, diagnostica e tecniche emostatiche. Dopo le prime resezioni distali e le marsupializzazioni, una svolta fondamentale avviene con la prima pancreatoduodenectomia eseguita da Alessandro Codivilla e, successivamente, con la standardizzazione della tecnica da parte di Allen O. Whipple. Nel corso del Novecento la procedura conosce fasi alterne, con periodi di abbandono dovuti all’elevata mortalità, fino alla rinascita nei centri ad alto volume, dove la selezione dei pazienti e il miglioramento delle tecniche chirurgiche e perioperatorie riducono drasticamente la morbilità.
Parallelamente si sviluppano la laparoscopia e, più recentemente, la chirurgia robotica, che supera molti limiti della mini-invasività tradizionale e permette di affrontare casi sempre più complessi.
Lo studio analizza tutte le resezioni pancreatiche robot-assistite eseguite dal 2008 al 2025 presso un centro ad alto volume, utilizzando piattaforme robotiche dedicate.
La valutazione preoperatoria comprende anamnesi, imaging avanzato e stratificazione anestesiologica.
Sono descritte le tecniche robotiche per: duodenocefalopancreasectomia (DCP); pancreasectomia distale con o senza preservazione splenica, pancreasectomia totale, pancreasectomia centrale, enucleazioni. Il follow-up postoperatorio include il monitoraggio clinico quotidiano e la classificazione delle complicanze secondo:
• Clavien–Dindo per la morbilità generale
• ISGPF per la fistola pancreatica
• ISGPS per il delayed gastric emptying (DGE)
La maggior parte dei pazienti presenta patologia maligna, con prevalenza di adenocarcinoma duttale pancreatico, seguito da neoplasie cistiche e tumori neuroendocrini.
L’analisi suddivide la casistica in quattro periodi consecutivi, evidenziando: progressivo aumento dell’età media e della complessità clinica; incremento dei casi maligni fino a rappresentare quasi la totalità, aumento delle resezioni vascolari, indice di maggiore aggressività oncologica e maturità tecnica, riduzione delle lesioni benigne trattate chirurgicamente.
Ogni procedura presenta un profilo specifico:
• DCP: intervento più complesso, con incidenza significativa di POPF secondo ISGPF e DGE secondo ISGPS
• Pancreasectomia totale: tempi operatori più lunghi e maggiore frequenza di resezioni vascolari
• Pancreasectomia distale: elevata incidenza di fistola pancreatica, tipica della procedura
• Pancreasectomia centrale: tasso di POPF particolarmente elevato
• Enucleazioni: minore morbilità e assenza di margini positivi
Nel complesso emerge un gradiente di complessità crescente dalle enucleazioni alla pancreasectomia totale.
L’analisi mostra una progressiva evoluzione della chirurgia pancreatica robotica nel centro studiato. Nel tempo: aumentano età e complessità dei pazienti; si ampliano le indicazioni chirurgiche a casi borderline e localmente avanzati, migliorano gli outcome grazie alla standardizzazione delle tecniche e all’esperienza del team, cresce la radicalità oncologica, con più resezioni vascolari e margini più sicuri.
La chirurgia robotica si conferma come un’evoluzione naturale e matura della chirurgia pancreatica, capace di affrontare patologie sempre più complesse mantenendo sicurezza, precisione e qualità oncologica
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